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Μodă

Hipster cinesi accidentali

"L'inconsapevolezza è il segreto del vero stile" (antico proverbio hipster cinese).

Accidental Chinese Hipsters, il tumblr della venticinquenne Alison Kuo, raccoglie foto di cinesi sparsi per il mondo che ignorano completamente le regole di stile secondo cui vive la maggior parte degli occidentali, e che risultano, per questa stessa ragione, moderni, all'avanguardia, stilosi o qualsiasi altra cosa provi la gente della moda quando vede combinazioni di vestiti totalmente inaspettate.

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Ovviamente, il fatto che siano cinesi eleva il tutto al di sopra del contesto street style, ma è la natura non intenzionale dei loro look a essere davvero fantastica. L'idea dietro a questo sito è che queste persone non stanno cercando di mostrare il loro individualismo ribelle, non hanno un pensiero che trascende il funzionalismo né stanno cercando di fare qualcos'altro a parte provare ad apparire belli—non c'è nessuna ironia dietro le loro scelte estetiche.

VICE: Ehi Alison, cosa facevi prima di creare Accidental Chinese Hipsters?
Alison Kuo: Mi sono trasferita da Austin, Texas a New York un anno fa. Sono un'artista e ultimamente mi sto concentrando sulle gerarchie culturali. Sono passata dall'essere un'eterna nerd all'essere immersa in un mondo molto più cool di quanto non lo sia io, e durante questo processo ho riflettuto molto a proposito degli hipster. È un mondo molto vario, ma alcuni dei miei clienti appartengono a quella categoria che da fastidio alla gente—eccessivamente attenti al proprio aspetto, altezzosi, ossessionati da cose per le quali è molto difficile provare interesse, costantemente al lavoro su misteriosi e autoreferenziali "progetti."

Penso comunque che la maggior parte di loro sia gente fantastica. Molti dei miei amici artisti si vestono in modo audace e hanno uno strano modo di fare, e questo lo vedo come un bene. Ora, sto insegnando inglese come seconda lingua ed è divertente perché i miei studenti sono quasi tutti artisti o aspiranti stilisti coreani, giapponesi e cinesi. Anche se non sono in quel campo si vestono tutti meglio di me. Qual è il tuo background?
Mio padre è cinese e mia madre è del New Jersey. Ora, grazie a internet—e al fatto che abbiamo un presidente di razza mista—capisco molto meglio cosa significa essere un mix di due etnie, ma è inutile dire che crescendo la mia identità etnica e culturale mi ha creato alcuni problemi. Qual è il tuo rapporto con la Cina?
Un mio cugino canadese vive a Shanghai e ha un locale chiamato New York City Deli, il che è incredibile. Vado a Hong Kong per vedere la mia famiglia da quando ero bambina, e non credo che Hong Kong sia molto cinese in realtà. Sono andata per la prima volta nell'entroterra nel 2007, e da allora ho imparato ad apprezzare la cultura cinese autentica. Ho amato quel senso di sporca libertà—poter sputare ovunque, la sensazione che la mia vita fosse in pericolo ogni volta che salivo su un taxi, cibo delizioso ed economico preparato davanti ai miei occhi senza avere il problema di chiedersi da che animale venisse quella carne.
Le persone si vestono in modo assurdo e devono per forza rendersi conto del fatto che sembrano un po' stupidi, ma ci mettono quel non so che di gioioso. Qualsiasi cosa indossino dev'essere comoda per le loro attività quotidiane e se ha qualche colore o motivo pazzesco ancora meglio perché è più divertente. Poi, in Cina non esistono gli stessi tabù sull'appropriazione che ci sono in occidente, quindi prendere in prestito e storpiare una qualche tendenza americana non è niente di eccezionale—è quello che è. Puoi vedere molte donne con i capelli rossi e il mullet, e lo fanno soltanto perché gli piace. È una cosa bellissima da vedere, perché è strana e un po' umiliante. Vivere nella Cina industrializzata è stimolante ma anche difficile. Ho visto molte persone vivere e lavorare in condizioni pessime, e io e quelli del mio gruppo abbiamo avuto problemi ai polmoni durante tutto il soggiorno a causa dell'inquinamento.

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Che messaggio cerchi di lanciare con il tuo sito, se ce n'è uno?
Penso che l'importante sia dare una voce alla popolazione di origine cinese. È bello che la gente vada al cinema a vedere film su ragazze che cantano, tigri e fiori di loto, ma la cultura cinese è molto più di questo. Voglio comunicare un senso di amore e comprensione, ma nel farlo voglio condividere le cose più ridicole possibili e riderne con la gente. Penso che quando ti prendi gioco di qualcosa in una certa maniera, questo ti porta ad una più profonda comprensione. Accorgersi delle persone e apprezzarle è davvero importante.

