La leggenda dei fratelli Gallagher

La leggenda dei fratelli Gallagher

A giugno arriveranno in Italia sia Noel che Liam, ripercorriamo l'epica del loro rapporto tra successi con gli Oasis, dispetti, insulti e speranze di reunion.
14 marzo 2018, 5:19pm

" Liam non si presentò al nostro concerto al V Festival perché era sbronzo. Diceva di avere la laringite, o qualcosa di simile. Nei media parlarono molto male di noi, e lui era convinto che io fossi una sorta di burattinaio dei media inglesi. Arriviamo a Parigi e lui comincia a insultare giornalisti chiamandoli per nome, dicendomi di dire a persone che non ho mai conosciuto che lui li avrebbe ammazzati di botte. Io non avevo idea di quello che stesse dicendo".

Così Noel Gallagher ha raccontato l'inizio del litigio che ha portato alla fine di una delle ultime grandi rock band del secolo scorso. In un backstage di Parigi, tra chitarre brandite come mazze e dichiarazioni di resa cinque minuti prima dell'inizio di quello che sarebbe stato il penultimo concerto del tour di Dig Out Your Soul. Il giorno dopo gli Oasis avrebbero dovuto suonare in Italia, ma quello show non ci sarebbe mai stato. La fine di una delle grandi esperienze chitarristiche dell'ultimo decennio del Novecento era arrivata così, dal nulla - non con uno schianto, ma con un lamento.

È da tempi biblici che il rapporto tra fratelli viene raccontato attraverso la narrazione del conflitto, e lungo il corso della storia sono stati molte le reincarnazioni di Caino e Abele. In ambito musicale viene facile pensare ai fratelli Ray e Dave Davies, che condivisero lungo la loro vita privata e la loro esperienza nei Kinks gravidanze, tentativi di suicidio e innumerevoli scontri più o meno pubblici. Una delle più famose, ampliandoci ad altri ambiti, è quella dei fratelli Adi e Rudi Dassler. Nel 1924, fondarono assieme una fortunata fabbrica di scarpe. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, un aspro litigio li portò a separarsi e a fondare due brand che hanno fatto la storia dello sportswear: Adidas e Puma.

Ora, non che i Beady Eye di Liam o gli High Flying Birds di Noel abbiano avuto lo stesso impatto culturale sul mondo Occidentale di Adidas e Puma, ma è affascinante capire come due personalità estremamente forti tendono a reinventarsi una volta che il legame di sangue che li unisce diventa secondario rispetto al proprio benessere. È dallo scioglimento degli Oasis che il rapporto tra i due fratelli di Manchester, impegnati nei rispettivi progetti solisti, non ha fatto che continuare a incrinarsi tra frecciatine taglienti e finte riconciliazioni. Questo però, unito alla loro lunga storia di screzi, non ha fatto che aumentare il loro potenziale leggendario.

Già nel 1994 Noel abbandonò la band per ripicca dopo che Liam aveva sbagliato apposta il testo di "Live Forever" e gli aveva dato una tamburellata in testa. L'anno seguente, Noel restituì il favore al fratello colpendolo in testa con una mazza da cricket perché si sentiva disturbato da una sessione d'ascolto che Liam aveva organizzato nello studio dove stavano registrando (What's The Story) Morning Glory?. Nel 1996 Noel sostituì il fratello durante le registrazioni di una puntata di MTV Unplugged, e Liam pensò bene di gridargli contro durante l'esibizione prendendolo per il culo per la sua voce. Già solo il loro rimanere assieme negli anni, nonostante tutto questo e molto altro, è un piccolo, fantastico miracolo.

Liam Gallagher, fotografia promozionale. Credit: RANKIN.

Con la progressiva scomparsa della rockstar per come la intendiamo tradizionalmente - la persona che, con la forza di una chitarra e una canzone, fa cantare le folle con sé diventando una sorta di figura messianica combattendo al contempo contro la sua stessa natura guerresca - è ormai difficilissimo costruire attorno alla propria persona quell'aura fantastica propria del protagonista della favola e dell'epica. I fratelli Gallagher sono tra gli ultimi a esserci riusciti, sulla forza di una poetica universale ed edonista che nascondeva le numerose imperfezioni nel loro rapporto. "Mi troverai in una supernova di champagne nel cielo", cantava Liam, permettendo a chi lo ascoltava di toccare con mano il sogno di un eccesso; "Per strada si dice che il fuoco nel tuo cuore si sia spento", diceva in quella preghiera collettiva che è diventata "Wonderwall", parlando a un "tu" perfetto per essere reso simulacro degli affetti di chiunque fosse all'ascolto.

Quelle canzoni continuano a risuonare per i club, i palazzetti e i campi di mezzo mondo, ormai patrimonio della gente tanto quanto delle due anime infuocate che le avevano create. Sia Liam che Noel mettono nei loro set pezzi degli Oasis, decisi a non mollare la presa sull'ideale eredità della creatura musicale che hanno cresciuto assieme e di cui persero il controllo dopo il successo folgorante di (What's The Story) Morning Glory?, cadendo in un vortice droghereccio che li portò a creare il traballante Be Here Now. È come se, dopo album e album nati sotto un cattivo segno, i due avessero cominciato singoli percorsi di costruzione dell'identità che li hanno portati, lo volessero o no, a conclusioni piuttosto pacifiche in cui non è impossibile leggere la possibilità di una riconciliazione, anche solo come gioco narrativo.

