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A che punto è la clonazione dei mammut

Uno scienziato coreano ci sta lavorando su, ma a quanto pare il nuovo pioniere della clonazione ha alle spalle un passato non troppo limpido.
5.3.14
Immagine: BioDivLibrary/Flickr

Il primo uomo che ha clonato un cane con successo è stato anche uno dei più grandi autori di frodi scientifiche di questo decennio. Adesso, sembra che il suo obiettivo sia quello di riscattare il suo lavoro portando avanti con un piano per riesumare uno degli animali estinti più famosi della storia.

Woo Suk Hwang è il disgraziato pioniere della ricerca sulle cellule staminali—il suo team ha inventato i risultati di un importante studio che pretendeva di mostrare la clonazione di cellule umane. Hwang è stato espulso dalla Seoul National University, e deve ancora fare i conti con la giustizia. Nonostante tutto, Hwang è ancora a capo di quello che probabilmente è il progetto di clonazione più famoso al mondo, la Fondazione Sooam Biotech Research. Secondo un nuovo reportpubblicato sulle pagine di Nature, Sooam ha clonato con successo centinaia di animali.

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Molti di questi includono i cloni di cani adorati da cinofili americani pieni di soldi, pronti a scucire fino a 100.000 dollari per una copia esatta dei loro amici a quattro zampe morti di recente. Nel tentativo di assicurare tutti che Sooam non diventerà una "fabbrica di clonazione per cani," Hwang sta indirizzando la sua fondazione verso altri obiettivi: la ricerca sull'Alzheimer, un nuovo tentativo di clonazione per le cellule umane, e, sì, la riesumazione di un mammut lanoso estinto da millenni.

Nel 2012, Sooam ha collaborato con l'Istituto di Ecologia Applicata del Nord, con sede a Yakutsk, in Russia. L'obiettivo esplicito era quello di cominciare a valutare la prospettiva di una possibile clonazione di un mammut lanoso. Nel 2013, il gruppo di ricerca si è imbattuto nel materiale di partenza: una carcassa di animale intatta, completa di campioni di sangue. Era quello che Semyon Grigoriev, a capo dell'Istituto, ha definito "il mammut meglio conservato di tutta la storia della paleontologia."

"Abbiamo intenzione di effettuare una clonazione somatica impiantando il materiale genetico di un mammut che ha vissuto migliaia di anni fa nell'ovulo di un elefante femmina," ha detto un portavoce all'agenzia di stampa Ria Novosti. "L'ovulo sarà poi inserito nell'utero dell'elefante, che porterà il feto per 22 mesi prima, si spera, di dare vita a un cucciolo di mammut."

Tutta questa storia ha portato molte persone a ipotizzare che l'era della clonazione dei mammiferi estinti potrebbe essere a portata di mano, non senza scatenare un intenso dibattito sull'etica del processo. Gli ambientalisti sono contrari all'idea, e dicono che così facendo si diffonderebbe la convinzione che possiamo semplicemente riesumare qualsiasi specie estinta, tanto da fare finta che non serva a nulla tutelarne la sopravvivenza. Più di recente, lo stimato ambientalista Steward Brand ha offerto il proprio sostegno incondizionato alla clonazione dei mammut.

Adesso, Sooam ha confermato che il progetto è ancora in corso, ma potrebbe andare parecchio per le lunghe. Insung Hwang, un altro scienziato della Fondazione (nessuna parentela con Woo Suk), ha detto a Nature che l'operazione sta procedendo, ma che "le probabilità di riuscita sono molto ridotte.”

Alcuni degli scienziati coreani di Hwang ritengono che si tratti di un'altra trovata pubblicitaria esagerata, e sentono puzza di bruciato proprio perché la notizia è troppo gonfiata, proprio come nel caso precedente.

"Ho paura che sia solo una messa in scena," ha detto Jeong-Sun Seo, direttore del Genomic Medicine Institute presso la Seoul National University. Nature ha sostenuto che "si prova una sensazione di déjà vu." Eppure, la rivista spiega che sono stati riscontrati dei progressi:

Sotto la guida di Woo Suk Hwang, l'istituto ha pubblicato più di 40 articoli che documentano i successi nella clonazione e progressi tecnici nella procedura. "Il suo gruppo sta realizzando importanti, seppur ancora incrementali, progressi verso obiettivi a lungo termine," dice Cindy Tian, una biologia della riproduzione e clonazione presso l'Università del Connecticut a Storrs.

È una storia affascinante e complicata, e di sicuro non passerà inosservata—Hwang potrebbe essere troppo zelante perché vuole riscattarsi, o potrebbe avere un motivo migliore per essere più scrupoloso che mai. Penso lo scopriremo presto, non appena un mammut lancerà il suo barrito in uno zoo sperduto da qualche parte in Siberia.