Durante la mia infanzia, gli elementi di cultura cinese che vedevo intorno a me non ricevevano molto credito. Col mio gruppo di amici "asiatici", che includeva anche un ragazzo bianco e una ragazza di colore, scherzavamo riguardo alle cose che ci rendevano diversi, ma sembrava che nessun altro fosse interessato. Ora, invece, tutti vogliono saperne di più ed è divertente e liberatorio per gli asiatici essere considerati degli esperti in senso culturale e di cosa è cool. Anche se la cultura hipster è un buono spunto per prendere in giro qualcuno, pensare al concetto di autenticità discutendo di argomenti che non sono ironici, o che hanno un diverso senso dell'ironia, è molto più interessante. Quali sono state le reazioni al blog?
Sono state molto positive. Alcuni mi hanno addirittura scritto per dirmi che vedono hipster cinesi ogni giorno nel loro quartiere o che la loro madre, il loro figlio o il loro nonno è uno di loro. Altre volte qualcuno mi ha scritto soltanto per dirmi che si sente una specie di via di mezzo tra le due culture e questo è davvero bello. Oppure mi ringraziano per aver fatto conoscere al mondo l'intrinseca grandiosità dei cinesi. Questa email mi è arrivata oggi: "Grazie per avermi mostrato come sarò da vecchio." I miei amici mi hanno detto che un loro conoscente ha sentito dei tizi parlare del mio sito a una festa e secondo me è pazzesco. Ormai ha vita propria. Adoro mostrare le nuove foto alla gente e vedere che le apprezzano perchè sono divertenti.

Com'è lo stile cinese?
Un americano che vive in Cina mi ha mandato un'email per spiegarmi la sua teoria del "doppio-bello": i cinesi scelgono una cosa che gli piace, magari con una stampa o dei colori vistosi, e poi scelgono qualcos'altro che gli piace senza preoccuparsi di abbinarla al capo precedente. I vestiti in Cina non devono per forza essere discreti e gli anziani non si sentono in dovere di stare in disparte quindi il beige non si vede spesso. In Cina la gente porta i sandali coi calzini, le donne mettono i gambaletti fino al ginocchio e anche le gonne arrivano fino al ginocchio in modo tale che puoi vedere il bordo delle calze che segna i polpacci. Se c'è il sole, la gente si copre perché in genere i cinesi preferiscono un colore pallido all'abbronzatura. Per questo molte donne usano gli ombrelli e credo che questa sia anche la ragione per cui indossano quelle gigantesche visiere, anche se non riesco a spiegarmi i cappellini da baseball portati alla rovescia, ma forse è una questione di comodità. Circolano un sacco di vestiti contraffatti. I sandali di plastica possono avere il logo e la forma di quelli dell'adidas, ma la scritta dice "Sports."
I più anziani, che se ne fregano di queste cose, non avrebbero nessun problema ad indossare una pessima imitazione o qualcosa che abbia l'immagine di un personaggio dei cartoni, se fosse comodo e poco costoso.
Per quanto riguarda i capelli, gli asiatici hanno dei bellissimi, lucenti capelli neri. Dev'essere difficile farsi notare quando tutti hanno dei bei capelli, quindi permanenti fatte male, capelli a spazzola, basette per le ragazze, mullet e capelli ossigenati fai-da-te sono il massimo.
A livello culturale, i cinesi non sono così interessati a mettersi in mostra in quanto individui. L'identità deriva più dal gruppo che dal singolo e per questo credo che il paragone con gli hipster sia divertente perché loro sono così gratificati dalle loro personali stranezze. La gente spesso non si accorge della differenza di convenzioni tra gruppi sociali. Gli occidentali pensano che i cinesi siano poco amichevoli o timidi quando cercano di evitare il contatto visivo o cose simili, quando in realtà lo fanno solo per non essere maleducati.

Quali sono state le tendenze più strane dell'ultimo decennio?
Nel periodo della SARS la gente alla moda di Hong Kong ha cominciato a portare delle mascherine protettive fatte da stilisti. Era davvero fico: paranoia modaiola. Perché il tuo sito ha il sottotitolo "Non sono razzista"?
Non volevo scrivere: sono Alison e sono una ragazza per metà cinese e per metà americana alla ricerca della sua identità culturale attraverso internet. Il blog ha alcuni risvolti "razziali" e mi prendo gioco dei cinesi in maniera affettuosa, ma non credo sia giusto limitare tutto al fatto che sono per metà cinese.