Prendiamo uno dei pezzi più conosciuti dei Beady Eye di Liam, "The Roller": "Eccomi qua, a non odiare nessuno, arrivo, arrivo", cantava, dichiarandosi guarito dall'astio che aveva messo le radici tra le pieghe del suo cervello. In "Ballad of the Mighty I", Noel lasciava aperta la questione del destinatario del suo lamento di innamorato abbandonato: chi è che "ha seguito fino alla fine del mondo"? Una donna, forse - ma quando canta di "riunirci per un'ultima impresa" non sembra rivolgersi al fratello? Non è bello pensare che al posto del narratore e di Sally, in "Don't Look Back in Anger", ci possano un giorno essere proprio loro due, fratelli pronti a lasciarsi dietro tutto il male che si sono fatti?

Noel Gallagher, fotografia promozionale. Credit: Lawrence Watson

Fuori dalla forma-canzone, però, Liam e Noel sono stati ben attenti a dichiararsi sempre contrari a una vera reunion della band. In un continuo botta-e-risposta mediatico in cui è difficile distinguere gossip e realtà, i due hanno cercato di farsi impazzire insultandosi in vari modi. Ci fu quella volta ch Liam chiamò suo fratello "una patata" (e quelle altre in cui lo definì "un traditore della classe operaia", e "un cazzo di stalker", e "una ragazzina"). Ci fu quell'altra in cui Noel suonò delle forbici durante un'esibizione in TV per far arrabbiare Liam, riuscendoci. Ma a marzo 2015 Liam andò a vedere un concerto del fratello, e a dicembre 2017 pubblicò un tweet augurandogli un buon natale. I due, a quanto dichiarò, avevano "stabilito una tregua". Neanche un mese dopo, Liam twittò "Vaffanculo la tregua".

È difficile capire se Liam e Noel sono più simili a guerrieri vichinghi felici di passare l'eternità a guerreggiare nel Valhalla o ragazzini dispettosi che esprimono il loro affetto reciproco tirandosi coppini e facendosi pizzicotti. Da un lato continuano ad alzare l'asticella dello scontro scegliendo epiteti creativi per dirsi l'un l'altro quanto fanno schifo, dall'altro si ricordano ogni tanto della possibilità di smetterla di prendersi a (ormai metaforiche) bastonate. La fregatura è che entrambi giovano della leggenda che si è creata attorno alla loro rivalità. Che interesse hanno a seppellire l'ascia di guerra, i fratelli Gallagher, quando ogni loro dichiarazione che contiene il nome del fratello e/o la parola "Oasis" genera un ciclo di news attorno a cui si costruiscono gag, ipotesi e commenti?

Essendo prodotti dell'ingegno di due esseri umani assorti allo status di divinità del rock contemporaneo, gli album solisti di Liam e Noel farebbero parlare di sé anche se non venissero letti tramite il filtro del confronto. Quando Liam canta "Per quel che vale, mi spiace per il male che ho causato / Sarò il primo ad ammettere di avere sbagliato" nel terzo singolo tratto dal suo nuovo album solista, As You Were, è bello immaginare che nella sua testa ci possa essere anche il fratello tra i destinatari del pezzo. Ma fuori dalla cornice irreale della canzone, dobbiamo ricordarci che Noel è una persona che spostava i mobili di notte per convincere suo fratello che fosse tormentato dai fantasmi.


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Sono diventati simboli, i fratelli Gallagher, oltre la loro musica e la loro persona. Liam è un simbolo di spavalderia e spacconaggine. Nel nostro piccolo, ce ne siamo accorti quando anche uno degli esponenti più brillanti del nuovo rap italiano, Rkomi, gli ha dedicato una canzone: "Oggi mi sento così Gallagher, come Liam / Così Vasco, che se mi girasse il cazzo / Li rimando a casa propria". Noel, invece, è un simbolo di sapiente attendismo capace di trasformarsi, nel nulla, in fiera aggressione: felice di parlare di storie immaginarie nei suoi testi, ma anche di rispondere per le rime alle provocazioni del fratello e a non concedergli mai di dominare la conversazione sul loro rapporto.

La reunion degli Oasis è uno di quei frutti proibiti di cui gli Adamo ed Eva del rock non osano immaginare il sapore. Sarebbe una baraccata o una splendida riconciliazione? La leggenda dei fratelli Gallagher avrebbe lo stesso fascino su di noi se si concludesse con un lieto fine o ha bisogno di mantenere un aspetto tragicomico per continuare a tenerci incollati agli schermi ogni volta che sentiamo Liam e Noel riferirsi l'uno all'altro con termini squisitamente brit come "gobshite"? La risposta non c'è, per ora, ed è bello così. Come è bello, concludendo il nostro gioco interpretativo, di pensare alle parole di "The Masterplan" come se uscissero da quel pezzetto di coscienza che i fratelli Gallagher condividono: "Sta a noi rendere belle tutte le cose che ci succedono / Perché tutto quello che è stato e stato / E la risposta sta nello specchio".

Liam e Noel Gallagher suoneranno assieme al prossimo I-Days Festival, che si terrà tra giovedì 21 e domenica 24 giugno nell'area Expo di Rho, appena fuori Milano. Saranno in giorni diversi, uno il venerdì e uno il sabato, ma si sa mai che a uno dei due parta il ghiribizzo di restare un giorno in più, e magari di tendere una mano all'altro. Per ogni evenienza, ci saremo anche noi di Noisey con uno stand dedicato. Acquista i biglietti per il concerto e scopri il resto della line-up del festival.

Elia è su Instagram: @lvslei

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Recentemente abbiamo fatto intervistare Liam da una classe di bambini dell'asilo, questo è quello che è successo: