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48 ORE A OSLO - L'ATTACCO E LE SUE RIPERCUSSIONI

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di it
26.7.11

Venerdì pomeriggio, una violenta esplosione ha frantumato le finestre di alcuni edifici nel centro di Oslo, facendoci sobbalzare dalle nostre sedie. Un attimo dopo, ci siamo precipitati per strada dove, in un labirinto di macerie e fumo, dei poliziotti urlavano alla gente di continuare a correre.

Dopo qualche minuto abbiamo trovato riparo in una palestra interrata nel distretto di Kvadraturen. Ci hanno detto che gli uffici del governo erano stati bombardati, e che il numero di feriti, morti o intrappolati sotto i detriti era molto alto. Esperti di terrorismo, agenti della CIA, giornalisti e chiunque si trovasse nella palestra-rifugio faceva la fila per dirci che i jihadisti stavano attaccando la nostra città. Poi sono iniziati ad comparire sui nostri feed di Twitter i messaggi dei ragazzi all'isola Utøya.

"Mi hanno sparato. Non chiamatemi. Siamo nascosti." Ci è giunta la voce che un uomo in uniforme da poliziotto aveva aperto il fuoco al campo estivo sull'isola. Qualche ora dopo, i ragazzi spaventati hanno dichiarato ai media che l'uomo era bianco e aveva l'accento di Oslo. Abbiamo preso un taxi e siamo tornati a casa, confusi all'idea che quelli di al-Qaeda avessero assoldato un uomo del posto per fare il loro lavoro sporco.

Alle 21:50, il ministro della giustizia norvegese ha confermato che l'attentatore è un norvegese. Qualche ora dopo, abbiamo visto per la prima volta la foto del terrorista con la polo. Non era un jihadista. Era Anders Behring Breivik di Skøyen, un quartiere residenziale nella parte ovest di Oslo. Ha 32 anni, è stato compagno di scuola di uno di noi, gioca a World of Warcraft, ascolta trance (Armin van Buuren) ed è un fondamentalista cristiano e un attivista di destra, oltre ad aver ucciso svariate persone durante la strage più grave in Norvegia dai tempi della Seconda Guerra mondiale.

Il giorno dopo, siamo tornati sulle strade per constatare l'entità dei danni.

Quando siamo arrivati nel centro della città, abbiamo visto questi due giovani soldati in ricognizione: i primi di una lunga serie.

Gli operai stavano rimuovendo i vetri frantumati dalla Folket Hus ('La casa del Popolo'), un'organizzazione popolare dell'Arbeiderpartiet ('partito laburista').

Questo tizio impediva alla gente di entrare negli uffici finanziari, dove una bomba fabbricata con fertilizzante e combustibile era esplosa alle 15:26 di venerdì. Secondo la polizia norvegese, altre bombe erano state collocate negli edifici circostanti, ma non sono esplose.

Un furgone dell'esercito parcheggiato davanti a una bar in centro. Di solito è affollato, è uno dei nostri posti preferiti dove mangiare.

Abbiamo incontrato un tizio che aveva ricevuto da un amico un messaggio che riportava le parole di uomo che aveva visto un mese prima, mentre urlava per strada. Il messaggio diceva: "'Succederà quest'estate, non sono pazzo se è questo che state pensando, siamo in Afghanistan con gli USA e tutto il resto…' Poi è salito sulla bici e se n'è andato."

La sede dell'Arbeiderpartiet si trova a 500m dal luogo dell'esplosione, ma la facciata è gravemente danneggiata.

Questi sono gli uffici finanziari: la bomba è esplosa là dietro. Si può vedere la bandiera a mezz'asta in segno di lutto nazionale.

L'esplosione è stata così forte da abbattere il portone di un garage a mezzo chilometro di distanza.

Abbiamo scattato questa foto dal balcone di un appartamento del quartiere di Grønland.

Questo è Tore, un giornalista di 28 anni che viva a Grønland. Si era appena svegliato e stava facendo colazione quando ha sentito l'esplosione. All'inizio pensava fosse un tuono, ma poi il suo palazzo ha iniziato a tremare e c'era fumo ovunque. Ha guardato fuori dalla finestra e ha visto la sede del Parlamento completamente distrutta.

Quando ha scoperto che il responsabile non era un terrorista islamico, non ne è rimasto sorpreso. Ci ha detto che in Norvegia le persone con tendenze nazionaliste sono molte ma, non essendo organizzate come lo sono nel resto d'Europa, è facile che si sentano alienate. Ha anche detto che in Norvegia non è un sentimento raro sentirsi inutili se non si trova la felicità nelle cose di tutti i giorni, come la famiglia e il lavoro.

Ha anche aggiunto che il governo dovrebbe essere più vigile e non concentrarsi soltanto sulla minaccia islamica. Credo che ora lo faranno, ma è difficile immaginare come si sarebbe potuto prevenire un attacco così inaspettato e su larga scala.

PAROLE: ALIX & ANDREAS

FOTO: CHRISTIAN BELGAUX