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Tutte le ragioni per cui Birdman avrebbe potuto essere un fallimento, ma non lo è stato

Ho un sacco di conti in sospeso con Iñárritu e con le decine di occasioni sprecate della sua vita; in cuor mio, speravo che confermasse la mia diffidenza fallendo con Birdman. Non lo ha fatto.
3.2.15

Edward Norton sempre nudo, e pubblicità occulta di Twitter

Riggan Thomson è un attore e ha visto giorni migliori. Vent'anni fa era una celebrità per avere interpretato il supereroe in un franchise di supereroi, "Birdman". Oggi, dimenticato da molti, cerca di espiare il suo passato di fantoccio in costume amato dai molti per abbracciare l'arte "alta": Thomson ha adattato Di cosa parliamo quando parliamo d'amore di Carver per una pièce teatrale. L'ha scritta, l'ha diretta, la interpreta. Carver è la sua ispirazione d'infanzia. L'adattamento è bruttino. Thomson si è indebitato fino al collo per portarlo a Broadway. C'è chi gli dice "Non credi sia un po' ambizioso scrivere, dirigere, interpretare." Lui risponde loro: "Mollami." Birdman (o l'imprevedibile virtù dell'ignoranza) racconta gli eventi che precedono la prima di questo spettacolo.

Sembrava improbabile che Alejandro González Iñárritu riuscisse a realizzare con successo una dark comedy, quando la sua (variegata) filmografia contiene al massimo un paio di sorrisi trattenuti e della satira piuttosto implicita ( Amores Perros). Tuttavia, Birdman è una dark comedy, e lo è con gli interessi: un piano quinquennale di piccole rivoluzioni alla forma e alla struttura della storia che racconta.

Per quanto mi riguarda, ho un sacco di conti in sospeso con Iñárritu e con le decine di occasioni sprecate della sua vita; in cuor mio, speravo che confermasse la mia diffidenza fallendo. Non lo ha fatto.

E ci sono molte ragioni, per cui Birdman avrebbe potuto fallire. Sono tutte racchiuse nelle enormi ambizioni del film. Eccone una lista:

NESSUN TAGLIO (CHE SI VEDA)

Il film è stato progettato come una sorta di lunghissimo pianosequenza, senza stacchi tra le inquadrature. Naturalmente gli stacchi ci sono, e vagamente più visibili di quelli in Nodo alla gola di Alfred Hitchcock.

Durante la visione di Birdman, il mio accompagnatore esclamava "Taglio segreto!" ogni volta che si accorgeva di un taglio segreto. Oltre al vago fastidio del sentirlo ripetere quella frase compiaciutissimo, io ne avrò notati a dir tanto quattro, cinque. Solitamente, questo è un buon segno. Il rischio di girare un film senza tagli di alcun genere, con l'inquadratura che schizza qua e là tra i personaggi, è quello di perdere di vista il fulcro della storia. In certi casi, è così: per concentrarci su altri dettagli perdiamo la reazione del personaggio principale. Se consideriamo che Birdman è innanzitutto la discesa agli inferi del suo protagonista, quello di perdere compassione e coinvolgimento con Riggan Thomson è un rischio piuttosto grave. E, in effetti, in Birdman non si piange. Ci si dispiace, si scuote la testa, si lavora di cervello, ma l'aridità dei vostri dotti lacrimali verrà classificata tra i climi di Köppen.

Il lato positivo è che questa scelta stilistica scandisce perfettamente il tempo e il ritmo dell'inesorabile sequenza di eventi che compone Birdman.

Insomma, se l'evitare qualsiasi tipo di taglio visibile corrisponde figuratamente a trattenere il respiro, Birdman è un viaggio di due ore nel mondo dell'apnea. È Arca Russa scritto da Robert Altman, senza una delle caratteristiche base di Robert Altman, cioè quella di essere il dio di tutta l'umanità.

Questo tipo di stile è un esperimento, e come tale è unico, e ci si auspica non venga adottato da un intero filone di film. Birdman sarebbe stato un film più completo, avesse usato questo stile soltanto per qualche sequenza, e si fosse limitato a un linguaggio più tradizionale per le altre scene? Non lo sapremo mai. In mancanza di prove, Birdman è un esperimento funzionante.

TUTTI I TEMI DEL MONDO

Sulla carta, per il numero di temi che cerca di sbattere in faccia a tutti, Birdman sembrerebbe un film-saggio, una roba programmatica in cui tutti gli elementi sono buttati in un secchio senza troppa cura al solo scopo di parlare di concetti profondi.

Tempo fa ho ideato un gioco da tavolo per cortometraggi brutti in cui ognuno dei partecipanti ha diritto a un tema ("Maternità", "Suicidio", "Vecchiaia", "Droga" e così via) e a un oggetto di scena ("Pistola", "Rose Rosse", "Siringhe"). La pedina avanza di una casella se il film scelto presenta questi elementi.

