Food by VICE

Un libro di ricette vegetariane anni '30 vi dice che mangiare gli animali è sbagliato perché impuri

Il libro "Cucina vegetariana e naturismo crudo" scritto dal duca Enrico Alliata di Salaparuta vi spiega perché mangiare animali è sbagliato e vi fornisce ricette illuminanti per l'estate.

di Samanta Cornaviera; foto di Alice Gemignani
25 luglio 2018, 9:13am

Tutte le foto di Alice Gemignani per Munchies Italia

Bisogna respingere “il preteso bisogno di ricorrere ad un pigro e degradante parassitismo non degno della nobilità dell’essere umano, sia come etica individualità che come entità biologica.”

Attenzione! Questo non è un post per necrofagi! Sia chiaro, inteso nell’accezione primonovecentesca del duca di Salaparuta, cioè: impuri mangiatori di carne di animale morto, adoratori di brasati al barolo, divoratori di fritture di paranza, fiorentine, trippe e pajate.

Insomma, trattasi di curiose pietanze vegetariane old style contenute in quella perla rara che è il manuale di gastrosofia* naturista intitolato Cucina vegetariana e naturismo crudo, pubblicato da Hoepli nel 1930. A firmarlo fu il nobile teosofo** buongustaio Enrico Alliata di Salaparuta (1879-1947), già ricco possidente, erede di una dinastia di produttori vinicoli palermitani - nonché nonno di Dacia Maraini, sacerdote dell’enologia moderna, agronomo esperto, imprenditore illuminato e sperimentatore esoterico nel tempo libero.

Ah, signora mia, non ci sono più uomini così! Conosceva il mondo, sapeva cucinare ed era pure un bell’uomo, con due occhi azzurri come il mare cristallino di Mondello. Fosse ancora vivo, sarebbe di certo un giudice di qualche talent show culinario e oggetto del desiderio per noi massaie cinquantennials.

Foto del Duca Enrico Alliata

Un figo vero, il duca, convinto che si potesse godere dei piaceri della tavola anche senza ricorrere al sacrificio animale, per il rispetto che si deve alla vita in tutte le sue forme ma, sopratutto, perché sono esseri inferiori e quindi impuri. Per assurgere alla purificazione rigeneratrice di corpo e spirito è quindi necessario respingere “il preteso bisogno di ricorrere ad un pigro e degradante parassitismo non degno della nobilità dell’essere umano, sia come etica individualità che come entità biologica.”.

Una convinzione che potevano permettersi in pochi, a quel tempo. Per tutti gli altri, per il popolo, era già tanto riuscire a portare in tavola qualcosa di nutriente e saziante.

Foto Alice Gemignani

Il suo manuale inizia con la spiegazione del significato di Vegetarianesimo: Derivato dal verbo vegetare serve a definire quel regime di vita ritenuto il più razionale per far vegetar bene il corpo umano. Esso dunque non si limita al solo nutrimento di quest’ultimo, ma a tutto quanto concorre al perfetto successo del suo processo vegetativo. Ad un regime di alimentazione pura, ricavata da tutto ciò che la Natura ci offre spontaneamente, deve corrispondere un regime di vita d’indole etico e profilattico ugualmente puro ed in armonia con le leggi della Natura.

Non si tratta solo di mangiare in maniera naturale e igienica, ma di interpretare in questo senso l’intero canovaccio della nostra esistenza. Il che non significa privarsi dei godimenti della vita e della tavola, anzi, ma di viverli con più lucidità e con una sana e rigorosa predisposizione alle gioie della vita.

“Per quando dunque l’uomo possa benissimo alimentarsi al completo, anche con un pugno di semi e della frutta, non si deve rinunziare, quando si può, all’ora del pranzo che, anche modesto, rappresenta nella nostra vita un momento di retta e sana letizia; nel quali si ristabilisce ed esalta l’intera armonia delle forze e dei sentimenti. Non si può mangiare ed assimilare bene il cibo se non ci si nutrisce sanamente, misuratamente con alimenti puri ed in fraterna compagnia.

