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La vita e i crimini di Stefano Brizzi, il killer cannibale

L'uomo, originario della provincia di Pistoia, aveva invitato un poliziotto a casa sua a Londra per un chemsex party, l'aveva strangolato, fatto a pezzi e, influenzato da Breaking Bad, aveva cercato di dissolverlo nell'acido.

di Kevin EG Perry
24 febbraio 2017, 7:58am

Quando il puzzo di carne umana in decomposizione era ormai troppo per la sopportazione degli inquilini della scala E, il tuttofare della Peabody Estate ha cercato di mascherarlo con un profumatore per ambienti gusto bubblegum. Quando anche quello non ha funzionato, qualcuno ha deciso di chiamare la polizia. 

Questo succedeva giovedì 7 aprile dello scorso anno. Quasi una settimana prima, la notte di venerdì primo aprile, un uomo che in tribunale sarebbe stato identificato solo con le iniziali "CD" si trovava sperduto nel complesso, alla ricerca di un chemsex party a cui era stato invitato dall'account "Domination Lond" sulla "app gay fetish" Recon. La Peabody Estate, inaugurata nel 1876, si trova tra il London Bridge e la Tate Modern. La posizione invidiabile implica che l'affitto di un monolocale costi circa 1.300 sterline al mese, ma per chi non ci vive le dimensioni e il numero di edifici rendono complesso orientarsi. 

Alla fine, CD ha trovato l'ingresso giusto e ha citofonato. Non ha avuto risposta, quindi ha suonato ancora. E ancora.

Infine la voce di un uomo ha risposto. Ha detto, "Ciao, scusa, è una situazione difficile."

CD non sapeva cosa intendesse la voce per "situazione", quindi ha chiesto cosa stesse succedendo. La voce ha spiegato che c'era una persona che non stava bene, ma ha aggiunto di non preoccuparsi perché se ne stavano occupando lui. CD ha chiesto se poteva fare qualcosa per aiutare, e la voce ha detto no, che era tutto sotto controllo, ma la festa era cancellata. La voce, stando alla testimonianza di CD, "sembrava sul chi va là, e un po' adirata. Ma non sembrava preoccupato." Mentre se ne andava, CD ha pensato che forse qualcuno stava vomitando sul tappeto.

La voce all'altro capo del citofono apparteneva al 49enne italiano Stefano Brizzi. In seguito questi ha spiegato alla polizia perché non aveva fatto entrare CD; aveva invitato un gruppo di uomini alla festa, ha spiegato, "ma non sono arrivati, e quando ne è arrivato uno stavo strangolando Gordon."

Gordon Semple, poliziotto, era stato il primo invitato ad arrivare a casa di Brizzi quella sera. Scozzese di Inverness, 59enne, viveva nel Kent e lavorava da 30 anni per la Metropolitan Police. Stava da 25 anni con Gary Meeks, ma avevano una relazione aperta. Perciò non era strano che, quel venerdì, ancora in servizio, avesse contattato Brizzi su Grindr. Il nickname Grindr di Brizzi era Dom SE1, e il suo profilo diceva che era "free now for hot dirty sleazy session." Quando l'aveva invitato da lui, Semple aveva attraversato Blackfriars ed era arrivato all'appartamento qualche ora prima che CD fallisse nel suo tentativo di unirsi a loro. 

Brizzi e Semple avevano passato le ore successive invitando persone su Grindr e Recon a unirsi a loro per un chemsex party, un festino a base di sesso sotto l'effetto di sostanze. Ma, con l'eccezione di CD, avevano finito per essere lasciati soli. Brizzi, in tribunale, è rimasto sempre fedele alla versione che la morte di Semple per strangolamento sia stata un incidente, un tentativo di bondage spintosi troppo oltre. Ma non è quello che aveva detto alla polizia quando era intervenuta in risposta alla telefonata del suo vicino preoccupato "dall'odore di morte". Quando gli agenti gli hanno chiesto cosa fosse successo, ha risposto: "L'ho ucciso settimana scorsa. L'ho conosciuto su Grindr e l'ho ucciso. Me l'ha ordinato Satana."

Stefano Brizzi.

