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Il Pianoforte Molle

Vi presentiamo la Seaboard, la prima tastiera che trascende i tasti e non ha paura dei microtoni.
28.11.13

Foto dell'autore.

In un piovoso pomeriggio della scorsa settimana, sono capitato in una gigantesca caverna nel bel mezzo del Lower East Side di New York. A dir la verità, è uno studio di registrazione chiamato “The Space”, ma tra le sue mura in mattoni fatiscenti e non ancora terminate, sotto il soffitto a venti metri di altezza-e lasciando stare il corredo di gadget da salutisti-l’atmosfera era assolutamente cavernosa. Sono arrivato qui per vedere un nuovo esemplare di strumento musicale fatto dalla Roli, chiamato “Seaboard”. In compagnia di alcuni altri tipi di strumenti a tastiera in progressione evolutiva, The Seaboard se ne stava lì-l’apice della successione.

Roland Lamb, l’inventore della Seaboard, era in un momento di relax, seduto in semicerchio con altre tre persone, quando ho messo le mani su quello strambo strumento. Lui e gli altri sono rimasti a guardarmi in silenzio mentre provavo la Seabord e rimanevo a mia volta completamente senza parole. Anche se ho suonato il piano per 16 anni, mi sono sentito un pesce fuor d’acqua, come se questa tastiera fosse stata creata apposta per stravolgere la mia versione del mondo.

Gli 88 tasti della Seaboard Grand, detti anche keywaves—una specie di hot dog in silicone—affondavano tra le mie dita, rispondendo ad ogni mia pressione o movimento. Siccome è in vendita a un prezzo di 6500 euro, mi sono dunque prefissato di imparare a suonare la Seaboard come se quella fosse stata l’ultima volta che ne avrei vista o toccata una.

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“Allora, Daniel, come ti sembra?” mi hanno interrogato Roland e il suo team, sorridenti.

“Strano,” Devo aver detto un centinaio di volte. Mi ricordava i tempi in cui, ancora bambino, andavo a cercare pianoforti in affitto con i miei genitori. Perché in quel momento non mi interessava tutta la storia del giornalista-aficionado. Volevo solo starmene da solo con la Seaboard per una settimana, arrivando al punto di saperla suonare, di avere almeno un po' di confidenza con lei.

I tasti, che Roland chiama “le keywaves”, hanno sostanzialmente la stessa consistenza di morbidi anti-stress. Quando fai pressione sulle loro membrane ripiene di materiale viscido, controlli tutta una serie di parametri, a seconda di quali hai imposto allo strumento di seguire. Se rulli le dita tra una nota e l’altra, sentirai dei microtoni, toni che stanno a metà tra quelli di uso comune nella musica occidentale. Nessuno stacco tra una nota e l’altra, nessuno stacco tra un tono e l’altro. La sensazione data dalla superficie era così interessante, e allo stesso tempo così innaturale, che quando tentavo di eseguire pezzi che ho suonato per anni, che sono profondamente radicati nella memoria muscolare delle mie dita, fallivo nella maggior parte dei casi.

Questa cosa è molto simile al suonare una chitarra o un basso senza tasti per la prima volta: la Seaboard ha sconvolto la mia mente da qualche parte nelle profondità del subconscio-quella parte di me che ha passato 16 anni a sondare note e movimenti. La conformazione della superficie richiama quella di una tastiera tradizionale, una sorta di morfologia cromatica radicata, se preferite, ma la Seaboard semplicemente è un'altra roba. Le capacità motorie che ore di esercizio avevano impresso saldamente nel mio cervello avevano bisogno di un aggiornamento.

Perciò, non ero in alcun modo in grado di rispondere brevemente a una domanda sulla riga di “Come ti sembra?”, perché ero troppo occupato a riconciliare la totale innaturalezza dovuta al primo contatto con questa cosa. Un “seaboardista” dimostratore alla fine ha preso le redini della situazione, suonando un pezzo jazz, e ha poi dato prova di come l’utilizzare la capacità della Seaboard di piegare il tono di ogni nota possa darti dei bassi che siano convincenti succedanei del jazz. Si è infine seduto con me per una chiacchierata a cuore a aperto, cosa che aborro, perché una delle due parti finisce quasi sempre per essere trattata con condiscendenza.

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Simile ai segni delle mani lasciati sulla pelle scottata, che tornano lentamente ad arrossarsi, questa tastiera è l’oggetto più vitale che potete trovare in circolazione. La rigidità in bianco e nero dei tasti di un pianoforte potrebbe contrapporsi perfettamente alla materia grigia che la Seaboard si prefigge di essere: un oceano di terminazioni nervose ipersensibili.

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Alla fine, Seth Haley aka Com Truise, è arrivato a provare la Seaboard, e l’ho osservato studiare lo strumento e poi sedersi a suonarlo. L’ex direttore artistico trasformatosi in produttore di electro-synth anni Ottanta ha reagito con un entusiasmo goffo e stregato molto simile al mio.

Sono stato lì fino a che parte del team Roli se n’è andato per ottenere qualche provvigione per un evento che stanno organizzando. Suonando la Seaboard ancora un po’, ho preso più confidenza, ma mi sono reso conto che ci sarebbe voluto un grande impegno e molte settimane prima che avessi avuto il coraggio di suonarla di fronte ad anima viva.

In quanto pianista, sento l’urgenza di saper suonare bene e con disinvoltura una tastiera, perché, onestamente, non è mai più difficile da suonare di un pianoforte vero e proprio. Almeno per quanto mi riguarda, la gamma di dinamismo offerta da un piano è e sempre sarà maggiore di quella offerta da una tastiera. Ma è proprio per questo che Roland Lamb ha inventato la Seaboard: il pianoforte non era abbastanza per lui. Non esprimeva ancora tutto ciò che lui sentiva potesse esprimere. Era frustrato dalle sue limitazioni.

Stando all'avanguardia di una nuova frontiera musicale, cercando di reinventare una ruota che è già stata reinventata un migliaio di volte, quest’uomo potrebbe davvero aver avuto un’intuizione, anche se il prodotto è incredibilmente costoso, essendo fabbricato a mano a Londra. Ma sono sicuro che molta gente sborserà i soldi necessari. “Philip Glass ci ha già giocato?” ho chiesto a Evan, il rappresentante della Roli.

“Vive in questa via, dovresti provare a chiamarlo.”

Questo articolo è apparso per la prima volta su Motherboard, il portale che si occupa di tutte le intersezioni tra tecnologia, scienza ed esseri umani.