Che effetto sta avendo davvero la quarantena sull'ambiente

Dati e rapporti provenienti da tutto il mondo ci dicono forte e chiaro che è il momento di ripensare cosa è "essenziale".
24 aprile 2020, 9:00am
crollo emissioni coronavirus

Dall'inizio di questa quarantena, abbiamo dovuto rinunciare a molte cose "non essenziali." Cosa si intenda con questo termine ovviamente cambia da paese a paese, da persona a persona—in Canada, per esempio, l'erba è considerata un bene essenziale. Ma, in generale, siamo spinti a chiederci cosa sarà considerato ancora necessario dopo la Grande Pausa.

Ed è nell'ambito del lavoro che queste domande potrebbero avere l'impatto maggiore. Se puoi svolgere il tuo lavoro da casa—come in tanti hanno scoperto—che senso ha spostarsi ogni giorno per andare in ufficio? Se le aziende e gli istituti possono condurre le riunioni via webcam, i viaggi di lavoro internazionali sono davvero imprescindibili come pensavamo?

È possibile che il crollo di viaggi, produzione e tran-tran delle attività capitaliste stia avendo già un effetto positivo sul pianeta? Se sì, è possibile che un'azione orchestrata a livello globale, come sta succedendo per questa pandemia, fornisca una bozza a partire da cui sviluppare un nuovo comportamento collettivo che sia benefico per le persone, il pianeta e persino l'economia?

RIPULIRE L'ARIA

Quando la comunità scientifica ha avvisato che era fondamentale iniziare a ridurre drasticamente le emissioni nel 2020 per evitare gli effetti più devastanti del cambiamento climatico, probabilmente non stava pensando che un pandemia sarebbe stata una manna—eppure, ci sono già numerosi report secondo cui il Covid-19 potrebbe innescare il più grande crollo di emissioni generate dall'uomo dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

Immagine: VICE. Fonti: dati satellitari NASA Sentinel-5P, Descartes Labs

Le immagini satellitari della NASA mostrano un declino impressionante nei livelli di inquinamento in Cina, nella regione che circonda Wuhan—da dove si sarebbe originata la pandemia—Beijing e Shanghai, dovuto all'interruzione delle attività industriali. Anche se è per le ragioni sbagliate, è a suo modo una buona notizia e—se sostenuta—potrebbe contribuire a invertire i danni causati al pianeta. Le emissioni sono crollate anche nel resto del mondo tra gennaio e marzo 2020, rispetto allo stesso periodo l'anno scorso.

Stando al Global Carbon Project, le emissioni di CO2 sarebbero dovute aumentare quest'anno, invece potrebbero alla fine risultare del 5 percento più basse—toccando il livello minore dalla recessione del decennio scorso.

Immagine: VICE. Fonte: Flightradar24

Quando parliamo di emissioni, uno dei primi colpevoli a essere nominato è il traffico aereo. Stando a FlightRadar24, un sito che traccia il traffico aereo globale in tempo reale, il numero medio di voli quotidiani si è più che dimezzato negli ultimi due mesi, dai 183.890 voli di venerdì 10 gennaio, ai 71.809 voli di martedì 14 aprile. Dopo un crollo drammatico tra il 9 e il 29 marzo, il traffico aereo commerciale globale si è ora stabilizzato intorno al 29 percento dei livelli precedenti. Il che significa, in pratica, che c'è il 71 percento di aerei in meno nel cielo rispetto a prima della pandemia.

Non possiamo aspettarci che questo numero resti così una volta che la quarantena finirà, se non altro perché chi potrà permetterselo prenoterà le vacanze cancellate in massa. Ma vale la pena riflettere su cosa abbiamo imparato in questi mesi: solo in America, circa 65 milioni di viaggi a lunga distanza sono per ragioni di lavoro. Ora, quanti di questi sarebbero considerati davvero ancora essenziali? Il 67 percento delle persone intervistate in un sondaggio nel 2018 ha detto che trova difficile costruire relazioni via video; se il 33 percento restante non avrebbe problemi a fare call aziendali anziché volare, già potremmo ridurre il numero di voli per lavoro di un terzo.

