Danza del cacao
Tutte le foto: Florian Hinder

Come ho provato a sballarmi con la Cerimonia del Cacao

Ma il potere del cacao non scorre per forza in tutti.
25.10.18

“Al cacao piace quando cantiamo per lui” dice Maywa. Sorride come se sussurrasse le parole nel microfono che ha di fronte. Non è l’unica con quella espressione beata sul viso. Tutti lì, sdraiati sui tappeti sparsi per tutta la stanza, sorridono felici. A questo punto penso che lo facciano tutti indiscriminatamente. C'è chi è generalmente scontroso, io invece sono generalmente sospettosa.

Maywa sta presentando la cerimonia del cacao, che sarà seguita da un rave, in cui i partecipanti cercheranno di accedere a uno stato di coscienza superiore, attraverso il cacao e la meditazione. Faccio parte dei partecipanti e sono incredibilmente nervosa. Il cacao è stato visto per anni come il superfood degli dei. Ma il nome non è completamente arbitrario, visto che il termine latino della pianta del cacao, Theobrama Cacao, può essere tradotto letteralmente come 'cibo degli dei. Ma può questa roba farci sballare davvero? Questo è quello che voglio scoprire. Anche se dovrò cantare in una tazza di cioccolata.

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Da una prospettiva scientifica, l’eccitazione provocata dal cacao sembra reale - per lo meno in parte - da uno studio pubblicato da un team svizzero di psicologi dell’università di Berna e Zurigo. Attraverso dei test su 65 soggetti maschili è stato rivelato che “Il cioccolato fondente, grazie ai flavonoidi presenti nel cacao, previene le reazioni fisiche allo stress, bloccando i trasmittenti che attivano l’ormone nelle ghiandole adrenaliniche”, secondo Petra Wirtz, a capo delle ricerche. Più semplicemente: il cacao calma i nervi.

Oltretutto, lo psicologo britannico Ian Macdonald ha scoperto che il flusso di sangue al cervello scorre meglio grazie al cacao. “Questo può aiutare a risolvere problemi sul breve periodo e ad aumentare la soglia d’attenzione. Probabilmente queste ricerche scientifiche hanno influenzato il trend del “molla la coca per il cacao”, che si trascina da due anni nei club berlinesi.

Ma nonostante i risvolti scientifici il cacao non è né dolce, né delizioso. Sono abbastanza convinta che bere cioccolata e meditare non mi farà sentire come quando mi faccio una canna.

Danza del cacao

La mia droga per la serata. Ma senza il latte, perché pare che rovini la magia.

Indipendentemente da tutto questo, non sono una persona molto spirituale. Non credo in Dio e non affiderei il mio destino nelle mani di una potenza superiore. Ma comunque, sono qui, seduta per terra su un tappeto a guardare altre venti persone che non conosco, tutte sorridenti.

Ho scelto, strategicamente, di mettermi sul tappeto vicino all’uscita. Mi son detta che da quella posizione avrei goduto di una visuale distaccata e oggettiva, adatta a un report giornalistico. Ma so che è una cazzata; in verità ho paura di essere etichettata come una non credente e d’esser sbattuta fuori.

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Il fatto che culture indigene come quella dei Maya o degli Aztechi, usassero il cacao nelle loro cerimonie per mettere i futuri sacrifici umani in una sorta di trance, prima dell’accesso al macello, non migliora la mia nausea.

Danza del Cacao

In un punto della stanza c’è una sorta di altare e sopra ci hanno messo la consolle del Dj . Negli angoli ci sono delle luci a intermittenza e davanti all’altare ci sono coperte, tamburi e legnetti. Della musica rilassante fa da sottofondo.

Gli eventi religiosi si tengono qui, dice Christian, uno dei padroni di casa. Viene usata come una chiesa evangelica. Oggi è a disposizione della comunità conosciuta come Echoes from Venus. “È molto bello che si svolgano sempre qui, così basta rilasciare la propria energia in questo luogo e ti sentirai subito a casa”.

I partecipanti sono seduti con la schiena completamente dritta e sembrano molto rilassati, come se fossero appena tornati da un ritiro di yoga. Nel frattempo, sto lottando col fatto di non sentire più le gambe, che hanno iniziato a lasciarmi da quando mi son messa nella posizione del loto. Sono lì come un tipo del Berghain che va a un rave party a Goa. Inizio a sentirmi poco a mio agio. La gente qua si abbraccia un sacco. Anche a me piacciono gli abbracci. Forse le cose non saranno tanto strane come mi aspettavo.

“È una calda sensazione che scorre in tutto il mio corpo, l’area attorno al cuore inizia a fremere.”

Le mie aspettative stanno per essere confermate o smentite. L’inizio della cerimonia è condotto da Aluna, una coppia composta da Steffen Kirchhoff e sua moglie, che si fa chiamare Maywa. I due si sono incontrati a un festival in Colombia nel 2016 e da quel momento non hanno smesso di diffondere il verbo del cacao.

Mawya ha vissuto per due anni nella giungla peruviana con la tribù Shipibo- racconta Steffen- e si è profondamente radicata nel mondo vegetale. Chiama il cacao “la medicina dell’amore” e ha buttato giù anche qualche verso: “quando bevo cioccolata, sento il calore nel mio cuore, mi fa sentire onorata, eccitata, grata e allo stesso tempo mi connette con la Terra”.

