Questi video dell'esercito cinese sono un'opera d'arte accelerazionista

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Questi video dell'esercito cinese sono un'opera d'arte accelerazionista

Propaganda di regime? Mero esercizio tecnico? Forse sono rimasti incastrati in una partita a 'Call of Duty.' Ciò non toglie che sia fantastico.
2.9.15

Ultimamente la Cina ha passato qualche attimo di incertezza a causa di questa annosa questione del crac delle borse che ha portato alla volatilizzazione di svariati miliardi di dollari, ma questa non è la settimana giusta per chiedere ai nostri numerosi amici d'oriente di essere tristi.

In questi giorni, infatti, la Cina—o meglio, il dipartimento della difesa cinese—sta festeggiando con grandi fanfare e vistose parate, la più grande delle quali si terrà questo giovedì, il settantesimo anniversario della vittoria nella seconda guerra sino-giapponese; il 2 settembre 1945, infatti, il Giappone dichiarava la propria resa incondizionata alla Cina, sancendo così la fine del conflitto che il Journal of Japanese Studies descrive come "il più grande conflitto asiatico del XX secolo."

Sappiamo tutti quale sia il clima politico in Cina e dunque festeggiamenti di questo tipo non dovrebbero suonarci anomali, anzi. Ciò che però ha attirato la mia attenzione è una parata di un altro tipo: un render 3D di una parata.

Apparso nella sezione news di QQ, il più grande servizio di instant messaging della Cina con il quale Tencent—la holding della app—ha costruito un impero, mi pare di capire si tratti di un filmato commemorativo per la commemorazione (un piacevole Inception di felicitazioni) e che, di fatto, non sia ufficiale. Ma ci serve davvero il seal of quality della governo della Repubblica Popolare Cinese per godere di tanto avanguardismo?

Le mie disastrose scelte di vita mi hanno purtroppo portato a evitare il corso serale di mandarino, e in questo caso Google Translate non ha esattamente fatto miracoli; ma non sono le parole a doverci guidare in questo viaggio.

La nostra avventura comincia qui: in un non meglio precisato aeroporto, presumo, cinese. Un'apocalisse notturna dai toni palustri e una sciagura bellica degna delle missioni in notturna di Operation Flashpoint.

Pochi secondi di concitata azione ed ecco lo scenario che ci sveglia il mattino successivo: ferraglie fumanti, marce funebri e molta farina per terra. Il video ci accompagna in questo tour della morte con una seria di carrellate cinematografica da un punto di vista apparentemente in prima persona.

I media sono già sul posto e le telecamere riprendono l'orrore. Però ci sono 23°C quindi non dev'essere poi così male.

Ed ecco che arriva una delle scene più attese di questo render: il momento Minority Report. Rapidi passaggi camera ci mostrano planimetrie olografiche già ricche di briefing e obiettivi da colpire; l'intero arsenale cinese sembra essere pronto per il dispiegamento…

… e questa inquadratura ce lo fa ben capire.

Tenete bene d'occhio questa minacciosa capocchia perché sarà la protagonista di tutta la seconda parte del video. Per la cronaca: è un missilone.

O meglio, sono molti missiloni. Qualcuno potrebbe lamentarsi di quelle brutte scie chimiche…

…ma il video ci mostra chiaramente che non farebbe in tempo.

Un elicottero decolla da una portaerei ed ecco un 666 bro 420 blaze it.

6 giugno 1944—con planimetrie Minority Report annesse.

E infine un glorioso tramonto su una non meglio precisata landa massacrata da bombe ma sovrastata da un imperioso stendardo cinese. Tutto è bene quel che finisce bene.

Si vocifera che il nemico cinese presentato in questo render sia l'esercito statunitense, ma a me piace pensare che l'ideatore di un'opera di questo calibro non abbia nemici ma solo moltissimi, affettuosi amici.

Certamente c'è da dire che nonostante questo video riesca a sfiorare vette raramente raggiunte dall'uomo, nulla può con la propaganda statunitense, che riesce nell'incredibile impresa di risultare ancora più kitsch con un video tributo ai missili Tomahawk con colonna sonora degli Aerosmith.