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Cosa ho imparato facendo sesso con coppie sposate

Fare sesso con le coppie è facile, indolore, e all'inizio stimolante. Ma può anche rivelarsi molto meno soddisfacente di quanto vi immaginiate.

di Marco; come raccontato a Niccolò Carradori
02 ottobre 2019, 8:57am

Illustrazione di Rino Lionetto.

C'è stato un periodo della mia vita in cui per masturbarmi non guardavo video porno, ma spulciavo gli annunci delle coppie scambiste su siti come Bakeca Incontri o Morenasex. Mi piaceva guardare le loro foto amatoriali, leggere le descrizioni e le richieste, e immaginarmi come sarebbe stato incontrarle. Spesso, se pubblicavano il numero, le chiamavo anche al telefono. Mi piaceva quella situazione un po' surreale: parlare con uno sconosciuto della possibilità di incontrarci per fare sesso con sua moglie.

Capiamoci: non c'è niente di eclatante nel fantasticare di fare sesso con una coppia sposata, o per una persona sposata voler vedere il proprio partner farlo con un'altra persona. Il cuckolding è uno dei termini sessuali più cercati, e come riferisce Justin Lehmiller, ricercatore del Kinsey Institute e autore del libro Tell Me What You Want, la fantasia sarebbe rintracciabile, a vari livelli, in più del 30 percento della popolazione.

A un certo punto, però, l'idea di fare sesso con coppie sposate era diventata una fissazione per me. C'erano vari elementi in gioco: il fatto che prima di incontrarti solitamente una coppia vuole valutarti fisicamente e personalmente in modo molto diretto (quindi la questione dell'essere desiderabili), la tensione che immaginavo crearsi al momento dell'incontro. Erano persone totalmente normali quelle degli annunci, nella maggior parte dei casi sopra i 40, e mi eccitava il fatto che avrebbero potuto essere i miei vicini di casa. O le amiche di mia madre che da ragazzino spiavo in spiaggia quando si rigiravano sul lettino con il costume slacciato, e per cui invidiavo i mariti.

Così una sera ho deciso di smettere di trastullarmi e di andare fino in fondo, e ne parlo qui perché se la prospettiva del cuckold—il marito—è spesso raccontata, quella del cosiddetto bull lo è molto meno. Ho iniziato a rispondere a vari annunci, e alla fine, dopo un lungo scambio di foto e di messaggi, ho trovato una coppia della mia città interessata a incontrarmi. All'epoca avevo 26 anni. Dieci anni più tardi, frequento ancora abitualmente siti per coppie, e i club privè del centro Italia.

Il primo mito che ho visto frantumarsi quando ho cominciato ad avere questi incontri è stato quello dei cuckold, appunto. Fino a che era soltanto una fantasia, mi immaginavo che la maggior parte delle coppie fosse di quel tipo: col marito che gode a essere contemplativo, e a farsi umiliare mentre la moglie fa sesso con un uomo più prestante. Invece non ne ho trovata praticamente nessuna così. Nella quasi totalità degli incontri che ho fatto il marito è stato partecipe, non passivo, e qualche volta con fantasie bisex (anche se sono sicuramente di più i mariti etero che vogliono mettere la moglie al centro dell'attenzione). Io stesso, proprio grazie a questo genere di incontri, ho scoperto di trarre piacere dal praticare sesso orale a uomini.

Un'altra cosa di cui mi sono reso conto frequentando questo mondo, è che contattare una coppia che pubblica un annuncio è un po' come inviare un curriculum sessuale: spesso già nel testo è specificato che nella mail di risposta devono essere scritti i centimetri di "dotazione", l'altezza, e il peso. Alcuni annunci includono anche dettagli, come la barba: inserita fra le preferenze, oppure indicata come "no" insieme ai baffi o i "palestrati"—molte coppie vogliono incontrare uomini che ci curano e che tengono al proprio corpo, ma non eccessivamente.

Tendenzialmente le coppie alle prime armi si riconoscono negli annunci perché sono quelle che forniscono più dettagli irreali: si aspettano di trovare un terzo in comodo fisicamente impeccabile, con fascino, che sappia assecondare alla perfezione una loro particolare fantasia sessuale, e che sia disponibile a inviare foto del volto a scatola chiusa (mandare foto del viso a coppie che ancora non si è incontrato è una follia, perché i siti di incontri sono pieni di scammer). Generalmente sono il tipo di coppia che sparisce dopo che avete fissato un appuntamento perché non ha ancora le idee chiare. Quando vedo un annuncio di una coppia con due o tre foto del fisico di entrambi, una descrizione minimale ma chiara, e un paio di requisiti tassativi (ma realistici) che si devono possedere per incontrali, capisco che esiste davvero la possibilità di fare sesso.

Può sembrare freddo e un po' smorzante il fatto di doversi presentare in questi termini per venire valutati, ma per me è la parte migliore. Mi eccita l'idea di mandare le mie foto a degli sconosciuti, di farmi valutare fisicamente, e spesso chiedo ai mariti (solitamente il contatto fra la coppie e il singolo è inizialmente gestito dal marito) di inviarmi dei vocali su whatsapp delle mogli che commentano il mio corpo e il mio pene.

Il club privè è un'esperienza ancora più forte da questo punto di vista, perché la scelta avviene dal vivo e non tramite internet, dando alle coppie la possibilità di essere esplicite nel dimostrare interesse. Se lì al bancone che parli, e ti si avvicina un marito per chiederti se ti va di conoscere sua moglie. Dietro, c'è lei che ti fissa.

A pensarci, sono questo genere di situazioni che continuano ad attrarmi. Anche perché, e qui scendiamo in uno dei punti centrali della questione, il sesso vero e proprio non è così soddisfacente. Almeno per come piace a me. Il coinvolgimento fisico è più meccanico, in questi incontri—non solo perché non ci si conosce ancora, ma soprattutto perché le coppie sono spesso egoriferite durante il sesso a tre. Come a dire: noi abbiamo una fantasia, e tu sei l'oggetto per esaudirla.

A volte le mogli continuano a parlare con me attraverso il marito, anche durante il sesso: se quello che sto facendo gli sta piacendo, lo dicono a lui e non a me. Una volta mi è capitato di fare sesso con una moglie che non mi ha rivolto la parola per tutta la serata, come se volesse che il nostro rapporto fosse mediato dal marito anche dopo la conoscenza via internet e le telefonate. Anche se sembrava molto coinvolta, mi avrà detto due o tre parole in quattro ore. Che da una parte è sia molto eccitante, sia un po' straniante: in una situazione come quella devi avere un bel po' di fantasia e voglia di fare sesso per riuscirci senza che sembri una recita.

In sostanza, è più un piacere cerebrale, per me, che non una soddisfazione sessuale vera e propria. Un piacere che mi porta a contatto—altra cosa da specificare, visto che molti danno per scontato si tratti di chissà cosa—con persone normalissime, con lavori normalissimi, e magari un paio di figli (una volta è capitato di interrompere un incontro perché il figlio della coppia che stavo ospitando era stato beccato positivo all'alcoltest all'uscita da una cena. È stato surreale: hanno cominciato a discutere fra loro mentre si rivestivano, e io me ne stavo lì in piedi, zitto, con il pisello duro).

A distanza di dieci anni, anche se più volte nel corso del tempo mi sono detto che alla fine non ne vale la pena, quasi ogni settimana torno a controllare i vari siti per vedere se ci sono nuovi annunci.

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