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La colonna sonora di "Amore Tossico" è un urlo nelle vene

L'eroina in Italia è stata una piaga e il film di Caligari la racconta benissimo—e lo stesso vale per la sua colonna sonora del maestro Detto Mariano.
28.4.16

Alcune colonne sonore sono messe in ombra dalla potenza iconica dei film correlati. Basti pensare a quella di Taxi Driver del grande Bernard Hermann o al Giustiziere Della Notte 2 di Jimmy Page. Questo non vuol dire che lo score sia scadente, anzi: mettendosi al servizio della pellicola risulta ancora più potente, forse perché lavora per il risultato finale e non per il mero narcisismo di fare per forza "qualcosa che rimanga". Bene, una di queste colonne sonore è quella di Amore Tossico di Detto Mariano, che è stata ristampata su vinile su etichetta Penny: evento epico, perché non era mai stata pubblicata su nessun supporto, e i fanatici che la conservano registrata direttamente dal film (magari su audiocassetta) possono finalmente godere di un master all'altezza della situazione.

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Il compito che mi sono prefissato è di ascoltarla oggi, qui, ora e scoprire che forse adesso è più importante che mai. Se il disco per più di trent'anni non fu stampato, il motivo probabilmente è che non si tratta di una colonna sonora facile. Il lavoro di Mariano nasce per accompagnare scene di "cinema verità", in cui i dialoghi sono importantissimi e in cui il vuoto sonoro è essenziale per sottolineare la situazione "a picco" dei personaggi, immersi nel degrado della tossicodipendenza a Ostia, nei primi Ottanta, quando in generale non si respirava una grande aria. Nonostante il film abbia dei momenti di comicità amara come ce ne sono solo nella vita reale, la musica è una costante tensione verso il male e il malessere. E, per l'epoca, estremamente coraggiosa nella sua indigeribilità, come una dose tagliata con la calce.

La musica di Amore Tossico è una costante tensione verso il male e il malessere. E, per l'epoca, estremamente coraggiosa nella sua indigeribilità, come una dose tagliata con la calce.

Prima di addentrarci nelle sonorità di quest'opera, conosciamo meglio il compositore: Detto Mariano. Mariano ha una lunga storia nel clan di Celentano, di cui arrangia gran parte delle produzioni anni Sessanta. Fa anche parte dei Ribelli, all'inizio backing band proprio di Celentano e poi meglio conosciuti come il gruppo di Demetrio Stratos. Il primo film che musica è proprio un film di Adriano. Durante gli anni Settanta arrangia anche per Lucio Battisti, che poi vedremo cruciale nella dinamica di questo score. Scrive successi per Don Backy fra i quali, non accreditato, "L'Immensità" e continua ad arrangiare brani tipo "Prinseconinanciusol" sempre di Celentano, in cui si nota la capacità del Maestro di mettere insieme ritmi ossessivi e suoni monolitici—dote che ritroviamo anche in questo score.

L'esperienza nella musica leggera lo aiuta, infatti, a sintetizzare in poco tempo frasi musicali efficaci, a coagulare uno stato d'animo che nel film deve essere puntuale e crudo come il sangue nella siringa, a costo che la musica sembri appena abbozzata. In questo senso forse Amore Tossico è la colonna sonora più moderna e dirompente di Detto, conosciuto ingiustamente dalle masse quasi solo per il suo lavoro al servizio di commedie come Delitto al Ristorante Cinese con Thomas Milian e La Casa Stregata con Pozzetto.

delitto al ristorante cinese

La colonna sonora di Delitto al ristorante cinese di Detto Mariano, cliccaci sopra per ascoltarla su

Detto in realtà si è prodigato anche in film drammatici, spesso misconosciuti e di serie B, in cui il commento musicale si avvale di un sapiente uso dell'elettronica e di una maggiore sperimentazione sul campo: i titoli ce li dice lui stesso (nel caso voleste approfondire).

