Abbiamo intervistato il pubblico di Glastonbury il mattino dopo la Brexit

Ci saremmo aspettati risposte più in linea con la tradizione hippie del festival.
27 giugno 2016, 8:33am

Immaginate di essere svegliati dal freddo, in mezzo a un campo, la bocca più secca e puzzolente di alcol di Las Vegas, è l'inizio di un'orribile giornata di postumi e non molto lontano riesci a sentire qualcuno singhiozzare in una tenda nei dintorni. Il Primo Ministro ha dato le dimissioni dopo un solo anno di governo dei cinque previsti, e il leader del partito laburista Jeremy Corbyn rischia di perdere il voto di fiducia. Siamo fuori dall'UE, il Paese è fregato e—in una notte—i nostri soldi valgono meno che mai: salutiamo la Gran Bretagna post-Brexit!

Tra tutte le emozioni che ho provato a Worthy Farm nel corso degli anni, la notizia della nostra decisione di uscire dall'Europa che si diffondeva lentamente nella luce dell'alba ne ha ispirata una totalmente nuova. Sbalordito e incapace di concepire come cazzo possa essere successo, ho dovuto porre questa domanda al gentile popolo di Glastonbury. Così mi sono incamminato in questo amaro e tetro mattino dopo il referendum sull'UE per interrogare le genti di Glasto. E, per quanto sia un festival che si vanta delle proprie radici hippie, le risposte che ho ricevuto non sono state unanimemente in sostegno dell'UE. Ecco cos'è successo.

Noisey Italia

Tom, 22, Clara, 20, Ellie, 19, Fran, 18

Come vi ha fatti sentire la Brexit?
Ellie: Molto incazzata.
Fran: Penso sia la cosa peggiore mai capitata a questo paese.
Ellie: Abbiamo votato tutti per restare, no? Ma ci tocca semplicemente accettarla.
Fran: Penso che la maggioranza delle persone che hanno votato contro fosse della generazione precedente.
Tom: Ora dobbiamo fare in modo che, quando l'UK farà accordi con l'Europa e il resto del mondo, facciamo sentire per bene la nostra voce.
Clara: E hanno vinto di così poco. Secondo me bisognerebbe rivotare. Stamattina abbiamo guardato la Borsa e siamo andati nel panico. Era sotto dell'8,3 percento già alle dieci.

Che cosa ne pensate di Boris Johnson?
Ellie: Penso che sia un pazzo assetato di potere. Eleggerlo Primo Ministro sarebbe la peggior decisione che potremmo prendere.
Clara: È un uomo orribile.

Mark, 28

Che cosa hai pensato quando hai saputo il risultato del referendum?
Sono piuttosto sconvolto, a essere sincero. Penso che tutta la questione sia stata basata sull'odio. Brexit, per me, vuol dire bianchi. È stata una campagna di odio, moralmente sbagliata.

Avevi votato David Cameron?
No, io sostengo il partito laburista. Ma David Cameron non è male per essere un conservatore. Ci sono stati conservatori molto peggiori di lui, credo che lui abbia fatto diverse cose positive per la nazione. Penso che abbia anche difeso ciò in cui credeva. A volte è andato anche controcorrente, come quando in prima istanza si è rifiutato di bombardare la Syria, che secondo me era la decisione giusta ma è stata messa in minoranza dal Parlamento. Un po' mi dispiace che se ne vada, perché è il migliore tra i conservatori. E ho molta paura di chi potrebbe seguirlo.

La cosa ti ha impedito di goderti il weekend?
È una delusione, ma è successo e non si può cambiare. L'unico modo per andare avanti è, per esempio, evitare di pestare i piedi. Bisogna fare di necessità virtù. Siamo una democrazia e la maggioranza ha votato l'uscita. Per cui rispettiamo il voto e cerchiamo di ricavare il meglio dalla situazione.

Paul, 56, Wendy, 56

Cosa pensate della Brexit?
Wendy: Be', l'abbiamo votata, no? Che ti piaccia o meno, l'abbiamo votata. È quello che succede in un Paese libero.

E il fatto che la Gran Bretagna abbia perso 125 miliardi di sterline in Borsa solo stamattina? Si tratta di uno di quegli scazzoni catastrofici che succedono in un Paese libero?
Wendy: Ritorneranno. La Gran Bretagna ha tutti i soldi che le servono.

Però quella cifra equivale a 15 anni di finanziamenti UE.
Paul: Ma funziona come i prezzi degli immobili, no? Vale quella cifra solo se viene venduta.
Wendy: Pensa soltanto a tutta la gente che sta comprando azioni oggi.

La sterlina è al punto di valore più basso dagli anni Ottanta.
Paul: Sì, siamo sopravvissuti agli anni Ottanta. Ne siamo usciti dall'altra parte.
Wendy: E siamo sopravvissuti anche all'aumento dei prezzi delle case e delle rate del mutuo del 15 percento, che è stato molto difficile.
Paul: Il fatto è che nessuno ci ha dato alcun motivo credibile per votare in un modo o nell'altro. Così abbiamo votato "fuori", se non si era capito.

Non avete un po' di paura per le future generazioni?
Paul: Sì, certo, assolutamente. Ma ho paura per le future generazioni che restano in Europa.

