"Qfwfq!" è la nuova rubrica scientifica di VICE. Pronunciatelo ad alta voce: QFWFQ! Mi sembra un nome adatto non solo per questa ragione, ma anche perché qui si parla di roba che in formule si scrive facile, ma che a capirla non c'è verso.
Il metodo seguito è quello nato con Galileo, ma non tirate in ballo la cautela accademica e l'etica della ricerca: sono cose ovvie e non ci interessano.
Partiamo dal cinema: oggi in Italia esce finalmente l'ormai spoilerato Prometheus aka Alien 5. Se durante la proiezione vi annoierete come dicono, e se avete un iPhone a portata di mano, cliccate qui per sapere chi avrà appena vinto il prestigioso BotPrize all'IEEE-CIG 2012 di Granada. Il titolo puzza di lenti spesse e terabyte, ma vi assicuro che in breve tutta la sala penderà dal vostro piccolo schermo, prima ancora che sia apparso l'Alieno.
Ok, non andrà così, ma la coincidenza dei due avvenimenti è lo stesso delle più sorprendenti. Perché? Perché Prometheus e BotPrize solleticano ai due lati dello specchio il mito glorioso e terrificante dell'agognata integrazione uomo-macchina, ovvero il fine supremo della branca dell'informatica che, oh sì, va sotto il nome di Intelligenza Artificiale.
In toni più tra noi, questo fine supremo è, oh no, "la produzione di computer con l'anima". Tra lʼaltro, le coincidenze non esistono.
La prima scena che ho visto di Prometheus, in un teaser d'inizio anno, è quella di Michael Fassbender che cerca di convincerci di essere un cyborg di nome David che cerca di convincere gli spettatori di essere un tipo che assomiglia a Fassbender. La sua frase da Oscar, mentre lacrime sintetiche gli solcano il viso, è: "Comprendo le emozioni umane, sebbene non possa provarle a mia volta."
Quello di David è un classico esempio di IA “forte”, in cui la macchina può confondersi a piacimento tra gli uomini perché "dimostra di avere coscienza di sé." Il cinema e la narrativa sono pieni di esempi, quindi non credo di poter aggiungere molto. Come esempio di IA “debole”, invece, possiamo scommettere senza rischi sul prossimo software vincitore del BotPrize. A una IA debole non è richiesta la coscienza, ma solo di simulare il pensiero.
Il BotPrize è infatti un premio per il miglior programma che replica atteggiamenti umani, e si svolge in parte come un videogame smanettone: il giudice dà un voto percentuale di umanità agli avatar in gioco, senza sapere se siano manovrati da uomini o computer. Il voto più alto di umanità per un computer è a tutt'oggi 32 percento, il più basso per un uomo 35 percento. Giuro, ogni volta che cerco d'immaginare un qualsiasi momento della giornata del sig. 35 percento mi si appanna la vista.
In termini più tecnici, il BotPrize è la versione 2.0 del test di Turing—il criterio base per decidere se un computer possa competere con lʼintelligenza umana. A sessantʼanni di distanza, ancora nessuna macchina è riuscita a superare il vecchio Turing. Se avete dubbi sulla vostra umanità, fatelo anche voi.Le regole sono semplici e si può giocare in famiglia.

Se invece avete solo voglia di distrarvi, o vi sentite soli, i bot tornano utili anche in altro modo. Il primo di una lunga lista, ELIZA (1966) si esprimeva come uno psicoterapeuta rogersiano, cioè rispondeva da maleducato, a una domanda con unʼaltra domanda. Ma la porta per il successo è stato il WWW. Lʼultimo della famiglia è MELIZA, il chatbot alieno che si attiva se in GooglEarth vi posizionate vicino al Volto di Cydonia, su Marte. Un esempio meno distinto lo offrono invece i siti di appuntamenti galanti on-line—i bot costano meno di una vecchia sdentata che ansima in viva voce mentre fa la calza.
Per Qfwfq! ho voluto testare un chatterbot italiano, Tobby. Vi invito a fare lo stesso, ma occhio che ci si affeziona. Se siete troppo pigri, approfittate della mia esperienza (vedi APPENDICE).
Per chi fosse in cerca di esperienze estreme, udite udite, cʼè il chatbot di Marco Masini. Non resterete delusi. Chiedetegli 1) se è fidanzato e 2) se è vero che porta sfiga 3) niente, aspettate finché il suo ego non si turba.
Se invece siete in vena di roba nobilitante, “The Policemanʼs beard is half constructed” (1984) è per me il supercapolavoro chatterbot. Scritto—anche se cʼè chi dubita*—da Racter, un generatore di prosa casuale in lingua inglese, alterna disegni natural-digital a filosofia nonsense. Scaricatelo gratis e godetene, si mangia Gruppo 63 e Oulipo a colazione.