Non ci sono solo benefici per il clima nel ridurre le emissioni, ma anche per la salute. Stando all'OMS, l'inquinamento atmosferico uccide circa 7 milioni di persone nel mondo ogni anno (80mila delle quali sappiamo essere in Italia). Nove persone su dieci respirano aria che contiene alti livelli di agenti inquinanti. Sia in Cina che in India, paesi i cui cittadini soffrono per un inquinamento tra i più gravi nel mondo, la quarantena ha permesso a chi vive in città di vedere il cielo per la prima volta da molto tempo.

I dati del Centre for International Climate Research di Oslo (CICERO) hanno mostrato che, a febbraio, c'è stata una diminuzione dell'inquinamento atmosferico del 20-30 percento. Se questi livelli si prolungassero sul lungo periodo, potremmo salvare tra le 50mila e le 100mila persone da una morte prematura dovuta all'aria insalubre.

Il mondo deve rimettersi in marcia: le conseguenze economiche delle misure restrittive globali sono terrificanti e rappresentano di per sé una minaccia grave alla qualità della vita di milioni di persone. Ma aziende e istituzioni potrebbero imparare una lezione importante da questo momento, riflettere su quanti viaggi aerei pagano ogni anno per riunioni che sono assolutamente possibili anche a distanza, e cambiare le proprie politiche per favorire questa modalità anziché quella precedente.

VIVERE CON LENTEZZA

Immagine: VICE. Fonte: Google Community Mobility Report

Il report di Google sulla mobilità durante il Covid-19, che sfrutta dati di geolocalizzazione anonimi raccolti dai telefoni per vedere se le persone rispettano le regole di distanziamento sociale, mostrano chiaramente che ci stiamo muovendo molto meno. In paesi come l'Italia, la Germania, il Regno Unito, gli Stati Uniti e il Canada, c'è stato un crollo delle attività pubbliche e un netto aumento del tempo passato in casa.

Immagine: VICE. Fonte: TomTom Live Traffic Index (aggiornata al 13 aprile 2020).

Meno mobilità in generale implica anche meno auto nelle strade delle città di tutto il mondo. Stando ai dati di TomTom, i livelli del traffico sono diminuiti significativamente rispetto alle medie precedenti alla pandemia. Per la prima volta in anni, strade prima trafficate costantemente ora appaiono vuote. In Inghilterra, i dati nazionali hanno determinato un crollo del traffico del 73 percento il 29 marzo, rispetto ai livelli pre-virus. In india, le misure per il Covid-19 hanno portato a al livello di inquinamento urbano più basso mai registrato. In Lombardia, la zona più colpita dal virus in Italia, nonché la regione notoriamente più soggetta ad alti livelli di inquinamento, le misure restrittive hanno determinato una diminuzione significativa almeno del particolato prodotto dalle auto—soprattutto biossido di azoto—, come hanno rilevato i satelliti Copernicus.

Nel Regno Unito, circa metà della popolazione non è potuto passare allo smart working—e chi sta lavorando da casa fa probabilmente parte della classe di lavoratori meglio pagata di Londra e dintorni. Ad ogni modo, i dati mostrano che "il 54 percento delle imprese del paese sta usando il telelavoro per continuare le attività." In Europa, quasi il 30 percento delle emissioni di CO2 deriva dai trasporti, di cui il 72 percento è su ruote. In Inghilterra, il 67 percento dei lavoratori—circa 20,5 milioni di persone—va al lavoro in auto. In Italia, sette persone su 10 vanno a lavorare in auto abitualmente. Immaginate l'impatto ambientale se anche solo un quarto di quelle persone lavorasse da casa ove possibile.