MENS SANA IN CORPORE SANO

Nelle quasi 400 pagine del manuale, il duca non si limita alla descrizione delle pietanze, ma disserta di alimentazione naturale da vero esperto e propone rigorosi regimi alimentari per malati, vecchi, affetti da eczema, gottosi e obesi. Sei fette d’anguria, un pompelmo, una fetta di pane crudista con 50 gr. di formaggio fermentato per colazione e vedi come ti sorride la vita (e la bilancia)... Nota fortemente negativa di tutto q

Questo bel discorso: l’alcool non è ammesso, mai. Al massimo, il duca di Salaparuta, contro il suo stesso interesse, consiglia un buon bicchiere di vino, ogni tanto perché, al contrario degli alcolici come Rhum o Gin, il vino contiene numerose componenti salutari per il nostro corpo.

Tra le mille “formole” naturiste, saltano subito agli occhi nomi bizzarri come la Salsa Pik-pacchio, le ricette alla D.E.A.S (acronimo del suo nome e cognome) o le meravigliose pseudo” ricette, che ricalcano i piatti tradizionali italiani privandoli della componente animale, sostituita da fagioli o lenticchie, melanzane o ricotta: lo pseudo-rognone al Marsala, la pseudo-trippa alla pizzaiuola, la pseudo-minestra di tartaruga o, ancora, il paté di finto fegato che abbiamo preparato con la veg-etic-chef Marzia Riva.

Marzia Riva

Stessa parvenza, consistenza simile e un ottimo sapore.

LE RICETTE VEG ANNI '30

Chissà che pranzi e che pique-nique organizzava il duca nella sua splendida villa Valguarnera di Bagheria, alle porte di Palermo. Con la chef Marzia Riva abbiamo pensato di riproporre alcune pietanze adatte a un bel pranzo all’aperto, estivo, senza variare le ricetta originali. Trovate dei deliziosi panini fritti con verdure, il finto paté fatto con ricotta, panna e l’immancabile cipolla, il pane crudista (!) e un'insalata leggera. Provateli, non ve ne pentirete.

Marzia Riva è una cuoca vegana, cura il blog La taverna degli Arna, collabora con giornali, tiene corsi di cucina vegana e fa la cuoca a domicilio. Si è formata all'Accademia di Pietro Leeman a Milano, dove è stata a sua volta insegnante. Ma, sopratutto, è una gran bella persona e una gastrosofa naturista, per dirla alla D.E.A.S.

PANE ANAZUCCHERINO CRUDISTA

(Beh, si, buonino. Crudino, amarino. Gnucchettino. Ecco, è piaciuto molto alla gallina, che se l’è becchettato senza tregua. Per il resto, anche no, grazie.)

150 g di farina di timilia integrale
60 g circa di acqua
15 g di olio extra vergine di oliva
8 g di cremor tartaro

In una bastardella unire la farina, un pizzico di sale e l’olio. Unire a filo l’acqua mescolando con le mani il composto per amalgamare fino ad ottenere un impasto omogeneo. Lavorare con le mani l’impatto e suddividerlo in tre panini di egual misura e peso. Trasferire i panini in un’altra bastardella o contenitore di acciaio e metterlo sottovuoto. Posizionare il contenitore nell’essiccatore e avviare il programma a 50 gradi per 18 ore. Verificare la “cottura del pane” e se necessario proseguire il programma fino a cottura ultimata.

PSEUDO-PASTICCIO DI FEGATO GRASSO DI STRASBURGO

Questo piatto invece spacca. Consistenza e colore molto simili all’originale foie gras, con il burro di cocco che sembra proprio grasso animale e un gusto finale incredibilmente piacevole.

