Prova a sentire il noise rap sputasangue di Moor Mother

Moor Mother, spaccatimpani afrofuturista, sarà a Milano a fine mese. L'abbiamo incontrata nella sua Philadelphia.
07 aprile 2017, 8:36am

Non che tutta la musica debba essere politicizzata, ma la musica dovrebbe sempre dire qualcosa di vero—o almeno, questo crede Camae Ayewa aka Moor Mother, nata a Philadelphia, rapper, poeta, attivista, musicista infottata con la power electronics. La sua è musica che nasce da esperienze personali, ma vuole anche dare luce a specifiche incidenze dell'oppressione razziale e politica. Il cuore pulsante della sua filosofia afrofuturista è irrorato da storie vere, storie di oppressione nei confronti di donne e persone di colore—che lei prende e rende musica. Una musica scura e distorta, come dimostra il suo ultimo album Fetish Bones, che presenterà a Milano mercoledì 26 aprile a Macao.

I nostri colleghi di THUMP sono andati a Philadelphia a vedere un suo concerto in un locale DIY, cioè nel bel mezzo del salotto di qualcuno, e hanno visitato un centro sociale afrofuturista co-fondato da lei. Hanno parlato di ciò che la spinge a fare musica e di cosa la presidenza Trump significa per le comunità più marginalizzate. Il tutto, nel video in fondo al pezzo. 

"Non sto provando a dimenticare che sono cresciuta in case popolari," ci ha detto. "Sto provando a raccontare tutte le storie delle persone che ci vivevano." Prendiamo la frase "C'è piombo in me," dalla sua "By the Light": è una frase dai molteplici significati, più di quelli che le sue cinque, semplici parole suggeriscono. Gli scienziati hanno scoperto che l'avvelenamento da piombo causa rabbia e violenza dato il suo effetto deleterio sul cervello, e potrebbe essere collegato all'alto numero di crimini violenti in certe zone. Il "c'è piombo in me" di Moor Mother parla quindi sia di questioni razziali che politiche, ma anche del suo stato emotivo, fisico e mentale. Il tutto, rappato su linee di basso hardcore, fischi e rumori, ovviamente. 

La musica di Moor Mother è fondamentale, in un'America in cui le comunità di colore si scontrano con le minacce misogine e anti-migrazione poste dalla presidenza Trump. Le sue sono canzoni che possono aiutare le minoranze a sentirsi rinvigorate, potenti. Un'artista come lei—audace, autodidatta, pronta a sputare sangue sui suoi sintetizzatori—potrebbe essere proprio quello di cui abbiamo bisogno.

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