Ecco, sembra che Iñárritu abbia elevato questo gioco a una versione meno sciatta dello stesso, in cui i temi scritti sul tabellone sono:

1) "IL DIVARIO CHE INTERCORRE TRA ARTISTA E CELEBRITÀ"

2) "LO STATO PSICOLOGICO DI UN ESSERE UMANO CHE VIVE NELL'OMBRA DI UN SINGOLO MOMENTO DI GLORIA DELLA SUA VITA, UN MOMENTO DI GLORIA CHE—tra parentesi—VIENE RIFIUTATO DALL'ARTE COSIDDETTA 'ALTA'"

3) L'IMPREVEDIBILE VIRTÙ DELL'IGNORANZA, "OVVERO LA DISSOCIAZIONE TRA IL PRODURRE ARTE OGGI E IL NON SAPER DARLE UNO SBOCCO A LIVELLO SOCIALE (INTERNET)" (V. COLONNA REPUBBLICA.IT)

4) " MICHAEL KEATON CHE NEL 1989 ERA BATMAN, E ADESSO HAI VISTO DOVE SONO ANDATI A FINIRE I SUPEREROI? DAPPERTUTTO"

5) "IL RUOLO DELLA CRITICA NELL'ARTE"

6) "L'INSIGNIFICANZA DELL'ESSERE UMANO E IL SUO TENTARE COMUNQUE, NELLA VASTITÀ DELL'UNIVERSO"

7) "IL RUOLO DEI BLOCKBUSTER NELLA SOCIETÀ MODERNA"

C'è chi gli ha detto: "Alejandro, ok tutto, però ora basta parlare tutto in maiuscolo come la Morte nel Mondo Disco." Lui ha risposto loro: "Mollami."

Se qualcuno mi descrivesse un film solo per concetti, lo minaccerei con un badile, e c'è da augurarsi che Iñárritu non si sia presentato ai produttori con una lista di temi come Liam Neeson in Life's Too Short (probabilmente l'ha fatto; oh, Alejandro!). Ciò detto, il film riesce a inoculare questi temi nello spettatore senza compiacersene troppo.

Questo, anche e soprattutto per merito di un cast che recita i ruoli più soddisfacenti della propria vita: Edward Norton interpreta un attore pezzo-di-merda (grazie, vita reale, per avere ispirato l'arte ancora una volta); Michael Keaton non si trovava tra le mani un ruolo così da Mi sdoppio in quattro; al cast femminile, come consuetudine, vengono dati dei contentini che verranno tuttavia commentati come "ruoli forti".

Iñárritu mette troppi elementi in gioco, e ciò che lo salva è che tutti gli elementi, presi singolarmente, sono eccellenti. Avesse diboscato un po' la trama di contenuti, il film ne sarebbe uscito rafforzato? Non lo sapremo mai. In mancanza di prove, Birdman scorre senza pecca, senza farci subire i suoi temi.

Spoiler: Nel film non succede quasi niente di questo tipo

LA MUSICA CONSAPEVOLE

La colonna sonora di Birdman, che è indubitabilmente la cosa migliore che avete sentito al cinema negli ultimi anni, è l'unione tra gli strumenti percussivi di Antonio Sanchez e pezzi sacri di Ravel, Mahler e Rachmaninov, tant'è che quei lungimiranti dell'Academy hanno squalificato la colonna sonora dalla corsa agli Oscar. Un rappresentante dell'Academy ha motivato la decisione spiegando che la colonna sonora non è "interamente originale". Ha poi aggiunto "Tieni, Alexandre Desplat, ti lancio l'osso, vallo a prendere."

La colonna sonora di Birdman, si diceva, non è innovativa solamente perché è composta al 70 percento da percussioni, ma perché diventa (scusate il francese) diegetica, i batteristi appaiono nella stanza insieme a Michael Keaton per assolutamente nessuna ragione se non per il fatto che tutti gli elementi del film, integralmente, vanno a comporre lo stato d'animo del protagonista.

Il batterista nella stanza non è la sola gomitatina autoconsapevole del film. C'è un sacco di Zeitgeist in Birdman: ci sono un sacco di citazioni di Twitter, di Facebook, di Justin Bieber, di "puzza di palle". Ci sono le strizzatine d'occhio al pubblico, che si compiace perché sa esattamente di cosa si sta parlando. E questo è sempre un rischio: tra dieci anni, Birdman cosa saprà dirci di noi? Sarà un reperto archeologico o, nella sua floridità di contenuti, sarà ancora attuale?

Come si diceva, complici anche questi giochetti, Birdman è un film di troppo cervello e di poco stomaco. È un lavoro altamente intelligente, consapevolmente intelligente, che sa esattamente dove vuole portare il suo pubblico. Non è un film di rottura, eppure è un film che sperimenta una decina di tecniche insieme. È un film con gli attori di Hollywood, costato quanto costano ormai i film a basso budget di Hollywood (18 milioni di dollari).

Iñárritu ha fatto la mossa della sua carriera, nell'invogliare le persone ad andare a vedere un film con gli effetti speciali (il trailer è un coacervo di effettoni, gente che vola, uccelli giganti che fanno capolino da edifici giganti), quando gli unici effetti speciali del film sono l'inferno psicologico di un attore che vuole provare a se stesso di valere qualcosa. Iñárritu è riuscito a fare il migliore film da Iñárritu ingannando tutti. In molti andranno a vedere il film spinti dal trailer e ne usciranno delusi. A meno che non siano andati al cinema per gli effetti speciali e per Edward Norton nudo. Di Edward Norton nudo ce n'è a chilate.

Sarebbe stato migliore, Birdman, non avesse corso tutti quei rischi dettati primariamente dall'ambizione? È possibile. In mancanza di prove, abbiamo Birdman.