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A parte questo, il suo comporre è ardito anche in colonne sonore di film facili come Asso, in cui dal punto di vista armonico/melodico fa i doppi carpiati. Chiaro che in Amore Tossico il nostro si concentrerà prevalentemente su quest'ultimo aspetto.

Il regista porta in sala a Detto Mariano quello che lui chiama un "esperto di droghe" e gli fa ascoltare la musica per capire se fa centro nella psiche dei drogati.

Non solo: nel suo curriculum c'è anche una serie di sigle per cartoni animati—soprattutto manga robotici come gli epocali Mazinga, Gundam, Astroboy e Astroganga—che costituivano il terreno fertile in cui molti musicisti dell'epoca sperimentavano soluzioni elettroniche e suoni nuovi, senza il timore che il discografico di turno li segasse. Questa sapienza di anni di musica eterogenea confluisce nella colonna sonora di Amore Tossico in maniera quasi naturale, se non fosse che il collante che fa la differenza è il magico strumento musicale simbolo degli anni ottanta: il Fairlight. Quanto questa macchina abbia influenzato tutto l'immaginario del film ce lo dice lo stesso Detto Mariano, raccontando perché proprio Caligari e in quali circostanze.

"Anche in quel caso ci arrivai tramite Giacchi (vice presidente esecutivo della CAM, società leader nelle colonne sonore), che nel frattempo era diventato un mio amico ed estimatore. In quel periodo io iniziavo a interessarmi di musica elettronica. In particolare mi ero appassionato del Fairlight Series LLX, il primo sintetizzatore / campionatore musicale uscito sul mercato. Uno strumento che a mio avviso aveva delle incredibili potenzialità. Mostrai proprio a Giacchi cosa si poteva fare con quello strumento. Lui ne parlò anche con altri musicisti, che sostenevano che avesse caratteristiche simili ad altri strumenti in commercio come Moog, Minimoog e mellotron. Per contro Giacchi rispondeva loro: "Sì, certo, è un po' come se mi descriveste delle belle motociclette veloci, cromate e potenti… Ma non vi siete accorti che quello invece vola!". Fu Giacchi a indirizzare Caligari verso di me."

amore tossico

La copertina della ristampa della colonna sonora di Amore Tossico di Detto Mariano, cliccaci sopra per ascoltarla su YouTube

Quindi il macchinario futuribile spinge Caligari e Mariano a lavorare in studio con metodi "sperimentali" quasi scientifici. Claudio porta in sala quello che lui chiama un "esperto di droghe" e gli fa ascoltare la musica per capire se fa centro nella psiche dei drogati, se traduce perfettamente le sensazioni di una vita mangiata dalla tossicodipendenza. Anche Marco Ferreri sarà colpito dal risultato finale tanto che nel suo Il Futuro è Donna, uscito l'anno successivo, spingerà l'acceleratore sintetico affidandosi all'italo disco senza se e senza ma. A differenza della miopia di molti suoi colleghi compositori, Detto Mariano è quasi un apripista di certe sonorità nel cinema italiano dell'epoca.

Ma andiamo all'ascolto della colonna sonora in quanto tale. Abbiamo già specificato che non nasce per reggere da sola, ma per accompagnare scene che, in un film basato su molti dialoghi, hanno bisogno di tirare fuori l'aspetto psicologico fatto di abusi, rimpianti, dolore, impotenza e fallimento. Per questo risulta frammentata, e in questa edizione suddivisa precisamente nelle scene in cui entra il sonoro, che ha uno spazio tutto suo all'interno del film.

La musica di Amore Tossico nasce per accompagnare scene che, in un film basato su molti dialoghi, hanno bisogno di tirare fuori l'aspetto psicologico fatto di abusi, rimpianti, dolore, impotenza e fallimento.

Questo però, alla lunga, è la sua forza: ricorda certi esperimenti della generazione MySpace fatta di tracce buttate online dopo tentativi a smanettare sequencer freeware—sequencer che è qui usato massicciamente—con la differenza che musicalmente abbiamo di fronte un maestro. Infatti, questo spirito diciamo "digital punk" viene filtrato con le esperienze più colte della musica elettronica italiana, ricordando anche alcune cose del Pietro Grossi di Paganini al Computer.

