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Il chirurgo italiano che stava per vincere il Nobel ingannando la medicina mondiale

Fino a quattro anni fa il super-chirurgo Paolo Macchiarini era considerato un luminare della medicina moderna: oggi è sotto processo per truffa, e le sue scoperte rivoluzionarie sono state completamente smentite.

di Mattia Salvia
08 settembre 2016, 10:05am

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Quattro anni fa, Paolo Macchiarini sembrava destinato a vincere il Premio Nobel per la medicina. All'ospedale Careggi di Firenze, infatti, il chirurgo sembrava essere riuscito in un'operazione mai fatta prima: l'impianto di una trachea artificiale che non richiedeva l'utilizzo di immunosoppressori.

In pratica, grazie a una tecnica di sua invenzione basata sull'utilizzo delle cellule staminali, Macchiarini sembrava aver trovato un modo per effettuare trapianti senza che ci fosse il rischio di rigetto.

L'operazione gli aveva fatto guadagnare la prima pagina del New York Times, che l'aveva salutato come "il mago dei trapianti di trachea." Sull'onda di quella fama, Macchiarini si era trasferito in Svezia, dove aveva assunto la direzione del centro di ricerca avanzata di medicina rigenerativa del Karolinska Institutet. Ma il curriculum analizzato dagli svedesi conteneva numerose inesattezze, comprese le descrizioni - erronee se non addirittura di fantasia - di alcuni dei suoi interventi.

Secondo un rapporto presentato dal Karolinska Institutet, infatti, Macchiarini sarebbe colpevole della falsificazione dei dati su suoi presunti trapianti di trachea, effettuati con metodi "rivoluzionari". Due dei suoi tre pazienti, tuttavia, erano in realtà morti.

Ieri, l'ex rettore dell'istituto e il suo vice - due giudici della commissione che assegna il Premio Nobel per la medicina - si sono dimessi proprio per avergli dato quel posto.

È la seconda volta che Macchiarini fa qualcosa che non ha precedenti nella storia.

Nato in Svizzera da genitori italiani, Macchiarini ha studiato medicina all'Università di Pisa. Si era specializzato in chirurgia toracica e avrebbe voluto diventare ricercatore. "Ma mi bloccarono, mi dissero di non provarci neppure perché il risultato del concorso era deciso in partenza: davanti a me c'erano i soliti raccomandati," ha raccontato in un'intervista.

Così nel 1990 si era spostato in America, alla University of Alabama, dove stando al suo curriculum aveva conseguito un master — più tardi, tuttavia, l'università lo avrebbe smentito affermando che si trattava solo di una partecipazione a un seminario.

Stando sempre al curriculum, dopo il "master" sarebbe stato a Besançon (Francia) per un dottorato di ricerca, e poi sarebbe stato professore ordinario a Parigi e Hannover — anche se la scuola medica di della città tedesca ha smentito, affermando di aver collaborato solo come assistente.

Infine si era spostato a Barcellona, dove il suo impianto di una trachea sintetica bagnata in cellule staminali su una paziente era stato salutato come "l'alba della rivoluzione staminale" in medicina.

Era stato anche il primo grande passo della sua carriera. Nel 2010 Enrico Rossi - il futuro presidente della Regione Toscana - aveva fatto di tutto per riportarlo in Italia, offrendogli una carica prestigiosa all'ospedale Careggi di Firenze. In seguito, uno dei membri della commissione interna all'ospedale che avrebbe dovuto valutare le sue credenziali avrebbe dichiarato che "prima di arrivare qui da noi, Macchiarini non era mai stato professore ordinario."

In ogni caso, Macchiarini non era mai andato a Firenze: l'ospedale non l'aveva nominato professore "per chiara fama" a causa di alcune lacune nel suo curriculum — o, a suo dire, per via di una "congiura massonica" di cui sarebbe stato vittima.

Così si era trasferito in Svezia. Qui aveva compiuto l'intervento che l'aveva reso un luminare della medicina a livello internazionale, il primo trapianto di una trachea sintetica bagnata nelle cellule staminali del paziente — un'impresa che sembrava aver risolto in un colpo solo i due principali problemi della chirurgia dei trapianti: il rigetto e la scarsità di donatori.

A quel punto, la NBC si era interessata alla sua storia e aveva cominciato a lavorare a un documentario su di lui — A Leap of Faith, che poi sarebbe stato candidato a un Emmy.

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A Leap of Faith narra la storia di Hannah Warren, una bambina coreana di origini canadesi nata nel 2010 con la trachea sottosviluppata. Per due anni la bambina aveva vissuto in un ospedale di Seul, tenuta in vita grazie a un tubo inserito nei bronchi attraverso l'esofago.

