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Vice Blog

Anche i nani hanno cominciato da piccoli

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di it
1.4.10

Sembra che alla fine me l'abbiano fatta. Mi sono svegliato alle 6.30 di sabato mattina, sono passato a prendere una fotografa che non avevo mai visto prima, e ho guidato fino a Mpumalanga, posto sperduto in mezzo al nulla; tutto ciò alla ricerca di nani, o dwergie, come sono chiamati in afrikaans (o anche, più colloquiale, pikkie).

Io, il mio selvaggio e avventuroso amico Bobby, e l'innocente e schiva fotografa Lisa abbiamo guidato fino a Standerton per il Dwergie Fees 2010, un festival organizzato per celebrare e supportare i circa 8.000 sudafricani affetti dalle varie malattie che causano il nanismo.

Il comunicato stampa annunciava che ci sarebbe stata un'orda di gente in miniatura. Al nostro arrivo a Standerton però vediamo 25 nani al massimo, e per il resto solo gente sudafricana di provincia.

"La scorsa notte abbiamo fatto una festa lekker. I nani hanno ballato tutta la notte. Sono saliti sui tavoli e si sono tutti ubriacati e io mi sono fatto solo due ore di sonno," racconta Oom Theunis, il proprietario dello Standerton Rivierpark. "L'anno scorso, quando ho sentito che organizzavano questo festival a Heidelberg, ho contattato gli organizzatori. Mi sono detto 'perché non portarlo a Standerton?'. E ora vedo che ci sono un sacco di giornalisti da Johannesburg e Pretoria. Noi vogliamo far vedere alla gente che Standerton è una bella cittadina, il genere di posto che dovresti venire a visitare."

Se non sei mai stato a Standerton puoi considerarti fortunato. Il fatto che in questo paesino gente come Oom consideri un festival di nani un ottimo modo per far pubblicità alla loro cittadina, ti dovrebbe già dare un indizio su quanto Standerton abbia da offrire. Questo posto racchiude allo stesso tempo tutto il meglio ed il peggio della periferia rurale ed industriale. Le camice bicolore sono ancora di gran moda, la stragrande maggioranza delle donne bianche sfoggia il famigerato capello a fontana, e tutte le abitazioni sono casette in mattoni rossi che ricordano una versione improvvisata di una tranquilla periferia borghese. Gli gnomi da giardino abbondano, così come le fontane kitsch e le macchine modificate da due soldi nei viali.

Il festival è cominciato di domenica con una processione che ha attraversato la città. Per tutti quelli che hanno portato le loro hot rod e moto d'annata è stata una buona occasione per scaldare i motori e strombazzare

coi clacson. Per quelli che invece hanno portato i loro trattori è stata un'occasione per partecipare ad uno dei pochi eventi in cui i trattori non sono completamente fuori luogo. La famiglia di Org Smal, il leggendario nano a cui è dedicato il festival, sfilava raggruppata su un carro trainato da un trattore, che ricordava un po' il modo in cui la gente veniva trasportata nei campi di concentramento. La processione era strana, e suscitava occhiate perplesse tra gli standertoniani che costituivano il pubblico. Ma queste occhiate non erano dovute a diffidenza verso chissà quale creatura disumana. Semplicemente non c'erano abbastanza nani da rendere evidente la ragione della parata. La gente del posto si stava probabilmente chiedendo perché mai un ventina di nani sfilava orgogliosa su degli hot rod e dei trattori nella via principale della città.

Ora, riguardo al tipo di cui parlavo, tale Org Smal. Per poter capire a fondo il significato del Dwergie Fees bisogna prima conoscere la storia di Org.

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Org Smal era un performer, e playboy nano. Un esempio da seguire per tutta la comunità dei nani, organizzò il primo Dwergie Fees nel 1989. In quell'occasione sembra abbiano partecipato 65.000 persone. Per lui, il festival era un modo per riunire i suoi simili, dare loro un momento di gloria, e dirgli di essere fieri, piuttosto che di vergognarsi, di quello che erano e che sono.

Attore affermato, Smal è rimasto nella memoria dei sudafricani per il suo ruolo nella serie televisiva Arendse. Inoltre Smal ha recitato anche, indossando un costume, come star della serie Zet, uno degli elementi più surreali della televisione sudafricana del pre-democrazia. Il personaggio era una specie di creatura arancione pelosa che articolava frasi quasi senza senso e si metteva sempre in qualche casino. Sembrava il cugino ritardato di Alf.

Ad ogni modo, nel 1996 Smal ci ha lasciati in seguito ad un incidente d'auto.

Per l'edizione di quest'anno, la sua famiglia è stata invitata per ricordare la sua vita e il suo contributo nell'accettazione del nanismo in Sudafrica. I suoi parenti sono immediatamente riconoscibili perché indossano magliette con la faccia di Org e lo slogan "klein maar dink groot" (piccolo, ma pensa in grande) scritto sul retro.

Ho parlato con il fratello di Org, Pompies Smal, che sente molto la mancanze di suo fratello:

"Org era come un attrezzo speciale. Riusciva ad infilarsi in tutti gli angoli difficili da raggiungere. Lo spedivamo sotto la macchina per aggiustare i guasti. Era molto malizioso e aveva un grande senso dell'umorismo. E jirre, se era un tipo forte. Ci trascinava in gigantesche risse e non si faceva mai un graffio ed era anche molto bravo a giocare a rugby—la sua bassa statura gli permetteva di schivare tutti gli avversari. E aveva anche un certo fascino. Era sempre lui che portava le ragazze a casa. Si era appassionato al wrestling e io lo seguivo in giro per il paese, guardandolo durante le gare. Mi dava sempre i biglietti gratis per gli spettacoli, e non ho mai fatto fatica a convincere qualche ragazza a venirci me.

