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Foto

Ci siamo innamorati di The Ardorous

Un collettivo di fotografe davvero belle e brave.
24.4.12

The Ardorous è un collettivo di fotografe super talentuose provenienti da tutto il mondo. Il loro sito, curato da Petra Collins, è una collezione in continua espansione di cose carine, belle ragazze e spasso estivo. Siamo entrati in contatto con loro qualche mese fa, quando, per il Photo Issue dello scorso anno, gli abbiamo chiesto di interpretare le cottarelle giovanili capaci di dare il capogiro, quando l'uomo dei propri sogni se ne sta seduto tutto solo in fondo alla classe. Dopo aver continuato a segure assiduamente i lavori di queste fotografe, abbiamo deciso di fare due chiacchiere con ognuna di loro sul lavoro che hanno fatto per noi, sulle storie che stanno dietro le loro foto e su qualcuna delle loro sbandate giovanili.

Foto di Petra Collins

VICE: Ciao Petra. Raccontami qualcosa in più riguardo a The Ardorous. Com'è cominciato?
Petra Collins: Volevo creare una piattaforma che desse visibilità alle giovani artiste. Il sito internet è stata la prima tappa per diffondere i nostri lavori, collaborare e crescere.

Come hai deciso quali fotografe invitare nel gruppo e quali no?
Ho scandagliato un'enorme quantità di materiale online prima di scegliere le foto che più mi colpivano. C'è una certa commistione di fotografe di moda, d'arte e pubblicitarie tra i membri del gruppo.

Qual è l'idea di fondo dietro la scelta de “la cotta”, come tema per il numero sulla fotografia dello scorso anno?
Volevo un tema femminile ma che si collegasse anche all'idea del raggiungimento della maturità. Le infatuazioni sono una parte molto importante della crescita di una ragazza, dal punto di vista della sessualità. Volevo tante interpretazioni diverse, quindi non ho messo dei paletti.

Una delle prime cose che mi viene in mente se penso alle cotte è l'innocenza, ma nei tuoi scatti non c'è alcuna innocenza. Come mai ti sei soffermata maggiormente sull'aspetto sensuale delle cotte?
Volevo mostrare il lato della cotta collegato al sogno erotico. Un'infatuazione può avere come oggetto qualcuno su cui fantastichi, ma con cui non riesci mai ad avere un contatto diretto, come quelli a cui pensi mentre ti masturbi. Volevo dare un taglio voyeuristico.

Foto di Dana Boulos

VICE: Ciao Dana. Cosa ti ricordi nella tua prima cotta?
Dana Boulos: Credo fossi in quarta elementare, ricordo di essermi innamorata di un simil-Leonardo DiCaprio.

Tutte le ragazze hanno una fase “Leo DiCaprio”…
Sì! Facevo continuamente piani per riuscire a parlargli, che si trattasse di pedinarlo al parco giochi o di far “accidentalmente” cadere la cartella proprio davanti a lui. Non è che avessi un suo altarino, ma ricordo che avevo sempre un piano A, B e C per far in modo che lui mi parlasse.

   
Foto di Dasha Nedykhalova  

VICE: Qual è stata la prima cosa a cui hai pensato quando Petra vi ha dato come tematica “la cotta”?
Dasha Nedykhalova: Ho pensato a persone che conosco e che potessero passare per adolescenti innamorati, perché la cotta è propria della giovane età. Ho riflettuto su quello che fanno le ragazzine innamorate—se ne stanno nella loro cameretta a guardare le sue foto, lo osservano, lo seguono, lo imitano nell'abbigliamento… volevo che i soggetti fossero naturali e rilassati, così ho spiegato le mie idee a due modelli che conoscevo, Anna e Frey.

Ho notato che solo raramente sono insieme nelle foto. È fatto di proposito?
Sì, certo. L'ossessione è una faccenda molto privata e relazionarsi con la persona di cui sei invaghito è veramente difficile. Volevo ritrarre una cotta osservando l'atteggiamento di entrambi.

Foto di Kristie Muller

VICE: Ciao Kristie. Ti è piaciuto lavorare a questo progetto?
Kristie Muller: Quando ho sentito che il tema sarebbero state le cotte mi sono piuttosto demoralizzata. Non mi piace molto lavorare su temi assegnati. La parola cotta mi fa venire in mente ragazzine innamorate che passano le ore a saltare la corda e mangiare lecca-lecca. Ho anche pensato di chiamarmi fuori. Solo all'ultimo mi è venuto in mente di trattare l'infatuazione per un personaggio famoso. Sapevo già chi avrei voluto ritrarre.

