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Le paranoie elettroniche di Bennato

Una nuova rubrica in cui sveliamo quanto di più marcio, impensabile e avanguardista si cela dietro le pieghe della canzone italiana. Nel primo episodio: "Kaiwanna" di Edoardo Bennato.
26.9.13
edoardo bennato
La copertina di Kaiwanna di Edoardo Bennato

Noisey è abbastanza lieto di presentare Italian Folgorati, una nuova e fiammante rubrica su quanto di più marcio, impensabile e avanguardista si cela dietro le pieghe della canzone italiana. Aprire i bauli del tempo e dell'ufficialità discografica per trovare tesori nascosti, orribili croste, intuzioni magiche e tentativi più o meno riusciti è la nostra missione. Seguiteci dunque in questo cammino impossibile con orecchie e spirito aperti: non ve ne pentirete.

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"Evidenti assonanze riscontrate tra un non meglio identificato dialetto Cheyenne e il linguaggio di probabili abitatori di confuse megalopoli del Sud Europa, intorno agli anni Duemila…"
Centro ricerche università di Calioh (Silius)-Giugno 20585, dalle note di copertina di Kaiwanna

Analizziamo uno dei dischi più controversi dell'intera carriera di Edoardo Bennato, grandissimo e seminale cantautore di casa nostra nonchè—purtroppo—spesso confuso con i jingle della TIM. Oddio, sono molti i dischi da pescare nella discografia del cantante partenopeo che meriterebbero una scheda a sè: vedi Uffà Uffà, un patto di sangue con il great complotto e il punk demenziale, ed È arrivato un bastimento, esempio di crossover selvaggio fra i generi che manco i They Might Be Giants. Scegliamo però il disco meno citato della sua storia, ovvero Kaiwanna, anno di grazia 1985.

Che dire: Kaiwanna arriva in un momento delicato per la carriera di Bennato, dopo il flop del succitato È arrivato un bastimento, probabilmente sabotato dalla critica che lui stesso aveva sbeffeggiato in più di un'occasione. A chi chiedeva un ritorno ai più miti consigli, Edoardo risponde con un lavoro tanto innovativo quanto ostico, in punta di piedi sulla fune della ricerca fine a se stessa e quindi del dissenso di pubblico e critica.

edoardo bennato kaiwanna

La copertina di Kaiwanna di Edoardo Bennato, cliccaci sopra per ascoltarlo su Spotify

Nel disco Edoardo butta la dodici corde nel camino, adotta un look che tre anni dopo vedremo addosso a Trent Reznor, chiama a raccolta intorno a sé fra le più importanti menti dell'italo disco e del mash up internazionale—i Kano/Pink Project, più Marco Colucci a smanettare sul Fairlight—e dell'elettronica, come Conny Plank, che collabora in sordina.

Il risultato è un disco stranissimo, fra italodisco, metal, pop e suite sperimentali totalmente elettroniche. La tematica è quella di un futuro prossimo delirante e meticcio in cui si parlano delle nuove lingue ibride, il tutto all'interno un immaginario informatico che risulterà molto avanti e poco comprensibile ai suoi contemporanei.

La tematica è quella di un futuro prossimo delirante e meticcio in cui si parlano delle nuove lingue ibride.

Esempio: l'apertura di “Eroe Fantasy" è un inno ai giochi di ruolo con tanto di avatar, con un andazzo che sfiora l'epica duraniana. “In Cerca Del Futuro” è l'unica ballata/manifesto in cui Edoardo, aiutato nei testi dal sempre presente fratello Eugenio, sembra spiegare agli allibiti ascoltatori che non ha inciso per loro, ma per una generazione a venire.

In effetti il coraggio di certe soluzioni fra il rock e la musica sintetica fa tornare alla mente i Sigue Sigue Sputnik, che però incideranno solo un anno dopo, talvolta anche l'Alan Vega del periodo Just A Million Dreams: insomma non certo roba per educande.

La pesantezza metallara e concettuale di "Zero In Condotta", con assortito testo completamente sgrammaticato unito a monosillabi e parole inventate, rappresenta un picco di nichilismo. È come se descrivesse una generazione "dell'età del silenzio", per citare il Duca Bianco, che non riesce piu' ad articolare il linguaggio, in perenne stato di cortocircuito. Abbiamo poi un pezzo allucinante, "Relax", in cui Bennato orchestra una specie di ironico foxtrot funebre, introduce in tedesco e racconta di un mondo fatto di pozzi petroliferi, sceicchi spietati, addirittura idol create al computer che sembrano vive e giovani rampanti alienati. In qualche modo, profetizza il triste destino degli anni 2000.

Giriamo il vinile ed ecco "Kaiwanna", una suite che mescola in un sol colpo l'italo, il punk/funk e la coldwave unita alla lirica. Bennato sbiascica parole incomprensibili, mette i nastri al contrario e il pezzo è qualcosa che potrebbe ricordare i Propaganda o gli Art of Noise in versione dada. Oggi come oggi non dispiacerebbe a James Ferraro o alle nuove leve new age-punk.

“Asia” è una cavalcata wave metal sintetizzata che prevede lo strapotere dell'oriente e il passaggio verso un capitalismo folle e inanimato in quelle terre, tematica in parte sfiorata dai Devo pressappoco nello stesso periodo sulla copertina di Shout).

"Cinque Secoli Fa" si pone dal punto di vista di un uomo del futuro che rilegge con ironia il passato del mondo come se però parlasse lui stesso dal passato—una specie di buco nero in cui cinque secoli sono 2 minuti. Una previsione sulla velocità delle informazioni che a finiscono ad annullarsi per eccesso e di conseguenza il tempo si dilata? Può darsi. Anche qui, una bella cavalcatona di stampo speed-psychobilly che non lascia adito a dubbi.

Il disco arriverà quarto in classifica e ci rimarrà poco: certo non un grande risultato per chi, cinque anni prima, aveva fatto sold out a San Siro.

Per concludere c'è “Guarda Là”, un po' in odore di soft-industrial ibridato con Peppino Di Capri. È un brano che dipinge scenari di pianeti lontani, fantascienza romantica, uomini dello spazio e amori che nascono sulla terra come legati da una sola misteriosa onda sonora.

Con la sua copertina su schede perforate, il disco arriverà quarto in classifica e ci rimarrà poco: certo non un grande risultato per chi, cinque anni prima, aveva fatto sold out a San Siro, ma non è evidentemente dei soldi che ha bisogno Edoardo. Ad ogni modo, Kaiwanna è soprattutto un ritorno alla ricerca per il nostro, ma anche un successo sul lungo termine. Ok Italia, il disco successivo per Virgin, etichetta blasonata che lo salverà dalla provincialotta Ricordi, svilupperà la formula di Kaiwanna in senso "tamarro" con un roccioso rock da stadio digitale diventando, questo sì, un best seller. Demented è su Instagram e su Twitter. Segui Noisey su Instagram, Twitter e Facebook.