Cultura

Abbiamo chiesto perché a chi si è fatto tatuare dei meme

Immaginate di avere Harambe o una trollface per sempre impresse sulla vostra pelle: ma c'è chi non si pente di nulla.
Giacomo Stefanini
traduzione di Giacomo Stefanini
IT
3.11.20
Tatuaggio trollface tatuaggio harambe
Christine con il tatuaggio della "Trollface" e un anonimo con il tatuaggio di Harambe (non la stessa persona). Foto per concessione dei soggetti ritratti.

In questo momento preciso, esistono almeno 39 persone sulla Terra con un tatuaggio di Baby Yoda. Conosco questo dato grazie a un articolo dall’apprezzabile titolo “39 tauaggi di Baby Yoda che dimostrano che siamo tutti ossessionati da The Mandalorian”, che cataloga uno Yoda triste, uno Yoda serio, uno Yoda ballerino e uno Yoda che mangia una rana. Prova a riportare indietro la tua mente di 5000 anni, fino a dicembre 2019, per la precisione: ricorderai che Baby Yoda era un meme estremamente diffuso. Oggi, un po’ meno.

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È facile immaginare che chi si fa un tatuaggio di un meme poi se ne penta. Tutti i tatuaggi invecchiano, eppure la fragilità dei meme implica che il significato rischi di sbiadire prima ancora dell’inchiostro. Ma a questi impulsivi che si fanno tatuare un meme interessa? Per scoprirlo, ho chiesto direttamente ad alcuni di loro.

Trollface tattoo

Il tatuaggio "Trollface" di Christine. Foto per concessione del soggetto ritratto.

Christine, 31 anni, “Trollface”

I primi meme restano i più riconoscibili, perché prima dell’attuale epoca del “Fingere che tutto faccia ridere per non pensare all’attualità” un buon meme ci durava mesi, se non anni. Riconoscerete senza alcun dubbio il tatuaggio vicino all’ascella della 31enne Christine: il volto deformato dal ghigno di Trollface, che nei tardi anni Zero si trovava (e a volte si trova ancora) nelle vignette più popolari su Reddit e 4Chan.

“Ero adolescente quando l’ho fatto e penso che c’entrasse una generosa quantità di alcol,” spiega Christine. “Non so il perché di molti dei miei tatuaggi.” Christine dice che “non c’è un vero motivo” per cui si è fatta la trollface, ma che era “incosciente” ai tempi e permetteva a un amico che voleva aprire uno studio di tatuaggi di fare pratica su di lei gratis. Dice che i suoi amici trovavano divertente il tatuaggio, ma che non tutti lo riconoscono perché “a quei tempi non tutti conoscevano a fondo i meme come oggi.”

Oggigiorno, Christine dice che la trollface non le dà fastidio perché è facile da nascondere, anche se pensa che un giorno la coprirà per motivi estetici (non si abbina con il resto dei suoi tatuaggi). “Non mi pento di nessun tatuaggio perché sono tutti un po’ stupidini, non li prendo sul serio,” dice. “Ai tempi faceva ridere ed era una novità, ora immagino che dovrei esserne imbarazzata, ma non lo sono,” conclude ridendo.

RIP Harambe tattoo and cover-up

Il tatuaggio "RIP Harambe" e il suo cover-up. Foto per concessione del soggetto ritratto.

Anonimo, 23 anni, “RIP Harambe”

Alcuni sono destinati a essere riconosciuti per il proprio valore soltanto dopo la morte—come Van Gogh, Galileo, Harambe. Se per caso non conoscete l’ultimo di questi nomi, dovete sapere che Harambe era un gorilla di 17 anni che è stato ucciso da un colpo di fucile nel maggio 2016, dopo che un bambino era caduto nella sua gabbia allo zoo di Cincinnati. Immediatamente, il primate è diventato un meme: #RIPHarambe è entrato nelle tendenze di Twitter in tutto il mondo, si sono sparse leggende come quella per cui Harambe avrebbe ricevuto 11mila voti alle elezioni presidenziali e uno studente universitario se l’è fatto tatuare su una coscia.