Nel 2013, Warren era diventata la paziente più giovane a ricevere una trachea sintetica. L'intervento, realizzato da Macchiarini e durato nove ore, si era tenuto all'ospedale di Peoria, in Illinois. Era stato un successo, anche se la bambina sarebbe morta qualche mese dopo.

Durante le riprese del documentario, la producer Benita Alexander e Macchiarini avevano cominciato a uscire insieme. È stato proprio un articolo di Vanity Fair che ricostruisce la storia d'amore tra i due a sollevare il primo polverone che ha avvolto la figura di Macchiarini.

Il ritratto del chirurgo che ne esce è quello di un bugiardo patologico dall'ego ipertrofico. "Parliamo di un chirurgo di fama mondiale," si chiede, col senno di poi, Benita Alexander. "Come potevo immaginare che si fosse inventato le cose che mi raccontava?"

A Natale 2013, il medico ha chiesto ad Alexander di sposarlo, dicendole che ha divorziato dalla moglie — una menzogna. Nel 2014, mentre A Leap of Faith andava in onda sulla NBC, Macchiarini le ha raccontato di far parte di una rete di "super-chirurghi" sempre pronti ad essere chiamati dai grandi della Terra, di aver operato Bill Clinton e visitato papa Francesco, che poi avrebbe celebrato personalmente il matrimonio a Castel Gandolfo – tra gli invitati ci sarebbero stati i Clinton, gli Obama, Vladimir Putin, Nicholas Sarkozy. Tutte menzogne, ovviamente.

È a questo punto che la storia di Macchiarini inizia a sembrare un capitolo inedito de L'avversario di Carrère. Appena due mesi prima del matrimonio, grazie a un suggerimento di un amico e a un investigatore privato, Alexander aveva scoperto tutto: non ci sarebbe stato nessun matrimonio, Macchiarini non era il medico personale del Papa, nessuno degli invitati di prestigio era mai stato contattato.

"Non ho mai visto nella mia esperienza un truffatore del genere, con questo livello di stile internazionale... Il fatto che fosse in grado di mantenere tutti i dettagli a fuoco e contingentare queste differenti vite e menzogne è veramente sorprendente," ha detto Frank Murphy, il detective ingaggiato da Alexander.

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Intanto, il castello di carte costruito dal medico italiano iniziava a crollare anche dal punto di vista professionale. Mentre nella comunità medica continuava il dibattito sull'effettiva efficacia e fondatezza scientifica del suo metodo, il Karolinska Institutet avviava un'indagine sulle sue ricerche concludendo che Macchiarini aveva "omesso alcuni dati e ne ha anche creati o falsificati altri riguardo le condizione mediche dei pazienti dopo le operazioni."

Secondo una ricostruzione di un paio d'anni fa, l'indagine avrebbe appurato che i suoi trapianti di trachea, "lunghi dall'essere miracolosi, avrebbero invece lasciato diverse morti e una lunga lista di infrazioni del codice etico e deontologico."

Le operazioni a cui Macchiarini doveva la sua fama, infatti, sarebbero state svolte senza l'approvazione del comitato etico dell'ospedale, su pazienti che non avrebbero mai firmato i moduli per dare il consenso. Addirittura, due di queste operazioni sono giudicate oggi un possibile "omicidio colposo."

Eppure, non era la prima volta che la professionalità di Macchiarini veniva messa in discussione. Già nel 2012 il medico era stato arrestato e messo sotto processo in Italia per truffa, con l'accusa di aver cercato di convincere alcuni suoi pazienti in gravi condizioni a farsi operare privatamente da lui a prezzi elevatissimi. Il processo - che lo vede imputato per falso, abuso d'ufficio e peculato - è ancora in corso.

Secondo Ronald Schouten. professore di Harvard e primario di psichiatria al Massachusetts General Hospital, Macchiarini "è il truffatore estremo. Brillante, di successo, ma non gli basta mai, c'è un vuoto nella sua personalità che sembra voler riempire truffando continuamente persone nuove."

Nel frattempo, Macchiarini si era trasferito in Russia, a Krasnodar, dove continua a esercitare la professione medica. Lo scorso gennaio, la tv svedese Svt ha mandato in onda un documentario in tre puntate sui casi di alcuni pazienti da lui operati in Russia, sollevando dubbi sulle istituzioni preposte a controllare il rispetto delle regole ospedaliere.

La domanda che il documentario si pone è la seguente: com'è possibile che un istituto di prestigio come il Karolinska abbia potuto assumere Macchiarini? Com'è possibile che Macchiarini sia potuto diventare un luminare della chirurgia senza che nessuno controllasse mai il suo curriculum e l'efficacia dei suoi metodi?

È stato un atto di fede, come il titolo del documentario a lui dedicato.

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