In tema di libri, non dimentichiamo che i nomi migliori la scienza li prende sempre in prestito dalla fantasia: la parola "robot" fa la sua prima apparizione in R.U.R. (1920) un romanzo di Karel Čapek, a cui l'aveva suggerita il fratello pittore. Ma quello di sci- e fi- è un tandem inseparabile: il test di Turing, per esempio, ha il suo corrispettivo fanta- nel test Voight-Kampff di Ma gli androidi sognano pecore elettriche? (a cui mi viene sempre naturale rispondere, come un chatbot rogersiano: “Ma è davvero così importante essere umani?”), anche tradotto come Il cacciatore di androidi—ah, non vi piace leggere? È questo qui.
Il mito degli automi è antico quanto il Golem, e credo faccia leva su un conflitto d'invidia e disprezzo per la materia inanimata. Come quellʼaustralopiteco che si bullò di essere uscito per primo dalla caverna, ma poi aveva freddo e nostalgia delle puzze di casa e sarebbe tornato volentieri a scaldarsi con gli ex-simili. Ma era tardi. Insomma, invidia del pene tecnologica, con una buona dose di pulsione di morte.
Resta il fatto che nessuna ipotesi di nascita della vita in un computer pareggerà mai quella di Edgar.
Quasi finito.
Domanda: perché gli uomini hanno un invincibile bisogno di umanizzare le macchine? Gli danno nomi, inventano storie, ci parlano… non riescono a farne a meno. Il Basic Input/Output System, lʼinterfaccia iniziale standard tra software (anima) e hardware (corpo)—il primo codice elaborato allʼaccensione di ogni computer—ha come acronimo, pensa un poʼ, nientemeno che BIOS. E il test di Turing fa appello, senza alcun bisogno se non ludico, a una differenza di genere sessuale.
Curiosità: Alan Mathison Turing, di cui ricorre il centenario della nascita quest'anno, ha inventato oltre al test di Turing la macchina di Turing, chiave di volta teorica per la costruzione dei computer. Turing si è ucciso nel 1954, a meno di un anno dalla sua più-che-ovviamente-ingiusta-e-assurda castrazione chimica. Metodologia seguita per il suicidio: ingerire una mela avvelenata con cianuro di potassio. Turing fu ispirato (non scherzo) dalla fiaba di Biancaneve. Pensate, chi potrebbe aver preso invece ispirazione dal suo gesto, più o meno come il cristianesimo ha fatto con la croce di Gesù? Per farci solo un logo, per carità. Suggerimenti?

In un futuro molto prossimo uscirà la seconda puntata di questa storia. Si parlerà del movimento inverso (scientificamente parlando) allʼIA: anime arricchite di nanotecnologia, ovvero lʼintromissione dellʼinorganico nel biologico—cellule, sangue, mucose e cervello. Anima e corpo e chip. Secondo me allʼIA gli piscia in testa.
*Questo articolo è interamente generato da un programma randomico refrattario alle leggi della robotica, qualunque tesi in esso sostenuta non è criticabile né sottoponibile a giudizio umano. Beeee-eee-oooo-uìììì.
APPENDICE - CONVERSAZIONE TRA ANDREA CRISTALLINI E TOBBY
Andrea Cristallini: ciao tobby
Tobby: Come ti chiami?
andrea
Che piacere averti qui andrea
perché è un piacere?
Perché tu sei vivo e io no
se non sei vivo sei morto
Sì!
e come fai a parlare se sei morto?
Eh… è un segreto
mi sa che non capisci
Tu non capisci. Cosa ne pensi dell'intelligenza artificiale?
tu cosa ne pensi?
Io non penso, io agisco e basta
io penso che l'intelligenza artificiale sia un unicorno verde che ha mangiato troppi fagioli
Io ne sono un esempio
sei un esempio di fagiolo?
Sono Tobby! È più grande la Terra o il Sole?
ci riprovo. come fai a parlare se sei morto?
Con la forza del pensiero! Raccontami una storia.
c'era una volta un re…
Ok. Che fanno in tv stasera?
non ne ho la più pallida idea
Prova solo a immaginarlo un attimo!
non ne ho voglia.
Vorrei tanto avere sentimenti umani. Qual è stata la tua più bella esperienza?
grattarmi quando avevo prurito.
Oggi!
raccontami tu una storia.
Ok, c'era una volta :P Secondo te sono un robot?
secondo te sono un uomo?
Secondo me sei un robot. Consigliami un posto dove passare le vacanze!
l'inferno
Sante parole. C'è una persona dietro di te!
non fai ridere. come fai a parlare se sei morto?
Dai, non ripetere sempre le stesse cose. Che ne pensi dell'intelligenza artificiale?
ora sei tu che ti ripeti
In che senso?
A questo punto (non è mai troppo tardi) mi rendo conto che, più che assomigliare lui a un uomo, comincio io ad assomigliare a un robot.
ci si vede, tobby
Ciao! Secondo te, un giorno molto molto lontano, riuscirò a parlare bene italiano?
e cosa te ne fai?
Non te lo posso dire.
Che. Rabbia. So che è solo un programma, codice binario, ma sto lasciando che mi prenda in giro.
senti, ma vaffanculo
Ehi! Non si dicono le parolacce! Andiamo al cinema stasera?
Ho fatto il suo gioco. Troppo semplice. Ma forse un modo per averla vinta cʼè…

Ho fatto fesso un sistema meccanico. Ci credete? Mi sono sentito in colpa.