L'importanza di Prince per la scena ballroom

La vogue dancer Kia LaBeija ci racconta di come L'Artista abbia accompagnato l'evoluzione della ballroom di Harlem.
16.5.16

Kia LaBeija è un'artista e ballerina leggendaria, conosciuta per il suo stile di voguing molto marcato, per i suoi incredibili ritratti fotografici e per l'eleganza di strada delle sue performance. Lei stessa si annovera tra gli innumerevoli creativi di tutto il mondo che, nella vita e nel lavoro, hanno tratto ispirazione da Prince. La notizia della sua morte ha devastato Kia, tanto che l'artista ha dedicato alla sua memoria un video in cui danza sulle note della sua indimenticabile "Darling Nikki". Abbiamo chiesto a Kia di raccontarci con parole sue il modo in cui il carisma, il senso di autenticità e l'approccio minimalista di Prince hanno influenzato profondamente il suo percorso personale, oltre che la cultura in continua evoluzione della Ballroom.

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Kia LaBeija (Foto di William Hacker per Accent Magazine)

Prince aveva capito che la chiave è la semplicità, che il più delle volte "less is more"—ed è un insegnamento che mi è stato utile nel mio avvicinamento al vogueing. La scena ballroom è in evoluzione continua da circa cinquant'anni e ora è lo stile "vogue femme" va per la maggiore. Oggi i ballerini ricamano un bel po' di trucchi all'interno di questa tecnica—ci mettono un sacco di mosse fastose ed elementi drammatici. Il vero voguing, però, soffre del peso di questi ornamenti.

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La pratica del voguing nasce dalle pose di moda per

Vogue

magazine. Il che significa che devi essere in grado di mantenere qualunque tuo movimento per il tempo sufficiente perché qualcuno ipoteticamente ti scatti una foto—anzi, potrebbero effettivamente fotografarti ad ogni mossa.

Il documentario di Thump sull'universo Ballroom di New York.

La mia amica Taina ed io abbiamo concepito questo tributo a Prince perché, quando abbiamo saputo [della sua morte], eravamo distrutte, davvero. L'idea in realtà era nata un po' di tempo prima, quando il mio amico BlkWyntr mi ha fotografato mentre mi vestivo, avevo addosso soltanto i collant e i miei capelli erano legati con uno chignon. Adoravo l'estetica di quella fotografia e ho voluto replicarla in video. In questo tributo non succede un granché, ma era la nostra intenzione, anche perché mi piacerebbe si tornasse alla semplicità delle pose, ad essere in grado di catturare una sensazione senza dover eseguire duemila movimenti alla velocità della luce.

L'abbiamo fatto per divertirci, più che altro: alla fine è un semplice video girato in una stanza bianca con una luce che balla e le note di "Darling Nikki" in sottofondo. Il risultato è molto sexy, ma quasi senza farlo apposta, e in questo è perfetto. Questo è esattamente quello che amavamo di Prince. È sempre stato così innovativo, riusciva a catturare la tua attenzione con uno sguardo. Quel suo lato è fondamentale anche per me, per il modo in cui gioco con la mia arte, quando faccio vogue.

Prince è sempre stato molto onesto con se stesso, e questo è fondamentale anche per la cultura Ballroom. In queste danze, e nelle nostre Case, troviamo un posto in cui ognuno di noi può abbracciare la propria identità, qualunque essa sia. Non è che, solo perché sono una donna, devo ballare la vogue femme. A me piace il vecchio stile di voguing, che è tutto linee, come il Kung-fu. Non è infarcito di sexy drama, anche se mi piace mettercene una certa dose, perché questa è la mia verità. Il concetto centrale del Ballroom è l'abilità di utilizzare il movimento per raccontare la tua storia onestamente, che è esattamente quello che faceva Prince.

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Ho visto Prince dal vivo nel 2011, quando vivevo a Los Angeles. Sono andata per due sere di seguito al suo concerto, perché dovevo farlo. Era un uomo sulla cinquantina e onestamente il modo in cui suonava dal vivo era di gran lunga superiore alle performance di qualsiasi giovane artista io avessi mai visto. Cantava, suonava parecchi strumenti tutti insieme, tutto mentre eseguiva mosse di danza incredibili e senza mollare la connessione con il suo pubblico nemmeno per un secondo. Era incredibile. Nella scena Ballroom, quando cammini mezzo nudo, devi tenere a mente il modo che Prince aveva di tener su una performance. Devi puntare a muoverti come un'icona. Prince era iconico nel modo di esibirsi e nel suo stile, perché il suo stile era unico, era il suo.

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Foto di Eric Johnson, vestiti di E'KWEL

Quello che David Bowie è stato per i ragazzi bianchi, Prince lo è stato per i ragazzi neri. Senza di lui tutti quei ragazzi non avrebbero avuto lo steso rapporto con l'underground o col movimento LGBTQ, e non sarebbero mai esistite cose tipo Paris is Burning—perché Prince era un artista immenso, e i ragazzini lo guardavano muoversi e si dicevano "Posso essere chiunque io voglia essere, perché… Guarda come fa Prince. Lui è se stesso, completamente, nel modo che piace a lui, non deve chiedere scusa a nessuno, è bellissimo e affascinante. Anche io posso fare come lui."

Sono estremamente grata di aver potuto vedere con i miei occhi la magnificenza di Prince. Grazie, Prince, per essere stato amore e per essere stato te stesso. Perché in questo modo hai permesso a me di essere me stessa, e la tua musica non smetterà mai di ispirarmi a prendere il controllo del mio lato sexy e di non esserne in alcun modo spaventata—non smetterà mai di motivarmi a splendere, ad affascinare chi mi sta intorno.
Perché il tuo fascino è senza tempo, è iconico, come te.

Come raccontato a Kat Bein

Kia LaBeija è una ballerina e artista, vive a New York City. Seguila sul suo sito.