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Il Sarin è un veleno sadico e crudele

Il Sarin è uno dei primi gas nervini della storia, ed è tanto invisibile quanto letale.
Immagine: Getty Images

"Sapete cosa mi ha detto quando ieri sera le ho dato da mangiare?"—"Papà, oggi è il turno di mia sorella per il cibo."

Queste sono le parole, anzi le urla, di un padre di Ghouta, una frazione di Damasco. Le ha pronunciate di fronte ad una telecamera mentre teneva in braccio il corpo di sua figlia, morta. Davanti a lui un altro corpo: la sorella della bambina, anche lei morta. Non le ha pronunciate durante un funerale, ma all'alba del 21 agosto 2013, quando un milite tutt'ora ignoto, l'esercito di Bashar Al-Assad o il contingente di milizia ribelle, ha oscurato la luna sopra Damasco con uno stormo di missili armati al fluoro-metil-fosforil-ossipropano, denominazione IUPAC per il gas nervino sarin.

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Il 19 aprile l'americana CBS ha deciso di trasmettere in prima serata, durante il programma di approfondimento 60 Minutes, uno speciale riguardante l'attacco al Sarin su Ghouta. La puntata del programma, oltre che presentare due interviste, una ad un superstite ed un'altra a un ispettore per le armi chimiche di ronda proprio in quei giorni a Damasco, contiene numerosi video ripresi quella mattina dai cellulari degli abitanti di Ghouta. Le immagini sono strazianti.

Il Sarin è un organofosfato classificato come arma chimica di distruzione di massa e, a differenza di Agente Arancio e di fosforo bianco, di cui ho scritto nelle scorse settimane, non è personificabile. Il sarin non è uno strumento bellico che si 'comporta', non si 'manifesta.' Il sarin è privo di colore e odore e i vettori che lo trasportano non detonano a seguito dell'impatto con l'obiettivo: semplicemente si incastrano, come freccette su un segnapunti, e rilasciano il loro serbatoio di gas nei dintorni. Il sarin è più pesante dell'aria, e quando si libera scivola su ogni superficie come una gigantesca nuvola di mercurio, quello dei termometri: si annida negli angoli, sguscia sotto le porte e rotola giù per scalinate e pendii.

È il 1936 quando uno scienziato tedesco della Bayer, Gerhard Schrader, lavora a un nuovo tipo di insetticida pensato per colpire il sistema nervoso degli insetti. Schrader e il suo team cominciano a sperimentare con diversi tipi di organofosfati e infine sintetizzano un composto chiamato Tabun. Purtroppo per loro (e per gli abitanti di Ghouta), una goccia di Tabun cade sul loro tavolo da lavoro e Schrader e i suoi colleghi vi entrano in contatto. Ci mettono tre settimane a riprendersi completamente.

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A quella prima goccia di organofosfato caduta per caso nel laboratorio di Schrader seguono dodicimila tonnellate di Tabun.

Incidentalmente, quindi, viene sviluppato il primo gas nervino della storia. Schrader, che lavorava in Germania, viene intimato dai gerarchi tedeschi di lasciare stare gli insetti e concentrarsi sugli esseri umani. A quella prima goccia di organofosfato caduta per caso nel laboratorio di Schrader seguono dodicimila tonnellate di Tabun e due nuovi composti: il Soman e il Sarin, acronimo dei nomi dei sui scopritori Schrader, Otto Ambros, Rüdiger e Hermann Van der Linde.

Secondo alcuni sarà proprio Otto Ambros, uno dei colleghi di Schrader, a evitare che il Sarin venga utilizzato contro il fronte alleato: convocato da Hitler a riguardo mentirà, e confesserà ai gerarchi nazisti che le forze alleate erano a conoscenza dei programmi di produzione di Sarin del Reich e che usarle contro il nemico, quindi, autorizzerebbe Russia e Stati Uniti a fare altrettanto contro i tedeschi. In Germania la produzione di Tabun e Sarin è ingente, ma entrambi non vengono utilizzati al di fuori di esperimenti con cavie da laboratorio o su esseri umani imprigionati nei campi di concentramento.

Un vettore balistico contenente centinaia di cariche al Sarin. via Wikipedia

Qualcosa non torna però. La Germania produce dodici mila tonnellate di Tabun e chissà quanto Sarin, ma non utilizza nessuno dei due agenti in guerra. Dove sono finite queste scorte di gas nervino? La risposta è da cercarsi nello spirito pratico dell'esercito russo: nel 1945 l'armata Rossa fa breccia nella Selva Nera, smantella gli impianti di produzione di Sarin e Tabun per trasferirli nella madrepatria e infine prende il gas già prodotto e, banalmente, se ne libera buttandolo nel fiume Oder.

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I russi creano un precedente didattico, così gli americani, dopo aver appreso la tecnica, la riutilizzano una ventina di anni dopo. Durante l'operazione CHASE (Cut Holes and Sink 'Em) i protocolli erano semplici: trova degli armamenti che non vuoi più e liberatene, se non puoi liberartene in tempo utile caricali su una nave, porta la nave nel bel mezzo dell'Atlantico e infine falla saltare in aria. Così semplice ed efficace che gli americani hanno ripetuto per dodici volte le procedure CHASE, dal 1964 al 1970, scaricando nel mare quantità sconosciute di gas nervini e iprite.