Stefano Brizzi era nato il 26 giugno 1966 a San Marcello Pistoiese, in Toscana. Era il più piccolo dei tre figli di un padre funzionario e una madre che lavorava nell'ambito pediatrico. Una famiglia cattolica; con uno zio prete.

A circa 15 anni, Brizzi aveva capito di essere gay. Una presa di coscienza impossibile da conciliare con il rigido credo cattolico della sua famiglia. Un amico d'infanzia ha dichiarato a Il Tirreno: "Trent'anni fa non era facile vivere liberamente senza essere giudicati [per] l'omosessualità. Ricordo Stefano come un ragazzo di grande sensibilità, che non sapeva trovare pace in se stesso. Ma dall'essere tormentato a fare quello che ha fatto ce ne passa."

Un altro amico, Mauro Vaiani, ha fatto notare che come tutti gli omosessuali della loro generazione, aveva avuto difficoltà ad accettare la propria identità. Quando era stato grande abbastanza, Brizzi si era trasferito per fare l'università nella città più vicina, Firenze. Qui era rimasto anche dopo, a lavorare come programmatore informatico fino ai quarant'anni. Nel 2008, gli erano stati diagnosticati l'HIV e l'epatite C. 

Brizzi considerava la diagnosi "una condanna a morte", ma le cure lo mantenevano in salute, e nel 2012 gli era stato proposto di trasferirsi a Londra per lavorare come senior web developer per la banca d'investimenti Morgan Stanley, con un salario di 70.000 sterline annue. Suo zio ha in seguito dichiarato a La Nazione: "Stefano ha passato una vita a studiare, ha preso la laurea a Firenze e ha iniziato a lavorare qui come programmatore, ma si lamentava perché lo pagavano poco, non aveva prospettive di assunzione, e sognava di andare all'estero. Non appena ce l'ha fatta è andato a Londra. Era felicissimo di questa opportunità."

Alla Morgan Stanley è rimasto meno di tre anni. In seguito al trasferimento a Londra si era avvicinato a droghe come il GHB, la ketamina e la crystal meth, e proprio da quest'ultima era diventato dipendente al punto che nel febbraio del 2015 gli era stato chiesto di andarsene. L'anno successivo aveva cercato l'aiuto di Crystal Meth Anonymous e di uno psicologo. In seguito, ha detto alla polizia che niente l'aveva davvero aiutato. Gli agenti avevano trovato una copia della Bibbia di Satana nel suo computer e un quadernetto in cui scriveva al diavolo. "Il problema è che lo psicologo dice che la crystal meth causa psicosi," ha spiegato Brizzi. "Sono stato cresciuto cattolico, essere gay era il male. E il diavolo... quindi mi sono avvicinato a Satana."

Foto di Stefano Brizzi.

È stato solo quattro giorni dopo la morte di Semple, martedì 5 aprile, che Brizzi ha percorso la brevissima strada—240 passi—da Peabody Estate a Leyland Specialist Decorators' Merchants su Southwark Street. Tre minuti di viaggio, o un po' di più se porti il tipo di merce che Brizzi si era comprato: un kit di seghe tre in uno, fogli di metallo e secchi di plastica, bottiglie d'acido e prodotti per la pulizia. 

Le televisioni a circuito chiuso hanno immortalato Brizzi mettersi uno dei secchi in testa, apparentemente per assicurarsi che sarebbe stato abbastanza grande da contenere un teschio umano. Quando il girato è stato mostrato in corte, il pubblico ministero Crispin Aylett ha chiesto a Brizzi se fosse stato ispirato dall'episodio di Breaking Bad in cui Walt e Jessie cercano di dissolvere un cadavere nell'acido idrofluorico. "Direbbe che stava vivendo in un episodio di Breaking Bad?" ha chiesto Aylett. 

"Direi che non ho pensato razionalmente a nulla," ha risposto Brizzi. "Se ci avessi pensato—se avessi una vera mente criminale—avrei agito in modo molto più organizzato. Penso che mi piacesse l'idea. Ho preso tutto quello che trovavo, pensando che forse sarei riuscito a dissolverlo." Comunque, non è l'unico modo in cui Brizzi ha cercato di disfarsi del corpo di Semple. In udienza ha dichiarato di aver "grattato via la carne dalle ossa della vittima e di averne mangiata un po' con dei bastoncini." Tracce del DNA di PC Semple sono state ritrovate nel suo forno, sulle bacchette, su un tagliere e dentro una pentola; una costa riporta il segno di un morso.

