FYI.

This story is over 5 years old.

Fennesz ha fatto un disco con gli Ozmotic

È un album ambient che racconta un mondo dopo la fine dell'umanità, ma per fortuna lo fa in maniera decisamente originale.

Diciamoci la verità, trovare delle ispirazioni distopiche per un disco di musica ambient non è la cosa più originale del mondo. Anzi, diciamo che è incastrato tra i topoi principali del genere quello di mettersi a confronto con la desolazione post-civiltà e il tono melancolico di un futuro indifferente. Ciò non toglie che, dato che questo genere di prospettiva oramai ha praticamente filtrato a tutti i livelli dentro la nostra cultura, questo resti comunque un'immaginario interessante da esplorare. E con cosa vorremo quindi farlo? Con della musica ambient, appunto…

Pubblicità

C'è infatti un maestro del genere come Christian Fennesz che si è messo con il duo torinese OZmotic per fare un album intitolato AirEffect. La formazione jazz del gruppo (Stanislao Lesnoj a sax ed elettronica, SmZ a batteria e oggetti vari) dona alle texture che escono dai loro strumenti esattamente il carattere di rovina, di oggetto culturale oramai ridotto a memoria, anzi a non-memoria in quanto conoscibile solo tramite scienza forense. Fennesz, tra loro, è come se incarnasse la pesantezza climatica di un pianeta oramai inospitale, in cui il passaggio umana ha irrimediabilmente modificato l'ecosistema.

L'ispirazione viene, a detta loro , da un capolavoro come La Jetée di Chris Marker, precursore dell'hauntologia apocalittica molto prima che iniziassimo a sentire la fine informazonale dei tempi come dato di fatto. La cosa veramente interessante è che, nella bolla temporale odierna, oramai anche la distopia è diventata solo uno dei futuri possibili e perduti, rendendosi melancolica al quadrato e rendendo noi melancolici al quadrato. A questo punto, l'unica musica che ha senso ascoltare è del genere di quella contenuta in questo disco che noi vi offiramo in anteprima e che esce il 12 giugno su SObject e Folkwisdom.