Senza immagini, il disco è un bell'esempio di musica sperimentale quasi da library deragliata. Immaginiamo le atmosfere di un ambiente popolato da drogati… Un po' come ascoltando Società Malata di Daniela Casa, non a caso ristampato proprio dalla Penny. Presa insieme al film, la colonna sonora è invece potentissima e perfettamente inserita nella narrazione, mai invadente, anzi è quasi orientale nella delicatezza in cui si sovrappone. Delicatezza che ovviamente è solo nel porsi, perché per il resto i suoni esprimono esattamente il contrario.

Un altro compositore avrebbe accostato subito certe tematiche con la musica di Wendy Carlos in Arancia Meccanica, ma Detto sceglie invece di essere scarno, di togliere qualsiasi tipo di orpello, lasciando i suoni di fabbrica del Fairlight così come sono, senza neanche aggiungere un po' di riverbero. Il risultato è una musica fredda, senz'anima. O meglio, l'anima c'è ed è nelle melodie struggenti, spesso orchestrate da archi artificialissimi a sottolineare che anche l'amore rimasto è ai minimi della sensibilità umana. Quest'anima lotta per spaccare la superficie di autodistruzione, e soffoca nota dopo nota portando davvero alla commozione l'ascoltatore, come effetto di rimbalzo. Io ad esempio nella scena de "la pistola" ho pianto.

Dal punto di vista strettamente musicale, siamo di fronte a un incrocio fra diverse influenze di musica per il cinema, o che almeno le ricordano. In primis la geniale colonna sonora di Liquid Sky, opera di Slava Tsukerman: film cult fantascientifico uscito l'anno prima che ha in comune con Amore Tossico l'uso del Fairlight e le partiture "sbilenche". Poi, in certe parti più dinamiche, gli andazzi de I Guerrieri Della Notte. Non tanto il film quanto il videogame correlato che uscirà solo nei Novanta. In brani come "Massimo va a Contrattare con la Madre di uno Spacciatore" sembra di essere proiettati in un Commodore 64 incarognito.

In brani come "Massimo va a Contrattare con la Madre di uno Spacciatore" sembra di essere proiettati in un Commodore 64 incarognito.

Ovviamente c'è anche Carpenter, dal quale si prendono in prestito le pause, i silenzi e il minimalismo sintetico delle scene più crude—ad esempio "Loredana Si Infila una Siringa nel Collo", che è solamente un drone con sopra archi di due note due—a volte anche sentori blaxploitation in salsa campionata. Ma non possiamo non notare anche citazioni al droga film più famoso del mondo, cioè Christiane F., come in "…Dopo L'Amplesso..", scena clou dell'esplicita impotenza tossica che rievoca i momenti Bowiani di annichilimento tipo "Sense of Doubt".

Spunta anche Teorema di Pasolini, il quale non è presente soltanto nella scena del monumento a lui dedicato, nelle ambientazioni e nel modo di girare, ma anche nella musica di testa: c'è infatti una tromba fintissima e un andazzo di dodici corde campionate che non può non riportarci a quel Morricone, spogliato e infilato nel tritacarne del Fairlight, ghiacciato come la "neve" che i protagonisti si sparano in vena.

Nonostante questo, rimane il sangue. Sangue che nel film è il caldo collegamento vitale con la fredda morte dell'ago metallico. Quest'ultimo è tradotto in musica con grande efficacia, nell'uso dei medio-alti e dei suoni da catena di montaggio (vedi "Nun Vojo Vedè Schizzi di Sangue sulla Tappezzeria!"), le "rote" si tramutano in magistrali e impazziti virtuosismi atonali da scuola di Vienna, di cui Detto è da sempre grande appassionato. Il liquido rosso che ci scorre nelle vene è descritto con suoni quasi harsh noise, grumosi, ricordano MSBR, accostati ad altri finissimi come fossero il flusso ininterrotto delle iniezioni.