Un piede stava sulla riva sud del Tamigi, dove è stato ritrovato.

Quando quel giovedì la polizia è arrivata a casa di Brizzi, è stata accolta dall'odore fortissimo dei solventi chimici, e da quello della carne in decomposizione. Brizzi è stato trovato con solo i pantaloni addosso, circondato da sacchi dell'immondizia pieni di pezzi di carne, un osso pelvico, na mano e parte di una colonna vertebrale. La vasca da bagno era piena di liquido verde-blu, in cui galleggiavano globuli di grasso. Il liquido è risultato essere soda caustica e acido cloridrico, anche se Brizzi non era stato in grado di dissolvere il corpo dato che non aveva potuto scaldare i solventi fino alla temperatura richiesta. 

Dopo aver detto agli agenti che Satan gli aveva detto di uccidere Semple, aveva spiegato: "Ho parlato con Satana e lui mi diceva di uccidere, uccidere, uccidere, e appena ne ho avuto occasione l'ho fatto."

Aylett ha in seguito detto in tribunale: "Quindi un agente gli ha chiesto se avesse problemi di salute mentale. L'imputato ha risposto che faceva uso sostenuto di crystal meth, ma che oltre a quello non c'era nulla."

Stefano Brizzi (a sinistra) e Gordon Semple (a destra). Foto Metropolitan Police PA Wire/PA Images.

Il caso è stato portato in tribunale a ottobre. Brizzi ha negato di aver assassinato Semple, sostenendo invece che la sua morte fosse stata un incidente occorso durante una pratica sessuale, ma si è dichiarato colpevole di aver ostacolato il lavoro dei corone cercando di dissolvere il cadavere. Qualche settimana dopo, il 13 novembre, Brizzi è stato dichiarato colpevole di entrambe le imputazioni.

È stato condannato all'ergastolo, ma domenica 5 febbraio di quest'anno è morto nella sua cella nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh. Alcuni giornali hanno scritto che si sarebbe trattato di un suicidio, ma i responsabili del carcere hanno reso pubblico un semplice comunicato in cui confermano solo il minimo necessario: "Il prigioniero Stefano Brizzi (nato il 26/06/66) è morto domenica 5 febbraio, mentre si trovava in custodia. Come di rigore verrà condotta un'indagine indipendente."

Ci vorranno circa 22 settimane, probabilmente, per portare a termine l'indagine, ma i risultati non saranno resi pubblici fino alla fine dell'inchiesta, che sarà condotta da HM Coroner per Inner South London. Le indagini per casi simili possono anche prendere un anno.

Poco dopo l'incarcerazione di Brizzi, il serial killer Stephen Port è stato a sua volta condannato all'ergastolo per aver assassinato alcuni uomini che aveva incontrato su Grindr. La concomitanza dei due casi ha spinto alcuni tabloid a pubblicare storie terrificanti sull'app e quelle simili a essa. Comunque, Monty Moncrieff, responsabile di London Friend—un'associazione che si occupa di salute e benessere della comunitù LGBT di Londra—ha dichiarato al Guardian: "Il ruolo delle app è stato solo quello di facilitare, di essere il tramite per incontrare gli uomini. Ma non l'ha fatto come risultato delle app, non sono le app che l'hanno spinto a farlo."

Riferendosi nello specifico agli effetti della crystal meth nel caso di Brizzi, un comunicato di London Friend dice: "Un caso simile è raro, è un esempio estremo, ma l'impatto della crystal meth sulla salute mentale dei nostri utenti non lo è. Chiunque abbia problemi con essa, o con altre droghe o alcol, deve cercare aiuto il prima possibile."

Collage di Marta Parszeniew;: foto di Stefano Brizzi per gentile concessione della Metropolitan Police; foto del telefono di Asimzb, via; foto dell'acido via Wikimedia Commons. Segui Kevin su Twitter: @KevinEGPerry