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Steffen è assolutamente entusiasta dello sballo naturale provocato dal cacao. “È una calda sensazione che scorre in tutto il mio corpo, l’area attorno al cuore inizia a fremere. In più il cacao aiuta ad aprirmi con le persone e a essere più amabile con loro”.

Danza del cacao

La cerimonia del cacao

Prima che ‘Mamma cacao’, come Maywa chiama il liquido marrone nelle nostre tazze, possa fare effetto, cantiamo un po’. Mi aspetto il peggio, ma sono sorpresa: la voce di Maywa non mi manda in trance, ma mi rilassa.

Nonostante il mio scetticismo, credo che né Maywa né Steffen siano degli impostori con una montagna di soldi, con al seguito un gruppo di hippie senza senso. Sono in connessione con loro e con il cacao, e mi lascio cullare dalla canzone indigena, annusando la tazza di cacao, che profuma deliziosamente di cioccolato.

Finalmente Steffen e Maywa danno il segnale, possiamo bere la cioccolata. Sorprendentemente, questa cosa che profuma di cioccolato sa di preservativo. Riesco a percepire solo una lieve nota di cioccolato. Il resto del cacao crudo, messo in infusione in acqua bollente, proviene da Bali e dal Perù, e il risultato sa di grasso(unto), nocciola, è amarognolo e sa, appunto, di preservativo.

Riesco a buttar giù metà della tazza, fino a che il mio stomaco inizia a indolenzirsi. Maywa ci chiede di sdraiarci sulle coperte. Ci sta portando nel percorso meditativo, ma io ho chiaramente perso il volo. Appena Maywa ci spiega come planare in aria, precipitandoci in un oceano in cui si può respirare, uno dei partecipanti tossisce fortissimo, come se avesse ingoiato un sorso d’acqua meditativa. Non posso aiutare, solo ridere. Sono abbastanza sballata?

Danza del Cacao

Il momento dell'eccesso: la tazza di cioccolata

Non ho idea di quanto tempo sia passato durante il percorso meditativo, ma ora Maywa ci ha riportato alla realtà, da qualche parte dove son sempre stata. E sono delusa. Non dalla cerimonia, ma da me stessa. La mia mente era super presa nella ricerca del piano trascendentale in cui gli altri sembravano stare.

Mano nella mano cantiamo l’ultima canzone insieme e sento un incredibile senso di comunità. Ma io non provengo da nessuna comunità. E questo mi rende triste. Mi bevo il resto della cioccolata e cerco di riaprirmi alla musica, spostatasi sull’altare del DJ. Ma la parte movimentata della serata è finita.

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Steffen mette delle tracce lente, mentre Maywa continua a cantare con una voce melodiosa. Gli effetti del cacao sembrano trasparire su tutti, tranne me. Una donna corre in cerchio. Un’altra si leva la maglietta. Una coppia limona su una coperta. La gente si abbraccia a vicenda e un uomo sta da solo ad applaudire.

Appena un uomo inizia a massaggiare il suo compagno, mi viene in mente che il cacao agisce anche come afrodisiaco. Anche Casanova era un presunto fan della fava, e uno dei forum dedicati al cacao avvisa che può trasformarti in un vero e proprio mostro del sesso. Ma a parte un po’ di formicolio e un giramento di testo, non avverto niente.

Danza del Cacao

I partecipanti alla Cacao Dance sono in trance

Mentre uno dei partecipanti balla con l’espressione di un bambino, ne approfitto per parlare con Christian. “Non c’è meditazione giusta o sbagliata”, mi dice. Suggerisce per la prossima volta di non concentrarmi troppo su “cosa lavora e cosa no”, ma di lasciarmi semplicemente andare, vivendo ogni singolo momento dell’esperienza.

“La meditazione è completamente differente per ciascuno. Non devi sforzarti a stare seduta nella posizione del loto, sperando freneticamente per l’illuminazione”, dice in maniera rassicurante. Per lui la miglior meditazione è il free climbing “perché posso ribaltarmi e svuotare la testa”.

Il mio vicino sente scorrere il cacao. Mi dice, sorridendo, che basta muoversi un po’. “Mi sento gli occhi pesanti quando ballo, cosa mai capitata in altre situazioni”. È una sensazione particolare, spiega, “so che qualcosa sta passando sul mio corpo, ma non riesco a individuarla”. Fa fatica a paragonarla ad altre droghe più pesanti.

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Guardando gli altri ridere e ballare, sembra che anch'io non smetta di ridere. Ma non so se è stato il cacao o la gioia della gente attorno a me. Alla fine, non mi importa. Anche se sulla via del ritorno ero completamente sobria, ho dannatamente speso bene il mio tempo lì.

Nota editoriale: il traduttore tedesco che ha lavorato a quest’articolo è un fan del cacao e scrive, “puoi assolutamente sballarti col cacao. La sostanza è chiamata Theobromina (stiamo parlando del seme o della fava), o cibo degli Dei, che produce triptofano, precursore della serotonina. In breve, è la versione leggera del MDMA, senza una lunga durata e senza la fase down. Se assumi abbastanza cacao in poco tempo e bevi un sacco di mate, circondato da musica che ti fa stare bene, inizi a ridere ininterrottamente e vuoi ballare. Son tutti scettici quando glielo dico, ma ho già convertito tre dei miei più cari amici.

Questo articolo è apparso originariamente su Munchies Germania

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