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Fiorucci Made Me Stay In More: Un viaggio nei vecchi video dei rave

Guardare questi vecchi video di rave inglesi mi ha reso felice, ma anche malinconico.
11 novembre 2014, 9:14am

La scorsa settimana mi stavo spaccando le palle a lavoro, ma quando mi hanno inviato questo video la mia giornata si è illuminata:

Un grande prato vuoto, l'allarme di alcune macchine che è stato fatto scattare accidentalmente. Le droghe ancora in circolo che fanno ballare i corpi sudati nel silenzio più totale. È un vecchio video rave e io, almeno per quella sera, sono caduto di nuovo nella spirale infinita dei filmati clubbing.

Da buon diplomato di scuola d'arte, il mio primo vero filmato rave è stato quel capolavoro di Mark Lecky: Fiorucci Made Me Hardcore. La genialità di questo filmato consiste in quindici minuti di corpi che oscillano e si sciolgono sotto il gioco di una slow motion intermittente, come immagini animate che muovendosi con semplici gesti creano una spirale ipnotica. A questo punto mi sono fermato a riflettere. Ho ricordato con rimorso le innumerevoli sere buttate a cercare video divertenti in cui delle mamme accelerano a stecca su moto che non sanno guidare e finiscono inevitabilmente male. Fanculo i Vine e le fail compilation, tutto ciò che ho sempre voluto vedere per ore è la gente fradicia che balla spintissime tracce hardcore sotto l'effetto di ottime droghe sintetiche.

Questi video ritraggono vari momenti di sana euforia in preda all'ecstasy che ora ci sembrano estranei, istanti che non torneranno più ma che ci permettono di capire, se pur solo in parte, quale fosse l'atmosfera in quei magazzini di Huddersfield e in quei club di Warrington. Queste sequenze dal carattere vagamente amatoriale ci catapultano dentro al profondo, umido e malsano mondo di una coscienza culturale che suonava di futuro, ma che si spense ben presto. Cerchiamo di fare luce sul perché questi filmati colpiscono così tanto l'osservatore, ma, soprattutto, perché questi rimasugli di un mondo decaduto sono effettivamente quanto di più emozionante che si possa trovare su Internet.

LA NOSTALGIA

I sentimenti nostalgici possono essere al contempo terribili e distruttivi, è un modo che abbiamo per mistificare e romanticizzare l'incapacità di gestire il presente. La nostalgia è potente, inarrestabile e talvolta ci può sopraffare. Prendete come esempio questo video:

Le persone nel video sono i nostri parenti, gli zii, le sorelle maggiori, ritratti nelle serate di cui mai vi parleranno/hanno mai parlato. Oggi di questo movimento abbiamo riciclato la moda, la musica e il senso di trascendenza, ma ciò che proprio non riusciamo ad imitare è la capacità di abbandonarci completamente ad essi, senza distacco. Però proviamo nostalgia di queste serate, nonostante non ci fossimo in prima persona.

LA GIOIA SFRENATA

Con rarissime eccezioni, il clubbing moderno è un'interminabile processione di momenti perlopiù sgradevoli. I club ti fanno rendere conto di quanto la realtà superi raramente le aspettative: buttafuori imbecilli, cocktail a prezzi esorbitanti, droga pessima, puzza di stalla, sale fumatori affollate e un intero reggimento di ritardati pronti a rovinare il tuo sogno di una serata indimenticabile. Il video qui sotto è quanto di più distante da queste sensazioni. Guardate le facce di questi ragazzi, sono felici e trepidanti, impazienti di vivere un'esperienza trascendentale la cui colonna sonora è un qualche remix degli Altern-8.

SOLO BOMBE

Una progressione di piano gigantesco sopra una cassa dritta è probabilmente il più grande piacere che si possa avere in questa vitaccia, non neghiamolo. Metà di questi video vanta una colonna sonora simile, quindi il piacere è doppio–anche se l'altra metà ha delle versioni valzer con stabboni di sintetizzatori hardcore che rendono vomitevole il tutto.

LA LIBERTA'

Prima o poi, guardando questi video vi verrà un po' di tristezza, forse perché le leggi sui rave hanno portato via molta di questa libertà trovata in un'esperienza di condivisione culturale. Mi definisco un romantico dei rave perché guardo questa epoca (che peraltro non ho vissuto) attraverso un filtro rosa di inspiegabile nostalgia di campi sterminati di gente che non aveva idea di cosa avrebbe suonato Slipmatt un secondo dopo. Sabati che non finiscono mai e lunedì lontanissimi. Al giorno d'oggi possiamo andare a sentire Jeff Mills a Capri o Moodymann in un sontuoso castello della Croazia, ma manca sempre qualcosa: non c'è fango, pericolo o sorpresa. Non c'è libertà.

LADDROGA

Concludiamo con il motivo più ovvio per rinunciare ai club pacco e abbracciare la causa del sofà, il computer e le canne di sabato sera: guardare video con la gente impizzata male a cui non frega un emerito cazzo che i propri momenti più acidi vengan ripresi da una telecamera. Non esiste niente di più perfetto d un tizio allucinato la cui mandibola arriva fino al pavimento mentre il dj suona "Let Me Be Your Fantasy."

Questa è arte nella sua espressione massima, quando il clubbing lottava per mantenere lo status di movimento culturale più che di industria discografica. Perciò, aiutatemi a fare ritornare Steve Bug a mettere dischi in una warehouse polverosa di Hoxton e Jamie XX in un parcheggio di Nottingham. Nel frattempo, unitevi a me in questa spirale di video rave. Ci divertiremo parecchio, ve l'assicuro.

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