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Fatboy Tim si è finto Fatboy Slim per quindici anni

Abbiamo intervistato un tipo che per quindici anni si è finto Fatboy Slim, in qualità di primo (e unico) DJ tributo.
13.4.15

Timothy Davies ha speso gli ultimi quindici anni a fare finta di essere un'altra persona. Qualcuno potrebbe dire che, considerate le diverse declinazioni dell'io più profondo di ciascuno di noi e la realtà in cui viviamo, siamo tutti degli attori che interpretano dei ruoli. Tim però l'ha vissuta in un modo un po' più concreto di così, trasformandosi in qualcuno che non era, per il piacere delle folle urlanti, disposte ad accettare il sotterfugio pur di passare una notte su di giri.

Quando Timothy indossa la sua camicia hawaiana e acchiappa la sua valigia di dischi, diventa Fatboy Tim.

Come suggerisce il nome, Davies è stato il più importante, e ad essere sinceri anche l'unico, personaggio / tributo a Fatboy Slim. Un'ombra non documentata, che si è mossa lungo la straordinaria ascesa di Cook, prenotazione dopo prenotazione, grazie al suo nuovo alter-ego.

Anche se ora le date non sono più frequenti e remunerative come un tempo, c'è stato un periodo in cui Davies era un nome sulla cime della lista per quei club che cercavano una faccia amichevole ad un prezzo ragionevole. Una volta ha anche ricevuto i props dal Fatboy originale e ha suonato ad una cerimonia di premiazione a cui lui non era in grado di presenziare. In quel momento è legittimo immaginare che i confini tra immaginazione e realtà si siano sciolti in un glorioso pulviscolo invisibile. Timothy Davies era Norman Cook e Norman Cook era Timothy Davies.

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Abbiamo telefonato a Fatboy Tim per una chiacchierata su come sia stare su un palco a far finta di essere qualcun altro.

THUMP: Conosci qualche altro tributo ad artisti dance?
Fatboy Tim: In realtà no.

Eri un dj prima di iniziare questa cosa?
Sì, lo ero. Di solito suonavo in un club a Clapham e mi vestivo con queste grosse camicie, così ogni tanto qualche tipo si avvicinava a dirmi che somigliavo a Fatboy Slim, finché una volta, dopo la serata, non mi sono ritrovato con un mio amico a discutere dell'idea di dare vita al primo dj tributo. La mia reazione iniziale è stata piuttosto titubante, ma poi il mio amico mi ha chiesto di fare un mixtape, perché con quello sarebbe riuscito a rimediarmi degli ingaggi. L'ho fatto, ed effettivamente mi ha permesso di suonare all'università di Dundee. Mi hanno pagato 3 o 4 volte il cachet che prendevo di solito, quindi ho iniziato a pensare che forse era un'idea meno stupida del previsto.

Suonavi la sua stessa roba, big beat e via?
Ero e sono un grande fan della house, ma mi piaceva di più il suo sound di metà anni Novanta. Suonavo un po' di tutto, anche perché non era difficile dare un'aggiustatina qua e là.

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Lo ascolti ancora?
Mi piace ancora quel tipo di suono, ma il mio vero amore è la tech-house.

Hai fatto una specie di compromesso…
Suppongo di sì, penso che fosse un modo per rimanere onesto, finché non ho incontrato Fatboy Slim al The Cross, che ora è una palazzina di appartamenti. Si è avvicinato e mi ha abbracciato forte, dicendomi che ero riuscito a rendere felice un uomo vecchio, il che mi sembrava un atteggiamento un po' isterico. Mi ha chiesto di andare con lui e aiutarlo al Big Beat Boutique e devo dire che quello è stato il punto di svolta, insomma, se quello che facevo era ok per lui, probabilmente non doveva essere così male nemmeno per me.

Hai centrato il punto. Da dove prendevi le camicie?
Ho sempre avuto la passione per le Hawaii, il surf e tutto quel mondo. Ovviamente controllavo anche quello che indossava lui. Ho dovuto far importare una camicia di Playboy che indossava sempre. Era tutta stampata con copertine di Playboy. È una bella camicia. Ce l'ho ancora.

Potrebbe essere una domanda stupida, ma vivevi qualche tipo di transizione personale quando vestivi i panni di Fatboy Tim?
Dico sempre alle persone che i miei migliori e peggiori concerti sono stati nei panni di Fatboy Tim. Ho suonato su un palco piuttosto importante a Praga, una specie di ex magazzino, davanti a più di 2000 persone che adoravano ciò che stavo facendo, ma è anche capitata una pista da bowling affollata di 5 ubriachi, di cui l'unico che ballava aveva almeno 80 anni. A nessuno fregava un cazzo di chi fossi o di chi facessi finta di essere.

Era una decisione quella di suonare davanti a poche persone? È divertente?
No. Non c'è nessuno che reagisca a ciò che fai, nessuna interazione. Sembra proprio di lavorare, come in ufficio. Vorresti far vibrare la folla, farli divertire. Sono quelle le serate che valgono.

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Ne parli come se fosse un'esperienza che trascende il semplice tributo.
Be', mi è sempre piaciuto bere e farmi quattro risate, ma non penso di essere mai arrivato al suo livello. Credo che una volta abbia tirato coca da un trenino in movimento.

L'ha fatto?!
L'ho letto da qualche parte. Prova a controllare su Google! Ora però si è dato una calmata, non penso che beva più, ma è comunque un tipo piuttosto selvaggio.

TI sarebbe piaciuto essere così estremo?
Non credo mi sarebbe piaciuto, no.

Come ti sei sentito quando ti ha chiesto di suonare al suo posto a quella premiazione?
È stato super. Gli ho subito risposto che avrei adorato farlo, e che l'avrei fatto anche gratis, mi bastava avere a disposizione un biglietto per Brighton, e lui mi ha comprato un volo di prima classe. Un vero gentiluomo, un ragazzo fantastico. Quello è stato uno dei miei momenti migliori.

Qual è il tuo pezzo preferito di Fatboy?
"Rockerfeller Skank", specialmente nella versione bootleg che ha realizzato con "I Can'T Get No (Satisfaction)" dei Rolling Stones. "Praise You" è un'altro classicone che mettevo a ogni serata.

Quando hai smesso di esibirti in questo modo?
Ogni tanto faccio ancora il dj, e anche se non ho ufficialmente ritirato dalle scene il nome di Fatboy Tim, la verità è che ho smesso di ricevere offerte significative. Non che mi impegni molto a cercarle. Il sito internet è ancora lì, quindi se qualcuno ci capita e ha voglia di offrirmi un ingaggio, io sono sempre a disposizione. Adesso vivo a Newquay e suono ogni settimana, nei panni di me stesso.

Com'è stato suonare in sua vece?
Sono arrivato all'ultimo secondo, avevo già la camicia e c'era gente che mi gridava "Preparati amico, sei il prossimo!" Un promoter aveva preparato questo flyer con sopra me e Norman, c'era stampata una foto con scritto "Tutto quello che sa fare lui, so farlo anch'io…" Penso che Norman l'avrebbe trovato divertente.

C'è qualcun altro per cui ti piacerebbe fare un tributo?
No. Penso che lui sia l'unico. Era famosissimo. Così famoso che probabilmente anche tua madre, o la mia, ne avevano sentito parlare. Prova a nominarle Sasha, Digweed o Carl Cox, non avrebbe idea di cosa stai parlando. Fatboy Slim era il numero 1.

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