Meno auto e aerei attivi quotidianamente significherebbe anche una minore richiesta di carburanti. Stando ai dati del Rystad Energy, azienda di consulenza energetica norvegese, la domanda per il petrolio nel mondo potrebbe crollare drasticamente e incidere sulla richiesta di benzina e diesel di una media del 9,4 percento sul 2020. Il che significa 2,6 milioni di barili di petrolio in meno al giorno.

REMOTE CONNECTIONS

Immagine: VICE. Fonte: Verizon e AT&T

Sappiamo tutti che le persone stanno passando molto più tempo a parlare online durante la quarantena. La app Houseparty è passata da 3.955 download il 16 marzo a 81.858 in solo una settimana, stando a Priori Data. Ma cosa è cambiato per i telefoni vecchia scuola? Verizon, gruppo telcom americano, sta gestendo al momento una media di 800 milioni di chiamate al giorno durante la settimana—più del doppio rispetto al giorno dal traffico più intenso dell'anno, ovvero la Festa della Mamma.

Stando a AT&T, i cittadini americani stanno facendo il 35 percento di chiamate in più rispetto a prima della pandemia, e stanno anche passando più tempo in chiamata—il 33 percento in più—mentre le chiamate via Wi-Fi (per esempio, le chiamate su WhatsApp) sono quasi raddoppiate rispetto alle medie in tempi normali.

Immagine: VICE. Fonte: Abintra Consulting

I vantaggi ambientali legati a un numero minore di persone che si devono spostare e viaggiare per lavorare sono ovvi—ma c'è anche un beneficio economico per le aziende. I dati elaborati in un report di Abintra Consulting mostrano come le grandi imprese in Inghilterra e Galles sprechino 10 miliardi di sterline all'anno in spazi di uffici sotto-sfruttati, e che tra il 30 e il 50 percento di questi immobili potrebbero essere liberati dal lavoro flessibile.

Negli Stati Uniti, uno studio di Cintrix ha scoperto che il 62 percento degli impiegati che non stanno già lavorando in remoto crede che potrebbe lavorare da casa almeno un giorno alla settimana. Stando a Global Workplace Analytics, solo 3,6 della forza lavoro lavorava da casa metà o più dell'orario nel 2019—ma stimano che sarà tra il 25 e il 30 percento a farlo "più giorni alla settimana" entro la fine del 2021.

Stando. Rob Jackson, presidente del Global Carbon Project, "lavorare da casa, anche solo un giorno o due alla settimana, ridurrebbe le emissioni di gas serra, ripulirebbe l'aria nelle città e salverebbe vite."

FUTURI ESSENZIALI

Nonostante abbiamo visto una prima inversione degli impatti della crisi climatica, gli esperti avvisano che si tratta di cambiamenti solo temporanei. Un paio di mesi con un calo di emissioni non sono niente se paragonati ai decenni di CO2 accumulata nella nostra atmosfera, e solo un cambiamento reale e strutturale può portare a un impatto duraturo. Se i governi agissero con la stessa urgenza dimostrata per la pandemia nei confronti del cambiamento climatico, potremmo evitare future catastrofi che potrebbero essere ben peggiori di una pandemia.

A prescindere e nonostante i danni che il Covid-19 sta provocando nel mondo—e senza dimenticare la grave recessione economica che ci aspetta—alcuni benefici collaterali esistono e sono innegabili.

Meno auto sulle strade, più agilità sul lavoro, e meno viaggi inutili in aereo per un meeting di due ore, stanno già comportando un risultato positivo. Resta da vedere se saremo in grado di imparare da questi cambiamenti e adattarli al meglio affinché non rappresentino un sacrificio ma un'opportunità anche sul lungo periodo.

VICE continua a raccontare la crisi climatica globale. Leggi tutti i nostri articoli per la Giornata della Terra 2020 qui__, e altri articoli sul tema del cambiamento climatico qui__.

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