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Durante il giorno abbiamo incontrato diversi nani. Erano tutti normali.

Abbiamo conosciuto Lawrence Smuts, musicista ed intrattenitore. Se lo cercate su YouTube, lo vederete mentre fa lo leeuloop con le Blue Bulls Babes. Più tardi suonerà la chitarra e canterà qualcosa. Smuts è al festival con la sua signora, Yolanda, che è di taglia normale. Le ho chiesto cosa l'aveva colpita di Lawrence.

"All'inizio niente di particolare," mi dice. "Quando abbiamo cominciato a parlare, sono stata molto sorpresa dalla sua arroganza."

Spesso le donne sono attratte dagli uomini prepotenti, ho aggiunto io. "Già, penso di sì," ha ammesso lei.

Avere una relazione con un nano comporta qualche problema?

"Solo che la gente ci guarda in modo diverso. Ma siamo una coppia come tante altre."

"Guarda che solo le mie braccia e le mie gambe sono più piccole!", precisa Smurts, "tutto il resto è totalmente proporzionato." Grazie per l'informazione, Lawrence Smuts. Andiamo oltre.

Abbiamo incontrato Stefan, che viene da Pretoria. È un informatico specializzato, appassionato di heavy metal, ed è anche un nano parecchio grosso. Se ci dovessimo picchiare, potrebbe battermi senza problemi, anche se in effetti battere me non significa molto.

"La cosa più bella è venire a Standerton, penso sia il posto più figo di tutto il Sudafrica," dice impassibile. Gli chiedo se percepisce che le persone lo trattano in modo diverso.

"Sì, ma sai, anche per me è strano vedere gente così piccola. All'inizio la mia impressione è sempre 'ma che cazz…?!', poi mi ricordo, 'ah già, sono piccolo anche io'. Dovevi venire alla parata di ieri sera. Era una festa. Ho conosciuto il tizio che ha vinto e siamo andati subito d'accordo. Ci siamo guardati, e dato che siamo bassi tutti e due, ci siamo subito capiti."

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Cosa pensa Stefan del festival?

"Va bene, ma non siamo abbastanza, non ti pare? Sembra che sia solo una scusa per fare una festa. E la prossima volta spero che lo facciano a Pretoria. Non ho voglia di ritornare da queste parti."

Abbiamo conosciuto due sorelle e una loro amica, tutte e tre colpite da una forma di nanismo chiaramente molto più rara e seria delle altre. Le loro gambe non sono solo più piccole del normale, ma anche paralizzate, e che quindi le costringono a vivere in sedie a rotelle. La signora che chiacchierava di più e sua sorella sono entrambe affette da una malattia chiamata morbo di Lorain, una forma rara di nanismo pituitario, legato all'infantilismo idiopatico, anche se non penso che chiamarlo così faccia una grande differenza. La donna era piuttosto loquace e non si compativa per niente, ma anzi ci ha raccontato parecchio dei trattamenti che ha subito, e delle cure di cui possono usufruire i disabili in Sudafrica. È convinta che lo Stato dovrebbe garantire ai disabili un lavoro, dal momento che molti di loro sono disoccupati. Pensa anche che le persone con cui lavora non abbiano la concezione della sua condizione e che questo abbia un certo peso sulla sua possibilità di vivere una vita normale.

"A volte mi chiedono di prendere qualcosa su uno scaffale", dice ridendo. Dall'altro lato, la cosa peggiore è che la gente pensa che non sia in grado di fare certe cose.

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"Sono sposata, ho la patente di guida, ed è questo il motivo per cui sono qui oggi. Voglio diffondere il messaggio che le persone come me possono fare qualsiasi cosa." Tranne recuperare oggetti sui ripiani alti.

Abbiamo poi incontrato i due vincitori della parata per bambini organizzata dal Dwergie Fees, che si era tenuta la sera precedente. Hanno otto e nove anni. Una è una bambina, timida e spaesata che non capiva perché tutti continuassero a romperle le scatole. L'altro era un bambino ed era più a suo agio. Quando gli abbiamo chiesto di fargli una foto ha risposto, "Certo. Per cento sacchi." Bambini normali.

Abbiamo incontrato diversi non-nani. E questi non sono affatto normali.

C'era un ragazzo che si era scolato litri di brandy ed è caduto dal retro di un bakkie (un pickup) durante la parata, poi si è rialzato come se niente fosse tutto ricoperto di sangue e ferite. C'è una bancarella dove vendono una cosa che si chiama "moffie toffie" (toffie per gay). C'è un sacco di gente con orrende parrucche blu elettrico. Ci sono diverse persone che hanno quel tipo di caratteristiche speciali per cui capisci subito che possono solo venire da famiglie problematiche. Ci sono persone che indossano orgogliosamente delle magliette di De La Rey. C'è una pessima gara di canto. Un tizio ci ha raccontato che era un campione di braccio di ferro, ci ha fatto vedere i muscoli e poi si è messo a saltellare cantando cover di Elvis sul palco principale. Ci sono persone che ballano il langarm.

Siamo andato a Standerton in cerca di fenomeni da baraccone e non siamo rimasti delusi. Ma non erano i nani. Gli abitanti di Standerton e i giornalisti provenienti dalla capitale e gli amanti dei festival e i curiosoni feticisti, questi erano i veri freak. Erano contadini e infermiere e preti e giocatori di rugby. Ed erano come noi.

DANIEL FRIEDMAN
FOTO DI LISA KING