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Prima che la città cadesse, le condizioni di vita a Homs avevano raggiunto livelli medievali; gli uffici dei media erano il bersaglio principale e diversi giornalisti locali sono stati uccisi, rendendo più difficile il reperimento di notizie dagli attivisti sul campo. Questo è l’ultimo comunicato da Homs:“La prossima mossa sarà di privarci anche dell'ossigeno?Per tutto il mese elettricità e acqua sono state periodicamente tagliate. In alcune zone della città ciò è avvenuto anche per interi giorni. La popolazione condivide l’acqua potabile rimasta. I servizi di comunicazione sono interrotti da ormai un mese, connessione internet inclusa, e i segnali della telefonia satellitare sono malfunzionanti e sottoposti a continue interferenze. Nel frattempo è finito il carburante: entrare e uscire dalla città è diventato praticamente impossibile. La situazione sanitaria non è più in crisi, è una catastrofe totale.”
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Mentre la fanteria si preparava a entrare in città via terra, i bombardamenti si sono intensificati. Alcuni hanno riferito del lancio di 24 razzi ogni 5 minuti. Questaimmaginemostra le località maggiormente colpite. Perlomeno, questo ragazzino è sopravvissuto:
Nell’attacco a Homs, l'esercito di Bashar al-Asad ha usato un’ampia gamma di armi. Un gruppo di appassionati di aviazione ha confrontato le video testimonianze disponibili online per stilare unalista. Come già detto altrove, questo documento sembrerebbe confermare il fatto che la Russia stia rifornendo il regime di aiuti militari.Dopo un mese di intense azioni difensive e missioni di salvataggio di civili e giornalisti, l’Esercito Siriano Libero sta esaurendole munizioni. Questo rapporto Dateline evidenzia i loro disperati sforzi di difendere la città:
Non sono mancate le occasioni in cui L'Esercito Siriano è riuscito a mettere i bastoni tra le ruote all'esercito regolare, intercettando convogli per il rifornimento di armi
o a carri armati T-72.
In ogni caso, venerdì l’Esercito Siriano Libero è stato costretto aritirarsi da Homsper rifornirsi e continuare la battaglia altrove. Sfortunatamente, questo ha significato lasciare i civili alla mercé delle forze di Asad, che si sono immediatamente messe sulle tracce dei maschi in età di leva—soffocando ogni possibilità di resistenza.
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In risposta all'intensificarsi della repressione, anche gli attacchi dell’Esercito Siriano Libero sono aumentati:
Alcuni gruppi dell’Esercito Siriano Libero hanno fatto la loro comparsa anche nella capitale Damasco. Nonostante la loro presenza rimanga contenuta, questo mi sembra un buon inizio e uno sviluppo che non potrà che preoccupare al-Asad:
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Mentre altre città e villaggi imbracciano le armi, il Qatar sembra sempre più deciso ad armare i ribelli. Mercoledì, ilGuardianha riportatoche la Libia avrebbe annunciato di voler fornire 100 milioni di dollari al Consiglio Nazionale Siriano, mettendo inoltre a dispostizione un ufficio per l'organizzazione delle milizie a Tripoli. Molti si sono chiesti come la Libia possa permettersi un prestito così generoso, ma un portavoce del consiglio libico avrebbe liquidato la faccenda dicendo che “non sarà un problema.”Non è una coincidenza: qualche giorno prima, il Qatar aveva infatti espresso la volontà di armare l’Esercito Siriano Libero. E visto il precedente impegno nel Paese nordafricano, sembra siano proprio loro i finanziatori della generosa offerta. Parole simili sono arrivate dal senatore americano McCain, che in un discorso al Senato ha ribadito il supporto ai ribelli siriani e affermato che "Il tempo scorre. Le forze di Asad sono in marcia. Fornire assistenza militare all'Esercito Siriano Libero e ad altri gruppi di opposizione è necessario, ma a questo punto non è abbastanza per fermare la carneficina. L'unico modo per farlo, realisticamente parlando, è tramite incursioni aeree." Nelle ultime ore, però, la Casa Bianca si è detta temporaneamente contraria a un intervento militare, propendendo per l'isolamento internazionale del regime.
Se davvero armi e denaro sono sulla via dell’Esercito Siriano Libero, se le defezioni continueranno e se sarà possibile organizzare aree in cui la Croce Rossa potrà occuparsi dei feriti, forse la rivoluzione ha una chance.
Resta certo che il regime non esiterà a replicare l'assedio di Homs in ogni altra città del Paese.
Non c’è molto altro da fare, se non sperare che non succeda davvero.
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