FYI.

This story is over 5 years old.

Vice Blog

Quest'immagine per il sì al referendum anti-trivelle è semplicemente disastrosa

Il prossimo 17 aprile si terrà il cosiddetto "referendum sulle trivelle", ma se negli ultimi giorni se ne è parlato è più per un altro motivo: la disastrosa immagine a favore del sì con lo slogan "Trivella tua sorella".
14.3.16

Prima festeggiano l'8 marzo poi campagne cosi! Volgare e violenta.1 motivo in più X votare No!— Francesca Pontani (@FrancescaPontan)14 marzo 2016

Il prossimo 17 aprile si terrà il cosiddetto "referendum sulle trivelle" in cui gli italiani saranno chiamati a decidere se cancellare o meno la norma che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalla costa senza limiti di tempo. Un tema sicuramente importante, soprattutto per l'impatto ambientale ed economico della decisione finale e che proprio per questo dovrebbe essere affrontato con una certa serietà.

Pubblicità

Ovvero, in modo opposto rispetto a come se ne sta parlando in queste ore. Da qualche giorno infatti sta girando sui social un'immagine che dovrebbe servire a pubblicizzare il sì al referendum e che invece finora ha procurato solo ironie e imbarazzo.

L'immagine, realizzata dall'agenzia di grafica e comunicazione beShaped, raffigurava una trivella dietro una figura femminile stilizzata a carponi, con l'hashtag #trivellatuasorella—slogan, quest'ultimo, non legato ad iniziative del comitato per il Sì, né inventato dall'azienda (come questa ha successivamente specificato), ma che era già apparso sui social in altre occasioni.

Consultando l'hT — Ile RB (@IleRb)14 marzo 2016

Com'era prevedibile, l'immagine è stata giudicata volgare, sessista e offensiva e criticata fortemente.

questa storia del — Alessandro Valenza (@alevalenza83)14 marzo 2016

E in effetti c'è da dire che forse alludere allo stupro non era proprio il massimo come trovata pubblicitaria. Le relative polemiche sono andate avanti per un paio di giorni, finché questa mattina l'agenzia di comunicazione che ha realizzato l'immagine ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un post in cui si scusa per l'errore.

"Posto che non fosse certamente questo il messaggio che intendevamo lanciare, ci scusiamo se con troppa leggerezza abbiamo trascurato di valutare come sarebbe stata accolta la suddetta immagine," si legge nel post. L'agenzia ha poi chiesto scusa ammettendo la propria responsabilità per l'errore e ribadito come questo fosse stato commesso in buona fede: "A scavare più a fondo, non trovereste certamente in nessuno di noi sentimenti minimamente votati al sessismo o altro del genere."

Anche mettendo a tacere le polemiche sull'immagine e lasciando perdere la tristezza dell'hashtag, una cosa resta: oltre che imbarazzante e fallimentare, la campagna potrebbe addirittura rivelarsi nociva—visto che solo vedere quell'immagine fa venire voglia di trivellare la casa degli inventori delle agenzie di grafica e comunicazione.

Segui Mattia su Twitter

Segui la nuova pagina Facebook di VICE Italia: