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Recensione: Tauro Boys - TauroTape2

Continuiamo a ripetere che la trap è il nuovo pop, ma c'è differenza tra cavalcare un'onda e spingerla davvero in una direzione nuova e personale.

di Tommaso Tecchi
10 ottobre 2018, 10:41am

“Dire trap ormai è dire pop, no?” risponde candidamente Wayne della Dark Polo Gang ad una domanda di questa intervista, mettendo nero su bianco un concetto che nel 2018 ormai diamo per scontato senza porci troppo problemi su come sia successo. In verità, se ci sono tanti modi di fare rap, ce ne sono altrettanti di fare trap e non tutti sicuramente coincidono con un successo discografico immediato o l’ingresso preferenziale nella cultura pop mainstream.

Innanzitutto siamo testimoni di come le tendenze mutino più velocemente che mai: basta pensare che nel giro di un paio d’anni siamo passati dal machismo glorioso dei Migos a un emo rap fatto di Xanax e pensieri suicidi, passaggio che ha influenzato sonorità e tematiche anche di molti rapper italiani. Va detto anche che lo squilibrio del numero di ascoltatori fra l’Italia e un grande esportatore come gli USA rende difficile da queste parti imitare il modello del SoundCloud rap, della piena visibilità ottenuta solo con autoproduzioni caricate gratis su internet, e quindi questo metodo va accompagnato con mosse più tradizionali e tipiche di ogni genere musicale tendente al pop. Lo sa benissimo la DPG, che ha pubblicato proprio in questi giorni il suo esordio su major; lo sanno Ghali e Sfera Ebbasta, che la promozione dei loro dischi l’hanno fatta anche nei talk show televisivi in prima serata. C’è però anche chi sta cercando di fare il salto di qualità raffinando il proprio essere pop su un livello stilistico più che commerciale: i Tauro Boys.

La gang romana ha pubblicato la scorsa settimana il suo secondo album, TauroTape2, e nonostante si possa tranquillamente dire che MAXIMILIAN, YANGPAVA e PRINCE siano rimasti gli stessi del primo tape, c’è un elemento che emerge sempre di più nei loro brani: l’orecchiabilità, o meglio, la facilità con cui i loro testi rimangono impressi nella mente di chi li ascolta.

Per dare un po’ di contesto, i Tauro Boys sono venuti fuori nel 2016 con diversi singoli postati su YouTube, mentre il primo mixtape, TAURO TAPE, è uscito l’anno scorso. L’immaginario, soprattutto estetico, è in parte assimiliabile a quello di Yung Lean, con riferimenti che spaziano dal gore ai videogiochi della Nintendo (vedi il beat di Terremoto, con il sample del mitico tema di Lavandonia dei Pokémon); ma nei testi c’è una candidezza fuori dall'ordinario. A differenza di quasi tutta la scena rap italiana, i Tauro Boys raccontano storie in cui qualunque ragazzo medio si può rispecchiare: non si parla ossessivamente di droga e soldi, non si parla del quartiere e non ci sono shout-out ai posti che hanno formato i tre rapper; c’è invece spazio per scene prese a caso dalla loro formazione, relazioni e esperienze più o meno fruttuose all’estero.

Trattandosi di trap, ovviamente una grossa fetta è dedicata all’autocelebrazione, che non potrebbe mancare, ma questa volta è meno ostentata e non prende il sopravvento sul resto. Eppure questi messaggi universali vengono veicolati in una maniera non sempre diretta; i testi spesso flirtano col nonsense (non è un caso che in questo articolo venga citato Pop X tra le influenze del nuovo album) e sono pieni di assonanze pesanti e associazioni di parole volutamente forzate. Aggiungendo a questi elementi la ripetitività dei ritornelli o di certe espressioni che ritornano tra un brano e l’altro, si capisce perché già al secondo ascolto ci ricordiamo a memoria quasi tutto quello che viene detto dai giovani tori, comprese le parti più criptiche e difficilmente interpretabili.

Rispetto al primo volume, questo nuovo TauroTape ha un suono sicuramente più leggero e minimal, ma ha anche più coerenza e un’idea ben più chiara di che direzione vuole prendere la crew. Roma è diventata Milano senza strappi eccessivi (“Io e te siamo la Metro C / Anche se a Milano ora c’ho quattro linee”, dice MXMLN in "Tempo"), la violenza dei primi beat si è trasformata in synth ovattati e in qualche riff di Generic Animal (che ormai è diventato una firma imprescindibile per la nuova scena romana). Le provocazioni sono rimaste nel lato estetico e nel modo di porsi (al release party di Milano veniva distribuito un poster con un fotomontaggio porno di Avril Lavigne), ma i contenuti sono diventati più profondi (“Internet ci ha solo divisi / Internet abbatte i confini / mentre mi chiudo dentro una bara di me”, recita il ritornello di "Red Wine").

In generale, la sensazione è che le tracce del TauroTape2 potrebbero entrare in testa a chiunque, anche a chi non ha mai seguito questo progetto prima d’ora e a chi non ha una passione sfrenata per la trap. L’esempio lampante è uno dei pezzi più sorprendenti del disco: "Napoli". Sulla strumentale alla Liberato YANGPAVA ripete all’infinito che “Milano con il mare sembra Napoli” e poi inizia a lanciare collegamenti tra la sua relazione, l’Unione Europea e la Brexit. La forza pop di questo pezzo, e di fatto di tutto l’album, è costruita sugli stessi elementi che hanno accompagnato i Tauro Boys negli ultimi due anni, come se per attirare un grande pubblico bastasse solamente riordinare dei tasselli già presenti. Ed è sorprendente come questa maturazione sia arrivata nel giro di pochissimo tempo e senza appoggiarsi troppo alle fortune di amici e colleghi più affermati della scena.

I Tauro Boys sembrano aver capito che si può essere diretti senza semplificare a tutti i costi, che si può fare pop senza accostare in modo didascalico generi opposti e che si può avere uno stile personale senza risultare pesanti e fastidiosi alle orecchie di chiunque non sia un fan-since-day-one. È per queste ragioni che sono la next big thing del rap italiano e questo ci basta per cantare a memoria i testi del TauroTape2 per tutto l’inverno.

TauroTape2 è uscito il 5 ottobre per Thaurus.

Ascolta TauroTape2 su Spotify:

TRACKLIST:
1. La droga è femmina
2. Marilyn
3. Dieci ragazze
4. Red Wine
5. Labile
6. Riflesso
7. Tempo
8. Napoli
9. 2004-2005 feat. Tutti Fenomeni
10. Compasso
11. Vieni con me

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