“Il tatuatore ed io avevamo fumato insieme,” racconta l’anonimo, che si è fatto fare il tatuaggio una settimana dopo la morte di Harambe, mentre si trovava nello studio per farsi fare un altro lavoro. L’artista gli ha confessato di voler fare un Harambe, e così il nostro eroe gli ha risposto che poteva farlo a lui.

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“È stata una sua idea e io ero totalmente d’accordo,” racconta il 23enne. “Era una cosa da tirare fuori alle feste, una gag.” Ai tempi, alle feste per studenti che l’anonimo tatuato frequentava, arrivava sempre il momento di “uno shot per Harambe,” e dice che il meme aveva portato un po’ di gioia nel tumultuoso periodo delle elezioni in America. “Non voglio dire che abbia messo tutti d’accordo, ma un po’ è così.”

Eppure, nove mesi dopo essersi fatto il tatuaggio, lo studente ha deciso che “era venuto il suo momento”—lo descrive come “stupido” e “non più divertente come una volta.” È tornato dal tatuatore e si è fatto coprire Harambe con uno stormtrooper nero di Star Wars. “Non sono un grande fan di Star Wars, ma l’immagine era bella.”

A chi sta pensando di tatuarsi un meme, il nostro anonimo amico dice comunque: “Fallo,” aggiungendo però che potrebbe essere saggio scegliere una zona nascosta del corpo per evitare imbarazzo futuro.

White and Gold Dress Tattoo and Damn Daniel Vine Tattoo

I tatuaggi di Daniel. Foto per concessione del soggetto ritratto

Daniel, 30 anni, “Il vestito” e “Damn, Daniel”

Quel maledetto vestito—era nero? Oro? Bianco? Blu? A meno che tu non abbia inventato una macchina del tempo e quella macchina del tempo ti abbia incastrato nel 2015, probabilmente non te ne frega niente. Il 30enne Daniel invece non dimenticherà facilmente quel meme, visto che ce l’ha tatuato vicino al ginocchio.

“Me lo sono fatto perché era una discussione così antipatica,” ha detto Daniel, che si è fatto il tatuaggio il giorno dopo aver scoperto il meme. Dice che all’inizio vedeva il vestito blu e nero, ma “una sera dopo qualche drink” l’ha visto bianco e oro (ma nel tatuaggio ha messo i primi colori). Dato che Daniel lavora in uno studio di tatuaggi, gliel’hanno fatto gratis.

“Tutti l’hanno trovato divertente, gli unici che mi hanno detto che me ne sarei pentito sono state persone ignoranti e mentalmente chiuse,” dice Daniel. Dice che non pensa spesso a quel tatuaggio perché non ce l’ha sotto gli occhi e ha “il 75 percento del corpo coperto di tatuaggi”.

Un anno dopo, Daniel si è fatto un altro tatuaggio di un meme, questa volta in onore del Vine virale “Damn, Daniel”, in cui l’omonimo eroe veniva complimentato per le sue “Vans bianche”. Daniel (quello tatuato, non quello del Vine) dice che non saprebbe scegliere il suo preferito tra i due tatuaggi, ma che quest’ultimo “è stato meno discusso perché la gente non lo odiava come quell’altro”.

Daniel si è fatto fare il tatuaggio di “Damn, Daniel” perché si chiama Daniel—una frase che non dovrei aver bisogno di scrivere. Spiega che preferisce avere sulla pelle un pezzo unico, più che essere una di quelle centinaia di persone che si fanno tutte lo stesso tatuaggio preso da Pinterest. Dice anche che si farà tatuare un altro meme, se trova che il meme sia “abbastanza bello” e se gli resta abbastanza spazio sul corpo. “Non mi pento di nulla,” aggiunge. “I tatuaggi sono solo cose da vedere.”

@ameliargh