Il Sarin non ha né odore né colore e, a conti fatti, credere nella sua esistenza è un vero e proprio atto di fede—a patto che tu non voglia provare a respirarlo, in tal caso non è fede ma stupidità. L'assenza di qualsivoglia "personalizzazione" di questo gas la si ritrova non solo nelle sue caratteristiche, ma anche nei modi in cui è stato trattato: gas in eccesso? Buttiamolo in un fiume. La guerra finisce e Schrader non ha più granché da fare se non tentare di evitare Norimberga? Ottima occasione per disperdere il suo team come se nulla fosse, come se nel 1936 quella goccia di tabun non fosse mai caduta.

Otto Ambros testimonia a Norimberga. via Getty Images

Dopo la caduta del Reichstag il governo inglese tenta di reclutare Schrader, che rifiuta per tornare a lavorare per Bayer. Otto Ambros invece finisce nella rete di Norimberga, viene condannato a 8 anni di reclusione per crimini di guerra ma dopo averne scontati solamente 3 esce e torna a lavorare nell'ambito degli arsenali chimici, non in Germania, ma negli Stati Uniti, dove guiderà il programma di armamento al sarin statunitense.

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A seguito della prima comparsata del Sarin durante la Seconda Guerra Mondiale l'organofosfato non si rifà vivo prima del 1950, quando la NATO adotta il Sarin come arma chimica standard. Negli Stati Uniti la produzione del gas continua fino al 1956, ma le scorte esistenti verranno rifornite fino al 1970.

Il Sarin non è un'arma scenica: non c'entra nulla con le spettacolari colonne bianche del fosforo bianco o le teatrali irrorazioni di Agente Arancio. Nel fortunato caso in cui riuscissi a non respirarlo direttamente, non temere, i vapori del Sarin impregneranno i tuoi vestiti e per i successivi 30 minuti ti trasformerai in una mina vagante capace di ammazzare chiunque ti stia intorno.

Considerando che il Sarin uccide in una decina di minuti, non fare grandi progetti per il futuro anche nel caso in cui ti bombardassero mentre ti trovi circondato da paramedici: un'esposizione non letale ci mette davvero poco a danneggiare permanentemente il sistema nervoso e l'unica speranza è da riporsi in una somministrazione quasi istantanea di pralidossima-atropina, un composto chimico che potrebbe evitarti un'escalation psicotica che parte da un naso che gocciola, passa per l'impressione di avere un tir sopra al proprio petto e infine si conclude con spasmi e vomito che accompagnano il progressivo stato di coma che il Sarin genera. Per fortuna, entro breve, dovresti riuscire a morire.

Il Sarin è 26 volte più letale del cianuro ed è semplicemente spregevole: morirai, e morirai come un verme; e prima di riuscire a fuggire dalla tenaglia del nervino dovrai attraversare il calvario del Sarin, così terribile da essersi meritato una sigla, SLUDGE: salivazione, lacrimazione, minzione (urination), defecazione, malessere gastrointestinale (gastrointestinal upset) ed emesi. Non scordarti degli spasmi, grazie.

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Nel marzo del 1988 cominciano i problemi: in due giorni la città curda di Halabja viene bombardata con armamenti chimici, incluso il sarin. 5,000 morti; uccisi come descritto sopra. Nel 1993, 162 stati membri delle Nazioni Unite firmano la Convenzione sulle armi chimiche: il 29 aprile 1997 il sarin viene messo al bando e si richiede la distruzione di ogni scorta di esso entro aprile 2007.

Il sarin riappare nel 1994 e nel 1995 in Giappone, per mano della setta religiosa Aum Shinrikyo, che in due attentati sfrutta il gas. Nel 1998 CNN e Time Magazine accusano una divisione dell'aeronautica americana di aver sfruttato il sarin in Laos: in seguito la notizia viene ritrattata e i reporter licenziati. Qualche altra sparuta apparizione del gas, quasi sempre per mano di terroristi o ribelli; fino ad arrivare, di nuovo, al 2013, all'attacco su Ghouta.

Le due sorelle dell'attacco di Ghouta. via CBS News

Quando qualche settimana fa CBS ha deciso di trasmettere quelle immagini girate proprio a Ghouta, ogni altra possibile dissertazione sul Sarin, inclusa questa, ha perso valore. L'impersonale crudeltà del gas vi è rappresentata in maniera agghiacciante: in tutti i frammenti video raccolti nella trasmissione non vi sono detriti, fiamme, sangue o spari.

Solo corpi. Centinaia di corpi per terra, tutti con occhi sbarrati e pupille a capocchia di spillo. In quei minuti di video non vi è vita: ci sono i morti e c'è chi vorrebbe essere morto, tra coloro che agonizzano in preda a spasmi e coloro che tentano disperatamente di salvare parenti, amici o semplici sconosciuti buttandogli addosso litrate su litrate di acqua, nella speranza di alleviare i sintomi SLUDGE del Sarin.

Il sarin è un dio sadico e crudele: non esiste fino a quando non sfiora il tuo corpo, e quando si manifesta ti uccide senza remora, lasciandoti a terra umiliato e forse ancora incredulo di quanto possa essere stato letale un gas che non sembrava esistere, fino a quando non l'hai respirato.