Cannabis

Fumatori di cannabis parlano di come è cambiato il loro rapporto con l'erba in quarantena

"Prima della quarantena ero un consumatore abituale, fumavo tutti i giorni. Negli ultimi due mesi ho praticamente smesso."
28 aprile 2020, 8:34am
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Foto Getty Images/Victoria Bee Photography.

Secondo i dati di una ricerca svolta tra il 14 e il 19 aprile dal produttore EasyJoint, durante la quarantena il consumo di erba legale—o cannabis light, contenente livelli di THC sotto i limiti di legge—è aumentato considerevolmente, anche grazie alla possibilità di acquistarla online e farsela recapitare tramite servizi di consegna a domicilio.

Chi cerca invece erba con una maggiore percentuale di THC, e si rivolge quindi al mercato illegale, starebbe incontrando difficoltà: come spiegato in una nostra recente analisi su sostanze e lockdown, la cannabis è diventata più difficile da reperire o molto più costosa, soprattutto per i consumatori occasionali. Abbiamo chiesto ad alcuni fumatori di raccontarci come la quarantena ha cambiato le loro abitudini, se sono passati alla cannabis light e che effetto ha avuto sulla loro salute e sui loro sogni tutto ciò.

Le loro risposte, raccolte in forma anonima, sono state accorciate e editate per ragioni di spazio.

Marco*, Lombardia

Mi considero un fumatore abbastanza abituale. Pur non avendo fatto scorte prima del lockdown, ho degli amici che me la procurano e ogni due settimane circa riesco a prendere una decina di grammi che consumo con la mia ragazza. So che alcuni hanno raddoppiato il prezzo per via del periodo, ma ho la fortuna di non aver dovuto ricorrere ai loro servizi. Quanto alla frequenza, di sicuro stando più tempo a casa capitano dei giorni in cui fumo fin dal mattino—ma considerato che sto lavorando, preferisco fumare solo la sera come facevo anche prima del lockdown.

Chiara*, Lazio

Sono sempre stata una fumatrice massiva di cannabis e dal 2007 circa il mio consumo è diventato quotidiano. Con l'aiuto del mio psicologo, mi sono resa conto che fosse più un modo per affrontare l'ansia che un'attività ricreativa e così, poco prima della pandemia, avevo iniziato ad alternare la cannabis con il CBD per iniziare a ridurre il legame psicologico con la sostanza. Quando è esplosa la pandemia ero in possesso di una quantità dignitosa ma, nonostante ciò, il mio consumo è crollato. Ora fumo in media due volte a settimana.

Cercavo di raggiungere questi ritmi da mesi fallendo sistematicamente, quindi mi sono fatta molte domande sul perché ora ci sia riuscita. Credo che sia dovuto a un insieme di fattori: la mia ansia nasceva soprattutto dal contatto sociale e dai ritmi frenetici, entrambi annientati dal lockdown; questo, insieme a nuove attività e a una neo-convivenza, ha ridotto sensibilmente i miei momenti di noia o angoscia. Dopo anni, ho ricominciato a sognare; ora la mia unica preoccupazione è non ricominciare ad avere un rapporto disfunzionale con la cannabis quando tutto questo sarà finito.

Enrico*, Lombardia

Non sono un gran consumatore, ma prima fumavo almeno una volta settimana. Ho ancora dell’erba acquistata prima dell'inizio della quarantena, ma ho smesso di fumare completamente da fine febbraio. Non è stato per niente difficile, perché è una cosa che faccio solo in gruppo. L'ho fatto perché non volevo andare in paranoia da solo, lontano dai miei affetti.

Alessandro*, Lombardia

Prima della quarantena ero un consumatore abituale, fumavo tutti i giorni. Negli ultimi due mesi ho praticamente smesso: sono riuscito a procurarmela solo una volta ma l’ho finita in una settimana, fumando decisamente troppo. Al momento mi risulta impossibile procurarmene altra, ma dopo un mese di astinenza non ne sento il bisogno. Ora non solo dormo meglio, ma ho cominciato a ricordarmi i sogni che faccio.

Elisabetta*, Umbria

Faccio uso di cannabis regolarmente, più volte al giorno. Prima dell'inizio della quarantena sono riuscita a fare un po' di scorta, ma sono comunque dovuta uscire un paio di volte per procurarmela. Essendoci riuscita abbastanza facilmente—nonostante nelle nelle ultime due settimane abbia avuto più difficoltà data la scarsità di offerta—non ho mai smesso di fumare del tutto, anche se ho un po' ridotto.

Personalmente, ho notato una differenza nella velocità con cui riesco ad addormentarmi: quando non fumo o quando non riesco a fumare la sera di solito ci metto un'ora a prendere sonno, mentre normalmente mi addormento in cinque minuti. Non ricordo quasi mai i sogni che faccio e quando smetto di fumare per un paio di giorni, se riesco a ricordare il sogno, solitamente è un incubo, anche abbastanza inquietante.

Andrea*, Lombardia

Normalmente ne faccio un consumo sporadico, ma ne ho sempre un po' in casa e non mi preoccupo troppo di rifornirmi. Ora che la scorta sta finendo non ho voglia di pensare a come procurarmene dell'altra perché mi sembra troppo complicato, quindi sto diradando molto il consumo intervallandolo con altro—olio di cannabis light, Xanax—per arrivare a fine quarantena e comprarne dell'altra. Se ci saranno altri periodi di isolamento penso che farò una scorta più sostanziosa.

Giovanni*, Lombardia

Sono un consumatore assiduo di cannabis. Le cose non sono cambiate molto con la quarantena a livello di quantità—forse il consumo si è un po intensificato, ma non particolarmente dato che in quanto freelance ero già abituato a lavorare da casa. Ciò che è cambiato è stato il modo in cui me la procuro: se prima andavo io a prenderla direttamente dal mio contatto, con il lockdown si è bloccato tutto.

Già nelle prime settimane però mi sono rifugiato su un gruppo telegram, indicatomi da amici, dove si prendono ordini che vengono consegnati a domicilio. In questo modo la qualità di ciò che fumo si è notevolmente abbassata, e anche i costi sono quasi raddoppiati... Non mi lamento perché visto il periodo mi sembra già una fortuna che sia andata così, però spero di tornare ai prezzi e alla qualità pre-quarantena una volta che il lockdown sarà finito.

Marta*, Lombardia

Ormai da molti anni il mio consumo di cannabis è regolare. Durante la quarantena ho notato un leggero aumento a causa dell'impossibilità di uscire, anche perché non posso andare a lavorare e ho più tempo per dedicarmi alle cose che mi piacciono, come l’arte. Non ho mai fatto uso di cannabis light, anche perché ho la fortuna di abitare vicino al mio fornitore di fiducia, che non ha bloccato il suo commercio durante la quarantena.

*I nomi sono stati cambiati per ragioni di privacy. Segui Carlo su Instagram.

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