FYI.

This story is over 5 years old.

Cultura

Le facce delle persone normali mentre vengono

Da dieci anni, Beautiful Agony raccoglie i video di persone che si masturbano davanti alla telecamera. Con la particolarità che l'inquadratura è fissa sui volti.
6.6.14

Centinaia di persone in tutto il mondo hanno visto Kamee avere un orgasmo. L'hanno osservata stendersi a pancia in giù e guardare dritto in camera mentre si masturba. L'hanno sentita gemere piano e ansimare mentre viene, tenendo chiusi gli occhi. Ogni tanto li riapre e sorride in direzione dell'obiettivo, e per un breve momento ci si dimentica chi stia effettivamente guardando chi.

"Non lo faccio perché voglio essere guardata," mi ha detto Kamee. "Lo faccio perché voglio sostenere un progetto che rappresenta uno spazio sicuro per persone che non si filmerebbero mai mentre fanno qualcosa di simile."

Pubblicità

Il progetto è Beautiful Agony—anche noto come "Facettes de La Petite Mort"—un sito erotico australiano che pubblica video di persone che si masturbano fino a raggiungere l'orgasmo. La particolarità è che l'inquadratura è fissa sui volti, quindi tutto quello che si vede è una successione di bocche a O. I video sono essenzialmente versioni webcam di "Blow Job", il cortometraggio sperimentale di Andy Warhol. Chiunque, da una pornostar con la quinta a un novantacinquenne, può inviare un video. Ce ne sono sia di solisti che di masturbazioni di gruppo, ma non si vede mai cosa succede in basso. Il nome "Beautiful Agony" descrive la tensione quasi dolorosa che si avverte prima di venire, seguita da un momento zen.

Kamee, produttrice e attrice cinematografica e teatrale canadese, ha scoperto Beautiful Agony nel 2012 grazie a un vecchio compagno di scuola, e si è subito iscritta. Ha registrato il suo primo video mentre era ancora una studentessa in Svizzera, con le Alpi come sfondo e il cinguettio degli uccelli in sottofondo.

"È stato molto tranquillo, e ricordo di essermi detta, Pensa se qualcuno mi vedesse in questo momento…" mi ha spiegato ridendo.

Fondato da Richard Lawrence e Lauren Olney nel 2004, Beautiful Agony non è cambiato molto dai sui inizi. Il sito ha ancora un look da Windows anni Novanta. L'unica differenza tra oggi e il debutto è la lunga lista di abbonamenti mensili che Lawrence e Olney hanno raccolto nel corso degli anni. Con 15 dollari l'accesso alle migliaia di video è valido per un mese, mentre con 100 si copre l'intero anno.

Pubblicità

Lawrence mi ha detto su Skype che il sito è nato dal sentimento di frustrazione dei due nei confronti del porno.

"Per fare un parallelo tra l'industria del porno e quella automobilistica, se ci fosse una casa automobilistica con gli stessi valori e la stessa ricerca dell'eccellenza che ha il porno, non produrrebbe che pezzi di latta da tre milioni di dollari e capaci di restare a secco dopo qualche km."

Così Lawrence e Olney hanno preso in mano la situazione. "Ci siamo detti: Perché non proviamo e vediamo che succede?" mi ha raccontato Lawrence. "Penso che fossimo un po' troppo imbarazzati per filmarci e mostrarci a vicenda, così abbiamo prestato una videocamera ad alcuni amici."

Non ci è voluto molto perché al sito si iscrivessero anche sconosciuti. Nonostante la maggior parte dei video e degli abbonati siano ancora australiani, gli utenti provengono da tutto il mondo. Al momento il sito conta più di 3.000 video.

Un altro fermo immagine dal secondo video di Kamee. Tutte le immagini e i video per gentile concessione di Beautiful Agony

Insieme con altri progetti come Hysterical Literature (la serie di video del fotografo Clayton Cubitt che ritrae donne che leggono a una scrivania mentre ricevono del sesso) e MakeLoveNotPorn.TV (un sito dove le persone normali postano i loro sex tape per il noleggio online), Beautiful Agony è tra i pionieri di un movimento che vuole cambiare il porno di impostazione maschile.

Pubblicità

"[Beautiful Agony] si adatta in pieno all'evoluzione degli ultimi dieci anni portata avanti dal movimento per il porno femminista," dice Mireille Miller-Young, una docente di studi femminili all'Università di Santa Barbara. "È una critica alla pornografia esplicita, che non corrisponde per forza al piacere dello spettatore o dell'esecutore. Si può trarre piacere anche da qualcosa di meno esplicito o da una visione più limitata."

Beautiful Agony si distanzia dagli altri siti porno anche per il potere esercitato dagli utenti sui video che postano. È la persona ritratta in video che decide quello che vedrà il mondo—e da quale angolazione. Il controllo dato agli utenti e la natura amatoriale dei filmati conferisce a Beautiful Agony un'intimità che Miller-Young trova confortante.

"Credo che in una società del controllo come la nostra le persone abbiano fantasie basate sul rispetto della privacy ," ha detto. "Penso sia per questo che Beautiful Agony è così interessante, perché la masturbazione dovrebbe essere un atto privato".

Per portare avanti la propria missione, a un anno dalla nascita di Beautiful Agony i fondatori Lawrence e Olney hanno deciso che il sito aveva bisogno di qualcosa in più di semplici video di orgasmi. Volevano raccontare le storie dietro ai volti del loro sito.

"Ci siamo resi conto che volevamo sapere qualcosa delle persone che stavamo guardando, così li abbiamo intervistati o abbiamo chiesto loro di intervistarsi da soli," ha detto Lawrence.

Per Miller-Young, la possibilità di raccontarsi offerta da Beautiful Agony è estremamente importante: "Umanizzano gli attori, che non sono in realtà attori ma persone normali."

Nella sua video-confessione, Kamee ricorda una delle sue prime esperienze sessuali. "Avevo un orso rosa gigante; era una specie di Orsetto del Cuore, ma ero piccola e il pelouche era più grande di me. Qualcuno l'aveva vinto a una bancarella, e io lo usavo per… non sapevo cosa stessi facendo, ero una bambina… Ma lo usavo per strofinarmici sopra. Quella è stata la mia prima esperienza di masturbazione," ha detto Kamee. "Lo facevo ogni giorno, era come un rituale."

E mentre molte persone diventano adulte e imparano che l'indecenza e la gratificazione sessuale si devono svolgere a porte chiuse, altre scelgono di combattere quest'idea. Invece di limitarsi a toccarsi per il piacere di farlo, ci si tocca per poi condividere quest'esperienza con gli altri, nella speranza che la propria liberazione estatica crei una sorta di effetto domino.

Thumb dal secondo video di Kamee. Segui Rula su Twitter.