Ricotta gr.350
burro gr.100
grasso di cocco gr. 50
vino rosso secco decil. 1
aromi
tartufi neri
panna 1 decilitro

Arrostate la cipolla nel burro sbagnando col vino, mettetevi la ricotta aggiungendovi l’erbetta, spezie, sale, noce moscata ed un chiodo di garofano. Fate cuocere pestando e mescolando continuamente e quando sarà denso colorate con zucchero bruciato o caramellino, e stacciate unendovi la panna. Mettetevi abbondanti tartufi neri tagliati a dadi, ponete in terrina e coprite con uno strato di grasso di cocco sciolto al calore. In mancanza si usi del burro. Si può mettere anche nella pasta per pasticci freddi o in gelatina.

NUVOLATA TRIPLA SOSTANZIATA CRUDA

Propongo questa semplice insalatina come piatto per l’estate 2018! Buonissima! Marzia ha seguito la ricetta originale, preparando una majonese vegana allo zenzero davvero fantastica di cui vi riporto la formola.

Raspate mezzo kg. di mele aspre e fate un primo strato, seminatevi cumino e noci peste, indi con altra raspatura di 6 carote fate un secondo strato, coprite con una majonese vegetale e spolverate con mandorle pestate e tritate oppure con altro seme macinato. Far cadere le raspature sul piatto senza rimestarle.

Mayo veg allo zenzero:

50 ml di latte di mandorla min al 10% (autoprodotto 100 g di mandorle al naturale con 1 lt di acqua, frullate in blender e filtrato);
120-150 g di olio di girasole alto oleico;
25 g di succo di limone filtrato;
15 g di succo di zenzero; un pizzico di sale.

Nel bicchiere del frullatore unire il latte, un pizzico di sale, il succo di limone e il succo di zenzero. Frullare con un movimento verticale per far inglobare aria e versare a filo l’olio di girasole fino a quando la salsa non si addensa.

Per ottenere il succo di zenzero: grattugiare finemente un rizoma di zenzero. Trasferire la polpa in una garza dalle maglie fini e spremere per ottenere il succo.

PAGNOTTINE D.E.A.S.

È fritto, volete che non siano buone? Direi anzi che sono buonissime, ma pesanti come un macigno. Consigliate a inappetenti o adolescenti vegetariani in fame chimica

Prendete 6 panini rotondi raffermi anche di un giorno, grattatevi tutta la parte esterna della crosta, tagliatevi con la punta di un coltello un piccolo tappo tondo dalla parte di sopra e scavatevi col dito la midolla, lasciandoli così interi, ma vuoti di dentro. Riempiteli del seguente condimento:

Formaggio olandese gr. 150
gruviera gr. 200
pomodoro pelato e nettato dai semi gr. 200
prezzemolo tritato
sale e pepe
10 noci peste, se volete.

Tagliate i formaggi a dadini di 1 cm., il pomodoro ben asciutto a piccoli pezzettini e mescolate il tutto. Riempiti i panini, mettetevi il tappo, inzuppateli entrandoli ed uscendoli dal latte, senza farveli rimanere. Passateli a farina, indi a uovo sbattuto, e friggeteli a grand’olio.

__________________________________________________________________

VITA VEGETATIVA ATTIVA E VITA SPIRITUALE PENSATIVA SONO LE DUE INSCINDIBILI ESPRESSIONI DELLO SPIRITO CHE IN TALE SINTESI REALIZZA IL SUO ESSERE.

Location foto: Cascina Felice di Bareggio MI

*Gastrosofia: Il complesso delle conoscenze che concorrono a costituire un sapere teorico e pratico, unendo scienza dell’alimentazione, della cucina e del convito; con particolare riferimento alla scelta, manipolazione, presentazione dei cibi. Da Treccani.it

**Teosofia: Dottrina filosofico-religiosa che tende a combinare la conoscenza mistica con l'indagine scientifica, facendo derivare la conoscenza della natura da quella dell'essenza divina, reperibile nei testi sacri o posseduta per un'illuminazione diretta della divinità.
Fonte: Wikipedia

Segui Samantha Cornaviera
Segui Alice Gemignani

Segui MUNCHIES su Facebook e Instagram


Vuoi restare sempre aggiornato sulle cose più belle pubblicate da MUNCHIES e gli altri canali? Iscriviti alla nostra newsletter settimanali.