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Vice Blog

Videogiochi da bagno giapponesi

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di it
28 dicembre 2010, 1:15pm

Sono stati tempi duri per la Sega, l'un tempo glorioso gigante dei videogiochi, acerrimo nemico della Nintendo durante le grandi guerre delle console degli anni '80 e '90. L'ultima loro offerta in campo di hardware, la Dreamcast, si è rivelata la console dei perdenti per eccellenza. Ma persino disponendo di una fanbase accanita che sviluppava nuovi software per il sistema, la Sega non si era mai adoperata per trovare un successore della console, almeno da quando era passata, controvoglia, al business dei software. Fino ad oggi. Più o meno.

Toylet è qualcosa che, siamo tutti d'accordo, può esistere solo in Giappone. È un gioco urina-centrico che si controlla con... ehm... il proprio fiotto di pipì. Ci sono già quattro giochi disponibili, e tutti si servono della pressione e della direzione dei vostri rifiuti liquidi per far cose come pulire i graffiti da un muro virtuale o alzare il vestitino di una ragazza anime con un alito di vento. C'è addirittura un aspetto competitivo che misura la potenza del vostro flusso e la compara con quella dell'ultima persona che l'ha usato.

Sì, è bizzarro. Ma ricordatevi anche che il Giappone è un paese immerso dalla testa ai piedi nella cultura dei videogiochi: decine e decine di sale giochi si susseguono per le strade di Akihabara, i giapponesi idolatrano una pop star dei videogiochi che in realtà è un ologramma CG, e l'attività più gettonata tra le ragazzine riguarda cabine per le fotografie in stile videogioco. Pertanto, c'è la possibilità che gli abitanti del Giappone non ci pensino due volte se gli viene proposto un gioco da sfruttare mentre fanno le cose private.

Perciò smettetela di dare fastidio alla Sega. Se non altro, significa che si darà meno da fare nel produrre quei deludentissimi giochi con Sonic.

JOSHUA KOPSTEIN