Tech by VICE

Il valore dei Bitcoin continua a salire, ma è tutto ok

Abbiamo chiesto all'esperto italiano di Bitcoin, Giacomo Zucco, fino a dove si può spingere la criptovaluta.

di Federico Martelli
05 dicembre 2017, 11:28am

Immagine via Shutterstock

Quattro anni fa, un misterioso utente di Reddit che sosteneva di venire dal 2025 — un'epoca in cui i Bitcoin hanno raggiunto un valore talmente alto che non ha neanche più senso esprimerlo in dollari, e l'economia e gli Stati come li conosciamo non esistono più — aveva riportato una serie di previsioni sull'andamento dei Bitcoin. Nel suo racconto distopico, il redditor pronosticava che il valore di un Bitcoin sarebbe salito a 10.000 dollari nel 2017.

Non tutti hanno preso sul serio questa previsione, eppure la scorsa settimana il valore dei Bitcoin ha superato i 10.000 dollari e tutto questo nonostante quest'anno siano avvenuti almeno due eventi che hanno messo alla prova la sua stabilità come l'hard fork di questa estate e la messa al bando delle piattaforme di scambio in Cina a settembre.

Dato che, come apprenderete nel corso dell'articolo, nel mondo ci saranno al massimo un paio di centinaia di persone che hanno una comprensione completa dell'argomento — e io non sono sicuramente una di quelle — abbiamo deciso che era il caso di interpellare un esperto per capire cosa stava succedendo. Neanche il tempo di organizzare per bene un'intervista, che il valore dei Bitcoin ha superato la soglia degli 11.000 dollari (e ora viaggia verso i 12.000.) Ma tutto questo avrà una fine?

Ne ho parlato al telefono con Giacomo Zucco uno dei massimi esperti italiani in materia.

Motherboard: Ciao Giacomo, allora quale valore dei bitcoin dovrò segnalare quando uscirà l'articolo? Sei sorpreso dal recente tasso di crescita?
Giacomo Zucco: Innanzitutto diciamo che non è mai saggio citare il valore dei Bitcoin, a meno che non si tratti di breaking news. Pensa a una delle ultime puntate di Big Bang Theory incentrata proprio sui Bitcoin: quando l'hanno preparata il loro valore si aggirava intorno ai 5.000 dollari, ma prima di andare in onda era già più che duplicato. Questa comunque non è neanche la bolla più sorprendente: i 10.000 dollari sono una soglia psicologica importante, ma il tasso di crescita di durante alcune "bolle" precedenti è stato molto più sorprendente. [Qui trovate una cronistoria dei principali eventi legati alla valuta virtuale, NdR.]

Ok allora non scrivo nulla sul prezzo. Se dovessimo ripercorrere le tappe che hanno portato a questo ultimo traguardo quali considereresti più rilevanti?

Ci sono state notizie preoccupanti e momenti rischiosi, come il primo "split" della rete, ad agosto, e la minaccia di un secondo "split", se non addirittura di un "take-over" di Bitcoin, a novembre, o la decisione della Cina di chiudere i mercati di scambio. Ma d'altra parte notizie positive, come l'adozione di Segregated Witness, i primi esperimenti con Lightning Network, i numerosi avanzamenti di ricerca e sviluppo, i primi satelliti che sparano blocchi Bitcoin dallo spazio — rendendo possibile il suo utilizzo anche in regioni come l'Africa dove la copertura di internet è più problematica — hanno contribuito senz'altro a far percepire l'infrastruttura come più solida.

L'altro riconoscimento fondamentale è stato l'annuncio dell'inserimento dei bitcoin nella lista di commodity del CME Chicago Mercantile Exchange, seguito da molte altre aperture analoghe. Ora si potranno fare dei contratti futures su questa particolare commodity, come sulle altre. Certo, si tratta di una commodity completamente digitale (la prima della storia) e di una commodity molto piú giovane delle altre, oltre che molto piú dipendente dall'infrastruttura digitale: l'oro rimane oro, anche senza Internet, mentre Bitcoin dipende fortemente dal funzionamento di Internet (anche se sono in diversi a sostenere che i bitcoin potrebbero sopravvivere persino ad un eventuale crollo di internet). Essendo il tasso di produzione di questa commodity fissato, inalterabile e conosciuto, le oscillazioni di valore dipendono solo dai cambiamenti nella domanda: fino a quando questa continuerà a crescere, anche il loro valore aumenterà.

Ok, ammettiamo che il valore dei Bitcoin continui ad aumentare, ma a un certo punto esisterà pur sempre un limite strutturale nella crescita della potenza di calcolo di una mining farm?
Esistono dei limiti fisici, il mining è un'operazione termodinamica che mostra alcune diseconomie di scala. All'aumentare delle dimensioni delle farm, aumentano anche i costi per mantenerle — bisogna raffreddare gli impianti e pagare premi sui contratti di corrente elettrica. Questo dovrebbe mantenere il mining abbastanza decentralizzato. D'altra parte, ogni attivitá economica porta ad un processo di specializzazione: alla fine, in ogni industria, le efficienze aumentano e le barriere all'ingresso crescono.

