Fermati un attimo: cosa stai facendo in questo esatto momento? Perché sei qui, su questo articolo? Per caso ci sei arrivato perché hai letto il titolo e ti è sembrato potesse essere un qualcosa d’interessate da leggere mentre con una mano affondi le bacchette nel piatto di noodles, e nell’altra scorri freneticamente la bacheca di un tuo social media?Qualsiasi sia la risposta, non preoccuparti. Non ti stiamo osservando dalla telecamerina dei selfie del tuo cellulare. Semplicemente, dato il grado sempre maggiore di dipendenza dai dispositivi elettronici, è facile dare per scontato che questo tipo di comportamenti, soprattutto all’ora di pranzo, sia fra le abitudini di molti.
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Non che si tratti di un comportamento biasimabile, anzi. C’è qualcosa di confortevole ed estremamente rilassante in quello scenario che, preparata la cena, ci dipinge affossati nel divano con un piatto in una mano e il telefono nell’altra (o in alternativa con un episodio di 30 Rock sullo schermo davanti a noi). Userò le parole di Taranah, che in questo scenario ci sguazza, per provare a descrivere meglio le sensazioni sprigionate: “Io non riesco a mangiare se c’è silenzio. È terribile quando succede perché la mia mente inizia a navigare, finendo in acque che poi rovinano il momento e il pasto . Quando mangio voglio solo pensare a quello che sto facendo, voglio proprio perdermi tra le posate e la TV. È difficile da spiegare. Anche quando sono al ristorante le conversazioni altrui diventano la mia forma d’intrattenimento.”Anche Gbenga è dello stesso avviso. Lui ama particolarmente viziarsi con Netflix quando sta pranzando o cenando. “Preferisco sapere prima cosa guarderò. Lo scelgo proprio prima di sedermi in tavola. Capita davvero raramente ormai che io ceni e non stia guardando nulla. E quando succede, mi sento strano, come se ci fosse qualcosa di sbagliato in tutto ciò.”Al canto delle sirene degli schermi, però, risponde anche la gente dello spettacolo, che a quanto pare non è assolutamente immune dalle tentazioni degli schermi. A tal proposito, non molto tempo fa, T-Pain ha tweettato: “Non riesco a fidarmi di chi riesce a consumare un pasto intero senza guardare la TV. Io non riesco nemmeno a iniziare a mangiare finché non trovo il programma giusto.” Prevedibilmente, il tweet è diventato virale. E dico prevedibilmente perché era ovvio finisse subito nel vortice della nostra dipendenza da schermi.
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Arriviamo però alla parte seria di tutta questa faccenda: cosa c’è dietro questa nostra ossessione per i pasti davanti alla TV? La risposta, secondo gli esperti, non è univoca. A tal proposito Charles Spence, professore di psicologia sperimentale alla Oxford University, nonché autore di Gastrophysics: The New Science of Eating, ha invocato la presenza di diversi fattori concatenanti.“Molte più persone rispetto al passato, ora, vivono da sole, che sia per via di un divorzio, dell’età avanzata o di altri cambiamenti nella società. E non dobbiamo nemmeno dimenticare la perdita dei pasti in famiglia consumati tutti insieme. Quindi abbiamo semplicemente iniziato a cercare qualcosa che sostituisse le vecchie abitudini, rivolgendoci alla TV o ai computer,” spiega.Per Rae, imprenditrice, il binomio “TV più cena” è quasi imprescindibile, poiché conta anche come tempo di qualità da trascorrere con il proprio partner.“È uno dei pochi momenti che riesco a passare insieme alla mia dolce metà! Credo per me sarebbe difficilissimo smettere di mangiare davanti alla TV, ormai mi sono abituata così!”E se credete che un pasto consumato davanti a una puntata de Il trono di spade renda l’intera esperienza della cena o del pranzo più goduriosa, beh, potreste sbagliarvi.“Non credo ci siano prove sufficienti a dimostrazione di un effettivo incremento del sapore dei cibi mangiati davanti allo schermo della TV,” suggerisce Suzanne Higgs, professoressa del dipartimento di psicologia dell’appetito all’University of Birmingham. “È stato però scoperto che, quando mangiamo, il cibo è percepito come più saporito nelle fasi iniziali del pasto, per diminuire poi di appetibilità man mano che si va avanti. Questo crediamo sia dovuto al meccanismo mentale che ci intima di smettere di mangiare perché siamo sazi. La TV potrebbe funzionare da meccanismo di compensazione, mantenendo alti livelli di appetibilità più a lungo.”
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Sempre per continuare sulla scia degli studi scientifici, è stato invece comprovato il rapporto deleterio fra salute mentale e pasti consumati davanti alla TV.“Si tratta di un argomento su cui sono state effettuate svariate ricerche, e un sacco di pubblicazioni anche di altri gruppi di studiosi suggeriscono correlazioni fra maggiori quantità di cibo ingerito e schermi accesi durante i pasti, soprattutto rispetto a pranzi o cene senza distrazioni di alcun genere. È anche plausibile il senso di sazietà sia meno forte quando si mangia davanti alla TV,” continua Higgs.Cosa possiamo fare, allora, per scacciare via la dipendenza da schermi?“Chiunque abbia intenzione di prendere il toro per le corna e dare un freno a questa routine, dovrà un rivedere le proprie abitudini sociali. Consiglio quindi più pasti con gli amici o i familiari, riducendo perciò qualsiasi altro tipo di distrazione,” conclude Spence.Ricapitolando per un’ultima volta: cosa farete stasera? Allungherete il braccio verso il telecomando, o volterete le spalle alla TV per sempre?
Quest'articolo è originariamente apparso su Munchie UK.
Quest'articolo è originariamente apparso su Munchie UK.