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La nuova onda italiana

È fuori la compilation targata Club To Club. Abbiamo chiesto a Bienoise un paio di dritte su questa situazione.
17.11.14

Il Piemonte e l'Italia tutta ci stanno dando grosse grossissime soddisfazioni. In particolare, da poco, abbiamo avuto la soddisfazione di sopravvivere a quei giorni TOTALI di Club To Club i cui postumi di gioia e abbassamento delle difese immunitarie ci hanno seguito fino ad oggi.

Un'altra cosa che non ci abbandona mai è la musica. In effetti una delle priorità di chi organizza Alfa MiTo Club To Club è togliere il velo di Maya da sopra le produzioni fantastiche di artisti italiani. Lo fanno durante il festival (alcuni dei momenti più bomber ce li hanno regalati act italiani come il nostro Lorenzo Senni o lo showcase di Gang Of Ducks) e lo fanno ora anche con una super compila uscita su Bleep dal titolo eloquente The Italian New Wave che contiene brani inediti di alcuni degli artisti che più stanno spaccando in questo momento.

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Uno di loro è il signor Bienoise from Bieno, che oltre ad essere uno dei nostri musicisti preferiti (anche per side-project TOTALI come questo) è fresco di un periodo intensivo presso l'edizione nipponica della Red Bull Music Academy. Ci sembrava quindi il più adatto ad essere bersagliato di domande.

Noisey: Raccontaci per sommi capi comè stata l'esperienza RBMA a Tokyo
Bienoise: Parlandone, ho capito che è davvero difficile trasmetterne la potenza: l'eccellenza e l'emozione nella scelta dei partecipanti e degli ospiti, nelle loro storie, nelle location e nelle lineup, nella costruzione di una macchina perfetta, sono solo superficialmente rappresentative di quello che è un trattamento shock per la vita artistica di chi vi partecipa. Molte piccole crisi musicali e personali, qualche bella conferma, e la certezza di aver vissuto una Tokyo che non esisterà mai più per nessuno.

Cosa pensi che possa rappresentare questa compilation per la scena italiana?
I nomi coinvolti rappresentano una larga parte dei miei ascolti e delle mie ispirazioni; pure con le inevitabili esclusioni, si tratta di un ottimo "cavallo di troia" che può portare la ormai palese e sana scena elettronica del nostro paese alle orecchie degli appassionati di tutto il mondo, e forse aiutare a definirla e comprenderla meglio. Inutile sottolineare quanto sia orgoglioso di farne parte.

Quanto pensi abbia aiutato la scena italiana C2C e in che modo?
Club to Club aiuta la scena italiana all'esterno ed all'interno: all'esterno, puntando annualmente i riflettori sul nostro paese, e non mancando mai di proporre quanto vale la pena di approfondire; all'interno, dimostrando che si può e si deve fare intrattenimento (che in questo caso è sinonimo di cultura) della massima qualità, e che gli sforzi in questa direzione vengono sempre ricompensati.

Parlaci un po' della traccia che hai scelto di includere.
Si tratta di una outtake dal mio ultimo lavoro, "History of Fake Music: L", un brano che ho deciso di escludere perchè troppo distante dagli altri dell'EP. Non la considero però in nessun modo una b-side: è un brano che ho amato moltissimo e sul quale ho lavorato davvero a lungo per bilanciare rumore e narrazione, pienamente in linea con ciò che voglio che sia la mia musica oggi - dentro ci trovate del jazz, una techno lenta e rumorosa, field recordings fortuiti e le mie strutture imbarazzanti.

Qui trovi il link per acquistare la compilation e ingrandire quest'onda.