L'esempio principe è la fondamentale "questo si che è un quadro vero..fatto di sangue…", a commentare la scena in cui Patrizia—ovvero, la grande poetessa punk Patrizia Vicinelli prestatasi per l'occasione—schizza una tela. Questa tela l'avete anche in bella vista sul fronte copertina dell'album, immortalata in tutto il suo splendore, scelta estetica giustissima che riporta a certe copertine informali dello sperimentale anni Sessanta trasportandole negli Ottanta insanguinati. Una volta per pochi estimatori, ora la musica "storta" fa invece parte del quotidiano, è la colonna sonora del disagio urbano, delle periferie abbandonate, del pop del futuro.

Una volta per pochi estimatori, ora la musica "storta" fa invece parte del quotidiano, è la colonna sonora del disagio urbano, delle periferie abbandonate, del pop del futuro.

Quest'aspetto è rilevato da un altro momento musicale che vede Detto Mariano protagonista, anche se in maniera subliminale. Trattasi di "Acqua Azzurra Acqua Chiara" di Battisti, che entra nel film nel momento in cui Cesare porta all'ospedale Michela in overdose e ricorda i momenti in cui iniziarono a drogarsi, momenti felici permeati di filosofia freak, fra cristalli di anfetamina e giri sulla giostra: l'arrangiamento dello storico pezzo è, guarda caso, proprio di Detto. Non è inserito ovviamente in questo disco ma è utile per capire meglio la scelta delle partiture: una volta la droga era acqua fresca, e così la musica. Adesso il gioco si fa duro e così i suoni, con grande preminenza di chitarre distorte ovviamente false come la vita.

Vita messa ko nelle struggenti sequenze finali in cui Detto Mariano spara il trittico decisivo."Cesare Vuole Morire come Michela" alterna pads asfittici di stampo gotico a momenti stupefacentemente pre-breakcore, con blast di cassa notevolissimi: addirittura sfora nell'extratone in alcuni momenti in cui i campioni sonori si restringono. Subito dopo in "Corsa Disperata di Cesare Finita con un Colpo di Pistola" c'è un'intuizione del Tetsuo di Chu Ishikawa e della vaporwave di oggi, con la sua melodia di cori fasulli e il suo finale ritmicamente spezzato. La macchina si rompe definitivamente, anche se in questo caso è la macchina-uomo. Nei titoli di coda i suoni sono spaccacervello, al limite del fastidio fisico; se qualcuno vuole chiudere gli occhi di fronte al dramma droga, non può quindi chiudere le orecchie.

Se le orecchie prudono, I paragoni con i Throbbing Gristle che alcuni fanno ci azzeccano fino a un certo punto. Sicuramente possiamo accostare questo esperimento a certe cose dei Cabaret Voltaire più digitali, anche degli Human League periodo Dignity of Labour se vogliamo, ma questa roba, credetemi, è tutta Italiana come anche i tossici del film non sono gli stessi di quelli inglesi, berlinesi o newyorkesi. Per questo suona ancora più straniante: cattura il suono apocalittico di un'era buia del nostro bel Paese che ha fatto più vittime di una guerra, e che ancora a ondate ci perseguita.

In definitiva, un disco che non può mancare nella vostra collezione di musica sghemba: solo per quanto detto sopra è già un capolavoro, con il piglio folle tipico delle cose senza tempo (non lo vedrei male neanche nel catalogo Mego, per dire). Tornando al film, Amore Tossico è il vero picco di Caligari: non me ne vogliano i fan di Non Essere Cattivo, ma così stanno le cose. Ovviamente perché Detto Mariano non ha partecipato alla colonna sonora, nonostante Claudio lo volesse con sé. Detto questo, speriamo che si decidano a stampare su vinile anche lo score de L'imperatore di Roma, altro drogafilm cui siamo affezionati: sarebbe un altro passo verso l'uscita dal "tunnel".

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