E questo può portare a infrangere le promesse di decentralizzazione della moneta?Nakamoto in alcuni commenti del 2010 aveva già previsto che il mining si sarebbe spostato all'interno di grosse farm. In generale, in economia, quando una determinato bene genera del valore economico, subentra un processo di specializzazione. Questo non costituisce un problema fino a quanto la produzione è in mano a più attori concorrenti, per quanto grossi, l'importante è che non ci sia un unico ente.

Per ora, l'unico aspetto veramente centralizzato del sistema è la produzione di chip. L'80% del mercato delle ASIC è controllato da Bitmain, un'azienda che ha sede in Cina — e questo potrebbe concedere alle autoritá Cinesi la capacità di influire a livello globale sul sistema.

Per tornare al discorso del limite fisico di estensione dell'infrastruttura, questo dipende anche dall'ottimizzazione della tecnologia su cui è basata. Nel momento in cui il tasso di obsolescenza delle ASIC diminuitá, si potrà utilizzare la tecnologia dell'infrastruttura anche per altri scopi, ad esempio per il riscaldamento.

Be' allora in questo caso sarebbero avvantaggiate le regioni a clima freddo. Non dovrebbero spendere per il raffreddamento ma anzi sfrutterebbero il mining per riscaldare. Questo potrebbe creare uno squilibrio portando ad un loro predominio?
Dato che le regioni fredde sono molto estese e sotto il controllo di diversi Stati, direi di no. Quello che può creare squilibrio è il costo dell’energia elettrica utilizzata nel mining. Ad esempio, uno dei motivi per cui in Cina sono nate delle farm di grandi dimensioni è che, da quelle parti, sono state create una grande quantità di dighe idroelettriche a causa di una pianificazione centrale insensata. Tutta questa energia non aveva spazio sul mercato. Così, in quella situazione, il mining è sembrato la soluzione ideale. Un paese tutt'altro che freddo in cui sarebbe molto conveniente minare, per esempio, è il Venezuela: nonostante i costi di raffreddamento superiori, lí praticamente la benzina costa meno dell’acqua. Purtroppo, però, dedicarsi al mining in Venezuela comporta rischi legali molto forti.

In definitiva, come descriveresti l’andamento dei Bitcoin nel tempo?

Alla lunga le news sull'aumento di valore dei bitcoin non attireranno più cosí tanta attenzione e il loro andamento diventerà più smussato, meno a strappi. Già negli ultimi anni la volatilitá, pure molto alta, é fortemente diminuita.

Come nel caso di altre nuove tecnologie, l'andamento dell'adozione di Bitcoin, e quindi anche del prezzo, può essere descritto da una curva a S. All’inizio, la crescita è piuttosto piatta mentre, dopo un certo periodo, ha un andamento che assomiglia a quello esponenziale. Ad un certo punto, si raggiunge una soglia di adozione oltre la quale è difficile crescere ulteriormente, e si torna a una crescita logaritmica. Nel caso di bitcoin, questa “esse” è piuttosto "frastagliata", visto che il mercato e molto poco profondo e soggetto a molti scossoni.

In termini concreti, questo andamento corrisponde a una serie di fasi: all’inizio, la nuova tecnologia è poco conosciuta, quindi circolano anche pochi soldi: ogni grosso player che entra fa schizzare in alto il prezzo, ogni grosso player che esce lo fa crollare. Al momento, i grandi fondi non sono ancora entrati in gioco, quando si decideranno potrebbe provocare un altro scossone di grandi dimensioni.

Bisogna sempre ricordarsi che più piccola è la capitalizzazione complessiva di un mercato, più facile è manipolarlo. Ora il mercato di bitcoin é difficile da manipolare sistematicamente, ma questi fenomeni si verificano quotidianamente con i suoi numerosi cloni, cosiddette "cripto-valute". Gruppi di trader si organizzano per comprare una nuova criptovaluta, fanno schizzare in alto il prezzo, generano interesse intorno in modo che altri decidano di investirci e poi iniziano a rivendere. Molti osservatori superficiali immaginano che questi aumenti di valore siano dovuti a motivazioni tecnologiche, ma spesso si tratta solo di marketing speculativo, arricchito da paroloni tecnologici scelti più o meno a caso.

E qui arriviamo al problema di quanto può essere rischioso investire nelle critpovalute.
Di fatto, al momento, credo che esistano solo circa 200 persone al mondo che hanno una comprensione completa di cosa sia Bitcoin e come funzioni. Molte altre, hanno una comprensione parziale, ma molti altri ancora non sanno proprio di cosa stanno parlando. Ovviamente coloro che non capiscono il fenomeno sono anche quelli che rischiano di farsi più male investendo nelle "altcoin".

Seguici su Facebook e Twitter