Pensate che sia stato giusto mettere una decisione di questo tipo nelle mani del popolo?
Paul: No, perché se è davvero così grave uscire, perché ci hanno lasciato la libertà di scegliere? E questa è una domanda che faccio dall'inizio.

Ha fatto bene Cameron a indire un referendum?
Wendy: Be', voleva gli elettori dell'UKIP, no? E il fatto è che adesso se l'è presa nel culo.

Vi dispiace per lui?
Paul: Be', no, perché la gente parla da un po' e lui non ha mai ascoltato. Non gli interessa veramente la gente normale, gli interessa solo la gente che possiede un sacco di case e grandi aziende.

Ian, 58, Cornovaglia

Allora cosa ne pensi del fatto che la Gran Bretagna lasci la UE?
Sono della Cornovaglia, per cui sarebbe stato positivo restare per i finanziamenti, ma uscire è meglio per la nazione. È una di quelle questioni regionali.

Be', sì, la Cornovaglia ha chiesto rassicurazioni al governo in seguito alla perdita di fondi europei.
È quello il problema: perderemo fondi per l'Eden Project, le cave. Io lavoravo per Eden quindi so da dove vengono i fondi, ma ora che saranno ritirati che cosa succederà?

Quindi tu hai sostenuto la campagna per l'uscita?
Io, personalmente, ho votato per restare. Perché ho votato per ragioni egoistiche, regionali.

Ma qual è il vantaggio per il Paese nello stare fuori dall'UE?
Be', abbiamo il controllo dei nostri confini.

Quindi solo l'immigrazione?
No. L'immigrazione è il motivo per cui la gente ha votato, ma c'è altro. Esportare più di quanto importiamo, se continuiamo a farlo ci riprenderemo.

Jason, 46

Descrivi in una parola come ti ha fatto sentire la Brexit.
Eccellente. Sono contentissimo che Cameron se ne vada, amico. Mi sento veramente felice.

Non ti dispiace per lui, in lacrime, dopo soltanto un anno dei cinque previsti?
Per nulla. Fuori dall'Europa, nuovo Primo Ministro... solo cose belle.

Sai che la promessa di Farage di conferire 350 milioni di sterline alla settimana all'NHS è già stata ritirata, a poche ore dalla Brexit?
Be', sì.

Hai più fiducia in Nigel Farage che in David Cameron?
Senza dubbio. Perché lui è vero, è uno di noi, va al pub, dice le cose come stanno.

A parte che è un multi-milionario...
Bob Geldof lo prendeva in giro, e lui è un vero milionario, non Farage.

Mags, 47, Lee, 42, Karl, 46, Vickie, 45

Com'è stato il vostro risveglio?
Lee: Io sono distrutto.
Mags: Umiliante.
Karl: Grosso sbaglio.
Lee: Penso che sia stato un voto politico, invece che sulla questione in discussione.
Karl: Già, volevano solo liberarsi di Cameron.
Mags: La gente ha votato per chiudere i confini e fermare l'immigrazione, ma non funzionerà. Avremo solo meno controllo.

Perché credi che la gente abbia votato per l'uscita?
Mags: È soltanto una questione di immigrazione.
Karl: E anche perché non avevano votato per i conservatori alle scorse elezioni, e vogliono liberarsi dei conservatori.

C'è speranza?
Lee: C'è un sacco di negatività perché la gente non sa che cosa succederà, abbiamo fatto un salto nel vuoto in un certo senso.
Karl: Be', stamattina intanto hanno cancellato 150 miliardi di sterline dalla Borsa. Pensa agli ospedali che avremmo potuto costruire con quei soldi.

Vi sentite ancora patrioti?
Lee: Sì.
Mags: Senza dubbio. Siamo inglesi fino alla fine.
Karl: Noi vogliamo restare proprio per i nostri ideali britannici e il nostro patriottismo. Quindi, il fatto che siamo su un'isola ci separa in un certo senso, ma potevamo commerciare con un miliardo di persone. Ora dobbiamo ricostruire tutti quei contatti.
Lee: Il Paese ha commesso un errore, capita a tutti. Penso che impareremo da questa cosa e miglioreremo.
Karl: L'errore è ascoltare i pazzi come quel cazzo di Johnson, quel buffone, complimenti a lui. Ha fatto proprio un bel casino del cazzo.

Chi scegliereste tra Michael Gove e Boris Johnson?
Lee: Nessuno dei due, voterei laburista solo per fermare questi due idioti del cazzo. E alle ultime elezioni ho votato conservatore.

Ti senti tradito dal partito conservatore?
Lee: No, mi sento tradito da questi buffoni di merda. Cameron ha fatto tutto alla perfezione, lui è la persona per cui ho votato. Ma Gove, Johnson, si sono inventati delle stronzate che hanno rovinato tutto. Farage ha già ammesso che la storia dei 350 milioni agli ospedali non era vera. Chiunque abbia votato per la Brexit spinto dalle sue dichiarazioni dovrebbe sentirsi tradito. Coglione.

Cameron ha fatto bene a indire il referendum?
Lee: Be', era nel suo programma, ha mantenuto la parola.
Mags: C'è mancato così poco, però.
Lee: Adesso il Paese è a puttane.
Mags: Be', perlomeno adesso siamo dentro alle mura di Glastonbury. Non voglio mai più andarmene.