Chi è la modella nella foto? Le hai dato indicazioni su come posare o ha subito avuto il giusto atteggiamento?
La ragazza nelle foto è una mia cara amica, Dana Wright. Ci siamo conosciute a Toronto, ma siamo diventate davvero amiche quando io vivevo a New York e lei lavorava in Corea. Stavo sveglia tutta la notte per parlare con lei di qualsiasi cosa, è così che abbiamo scoperto di condividere un'ossessione piuttosto malata per Eminem.

Perché proprio Eminem, e non qualcuno come 50 Cent o Clooney?
Ho scelto lui perché c'era un collegamento con la realtà. Dana mi ha detto più volte di essersi masturbata ascoltando la sua musica, quindi sapevo avrebbe funzionato. Questa prospettiva è più nelle mie corde. E anche se ovviamente lei sta posando, tutto ciò che sta dietro lo scatto è reale, e non c'è stato bisogno di dare istruzioni a Dana.

Ricordi la tua prima cotta?
Credo che avessi tre o quattro anni, e non so perché mi ero infatuata del capo di mio padre. Aveva la barba grigia e mi ricordo di aver provato grande meraviglia per come i peli sembrassero d'argento. Era sempre abbronzatissimo e indossava ogni giorno una polo di colore diverso, sui toni del pastello. Questa di certo non era una cotta sul piano psichico e nemmeno su quello romantico, ma fu comunque un'ossessione abbastanza martellante, che ancora non so spiegarmi del tutto. Ripensandoci, forse erano i colori ad affascinarmi particolarmente…

Foto di Monika Mogi

VICE: Che tipo di sentimenti o che immaginario hai cercato di trasmettere con le tue foto? 
Monika Mogi: In alcune emerge soprattutto il desiderio. Il ragazzo e la ragazza sono sempre concentrati su qualcosa—leggono una lettera o scrivono, quando non sono insieme. Spesso le persone innamorate sono molto più sensibili, e quando non possono essere insieme all'amato tendono a preferire stare da soli per potersi dedicare al pensiero dell'altro. Le foto vogliono raccontare di un'estate passata a fare cose che immediatamente acquistano un che di nostalgico.

Dove sono state scattate?
Petra mi ha parlato del progetto appena prima che io partissi per un viaggio in Croazia, con il mio fidanzato Brian. Avevamo una valigia piena di macchine fotografiche e pellicole e qualche vestito. L'idea della cotta mi è sembrata subito molto simpatica! Dal momento che non ero mai stata in Croazia e non conoscevo nessuno che potessi usare come modello, decisi di fare le foto a noi stessi e catturare il romanticismo che c'è tra noi. Siamo rimasti sull'isola di Brac in campeggio per qualche giorno.

Mi piace la foto con la ragazza che indossa un intimo con la scritta “Boy of my dreams”. È esattamente il tipo di cose strambe e ossessive che fanno le ragazze quando sono infatuate di qualcuno. Mi fa venire in mente Il giardino delle Vergini Suicide in cui Lux si scrive il nome di Tip sulla biancheria.
Esatto! Adoro quella scena. Ormoni adolescenziali al galoppo, per la serie: le mie mutande ti vogliono…

Foto di Tania Oldyork - Tutti i vestiti nelle foto di Tania sono creazioni di Anna Oktober, con lo styling di Dasha Lagenberg.

Vice: Ciao Tania. Le tue foto sono più astratte rispetto a quelle delle altre ragazze. Cosa avevi in mente quando hai cominciato a scattare per questo progetto?  
Tania Oldyork: Ora penserai che siamo stupidi, ma il mio fidanzato ed io avevamo frainteso il tema delle foto. Avevamo capito “cotta”, crush, nel senso distruttivo del termine, quindi i primi scatti erano piuttosto brutali. Dopo aver capito cosa intendeva Petra abbiamo comunque deciso di non abbandonare il nostro stile, che non è per nulla sdolcinato. Non volevamo che le fotografie ricordassero la vita quotidiana, gli innamoramenti sono diversi per ciascuno, e soprattutto per le persone un po' strambe. Non ci piace recitare, soprattutto quando si parla di amore. Ci abbiamo pensato per una notte intera, e quando nessuno era nei paraggi abbiamo fatto questi scatti.

Quindi in queste foto ci siete tu e il tuo fidanzato? Com'è stato collaborare con lui?
In realtà non facciamo mai foto separatamente, non esistono Tania e Roman, esiste solo Synchrodogs , il nostro nome d'arte. Siamo sempre insieme.

Parlaci un po' di te, ti ricordi la tua prima cotta o una situazione imbarazzante riconducibile a una cotta?
Certo. C'era questo ragazzo, chiamiamolo “A”, non ricordo il nome. Le nostre due famiglie avrebbero fatto una gita nella foresta e quando mia madre mi chiese su che macchina volevo andare per tornare a casa io, ovviamente, dissi, “sulla macchina in cui c'è A.” Quel giorno mia madre mi disse per la prima volta che ero una bimba sciocca.