Radar Radio è il futuro della radio

Dopo Rinse FM e NTS, una nuova Radio sta per conquistare Londra
16 dicembre 2015, 3:47pm

"Londra ha le migliori radio del mondo. Non ci piove. Non si discute." me lo dice Ollie Ashley, proprietario di Radar Radio quando ci sediamo a bere un caffé per chiacchierare della rivoluzione Radar e degli altri progetti che le stanno attorno. Siamo nei pressi del loro studio in Timber Street, a pochi minuti dai caffé e dalla tristezza viziata di Shoreditch, emblema del modo in cui l'assoluto primato della FM sul mondo delle radio private sia stato irrevocabilmente alterato dall'internet.

Il rapporto di Londra con le radio—dai rinnegati del mondo pirata alla gloria di Rinse e NTS—ha contribuito ad alterare continuamente il volto della cultura musicale giovanile. Grime, dubstep e jungle probabilmente sarebbero esistite anche senza le radio, ma è fuor di dubbio che non avrebbero avuto il ruolo centrale che hanno avuto nella narrazione culturale se non fosse stato per l'entusiasmo anarchico che viene dal sentire con le proprie orecchie una scena che cresce in radio. Era proprio quell'entusiasmo, quel libero senso di "cazzo, può davvero sucedere qualsiasi cosa" che ti viene dall'ascoltare la radio, che ha fatto prendere bene Ashley.

Radar ha iniziato le trasmissoni esattamente alle ore 20 del 31 ottobre 2014. Da allora, la stazione è cresciuta a dismisura, trasmettendo quotidianamente dalle 20 alle prime ore del mattino, con ogni show a rappresentare un'istantanea dello stato attuale della musica elettronica e non, attraendo grossi nomi pur mantenendo un senso di famigliarità. È uno spazio in cui si può sperimentare a briglia sciolta, una stazione radio che opera in totale libertà e non ha paura di esplorarla. Le giornate di programmazione sono tutte diverse e non c'è nessuna regola se non quella di assicurarsi di stare spingendo buona musica e non fare le teste di cazzo. Difficile non essere d'accordo con questa filosofia, no?

Questo articolo è la prima volta che Ashley si dilunga sulla storia di Radar e i suoi obiettivi, per cui ha senso che mi racconti esattamente come è entrato nel mondo delle radio. "È cominciato tutto nel 2009, quando il mio percorso universitario non stava andando come volevo, per cui mi sono iscritto a un corso di produzione per radio del Point Blank Music College, dove ho avuto la fortuna di conoscere Lucy Monkman, cioè Monki, e siamo diventati buoni amici", mi racconta. "Lei poi ha iniziato a fare la stagista a Rinse e io ne ero molto geloso. Ero un ascoltatore folle di Rinse, ne ero ossessionato. Forse era proprio per quello che cannavo gli esami, mettevo Rinse mentre ripassavo e subito finivo nella loro chat per chiedere i track ID e da lì finivo a passare ore su Virtual DJ".

Alla fine però Ashley è effettivamente finito a Rinse, da uno stage di due settimane a dare una mano qualche sera a setttimana a diventarne il primo producer full-time della programmazione serale. Se ne andò amihevolmente, dopo avere deciso di non esser ein grado di sopportare un'altro inverno a fare le notti lì. Dopo essere tornato al college, grazie a Floating Points conobbe il fondatore di NTS Femi Adeyemi, diventando il loro studio manager per nove mesi.

Non ha altro che belle parole per entrambe le stazioni, sottolineando che, nonostante ora si sia messo in proprio, lo scenario radiofonico inglese è più in forma che mai grazie a loro, anche se magari hanno qualche problema che lui a Radar ha provato a risolvere."NTS era un'idea nuova ed emozionante di fare radio", dice, "da loro ho prodotto show con Jeff Mills, Evian Christ e anche Skepta. Tutti quelli che ci lavorano sono appassionati e hanno ben chiaro come si fa una radio. Però mi è sempre sembrato che difficilmente dessero degli slot a i più giovani. Magari un guest mix, ma non un posto fisso in schedule. A Radar volevamo fare esattamente questo."

Ma la storia di Radar story non riguarda solo Ollie Ashley, e lui insiste che il team che si è costruito attorno (assistenti di produzione, studio manager, grafici e artisti) fanno di Radar quello che è. Oh, e poi ovviamente ci sono i DJ. Dice Ashley "Abbiamo aperto i programmi ad Halloween 2014, un anno dopo avevamo già un team di persone incredibili. Alcuni si sono uniti alla truppa che nemmeno sapevano fare i DJ, mentre ora vengono bookati in tutto il mondo. È fantastico. Non importa quanta esperienza hai, ti devi divertire. I migliori show sono quelli in cui i DJ si divertono." Ed è proprio divertendosi e non sapendo cosa aspettarsi giorno dopo giorno che il pubblico si è fatto coinvolgere.

Con una programmazione fissa che comprende nomi come Ikonika, Akito, Rushmore e Amy Becker, e un influsso continuo di nuovi nomi che hanno la chance di esprimersi liberamente, Radar può essere vista come la rappresentazione del pieno potenziale della radio nel ventunesimo secolo. Con i club della capitale che chiudono uno dopo l'altro, l'idea che possano essere ancora loro a ospitare il meglio della musica in UK è sempre meno forte. Se quindi gli spazi dedicati all'edonismo sono sempre più rari, le radio diventano un baluardo fondamentale, offrendo agli orfani dei clun una chance di provare l'eccitazione, l'energia, il senso di comunità che cerchiamo ogni sabato sera che ci facciamo timbrare il polso e scendiamo le scale.

Per Ashley, la crisi dei club che attanaglia i locali di Londra di settimana in settimana, è tutta colpa dell'amministrazione comunale. "Non vogliono che nascano nuovi club e rendono la vita diffcile a quelli che ci sono già, non vogliono che ci siano posti in cui puoi incontrare gli amici. Radar è questo. Non penso che abbiamo inventato nulla, ma è il nostro obiettivo."

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Avendo visitato Radar e avendoci anche suonato, so bene di che parla Ashley. Una cosa è dire ai giornalisti che il posto dove lavori è un luogo in cui "puoi fare quello che vuoi, puoi portarti gli amici, portare da bere, fumare, ci sta tutto, basta che non sei troppo fuori per mixare!", un'altra è viverlo davvero, ma è esattamente su questo che hanno lavorato nell'ultimo anno. Sanno che nessuna buona radio può lavorare bene senza i DJ giusti, ma ci vuole anche un'atmosfera appropriata. Andare da Radar è come andare a trovare gli amici, solo che gli amici sono Rudewhy, Scratcha DVA e DJ SagePay. Ci sono divani, pile di riviste e cartine ovunque.

Per il loro primo compleanno hanno messo su una edizione speciale del loro programma in diretta Just Jam, con i resident Jack Dat, Riz La Teef, Mungo, Jetsss e i BBC AZN Network oltre agli showrunner Tim & Barry, da sempre ancorati a uno spirito DIY e idoli di Ashley: "sono un loro fan da quando avevo 18 anni, da quando uscì il loro video di 'Next Hype' di Tempa T. Just Jam spacca, sono tutti amici e si divertono. Dai grafici agli ospiti, è tutto a modo. Fanno quello che amano." In realtà i festeggiamenti dovevano tenersi in una warehouse, con una festa che "rappresentasse tutto lo spettro della musica che spingiamo... Ma basta dire che ci sarà del grime e i proprietari annullano tutto. Per cui abbiamo detto 'vaffanculo, faremo festa in ufficio', così possiamo fare quello che vogliamo.

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