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Tecnologia

Caustic Window di Aphex Twin e il mito degli album perduti

Perché abbiamo bisogno di perdere le cose per poi ritrovarle.
Immagine: the actual record/Kickstarter/James E. Thomas

Non è mai stato semplice “perdere” un album, davvero. La storia del rock, tuttavia, è piena di racconti di artisti che tentano di “liberarsi delle incisioni” di questa o quella registrazione, e questi artisti, da Brian Wilson a Brian Eno, possono aver seppellito questi album per un lungo periodo, tuttavia sembra che saltino sempre fuori alla fine, in una forma o in un'altra. È raro che venga perduto un interno album; il più delle volte è soltanto una parte di un album o alcune versioni più ambiziose di esso, o magari solo un mix diverso. Anche il pezzo inedito di David Bowie Toy è in realtà la rielaborazione di vecchio materiale e di abbozzi di canzoni destinate a essere pubblicate più tardi in altri album.

E poi c'è la registrazione di Caustic Window di Aphex Twin, un album integrale che era arrivato solo allo stadio del test pressing, con solo un paio dei pezzi prodotti in precedenza dell'etichetta “Rephlex Records” di Aphex Twin, di cui non si è mai avuta alcuna notizia.

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In qualche modo l'album è rimasto nell'ombra fino ad Aprile, quando qualcuno ha messo in vendita uno di questi test pressing su Discogs per 13.500 dollari—che adesso sembrano un affarone considerando che è stata poi attivata una campagna su Kickstarter per comprare l'album e pubblicarlo opportunamente convertito in forma digitale, che ha raccolto quasi 70.000 dollari (i soldi in eccesso verranno dati in beneficenza) da parte di 4.124 partecipanti. Dopo solo un mese dalla chiusura della campagna, non è una sorpresa che l'album sia su YouTube. Lo potete ascoltare qui.

Il racconto legato a Caustic Window è abbastanza incredibile. La storia, come racconta un admin di We Are the Music Makers, una community hub di musica elettronica, è quella dei pochi possessori dei test pressing dell'album abbandonato, “ogni persona aveva dovuto giurare di non fare alcuna copia della musica per vent'anni.” Nel 2014 i vent'anni dei test pressing sono passati, quindi eccoci qua. Non sono molto sicuro di quanto bene si accordino gli scarti di un album e il suo contenuto con un giuramento di segretezza che dura due decenni: forse si pensava che fosse ancora troppo azzardato per il 1994. Il mondo non era ancora pronto.

La cosa più interessante è l'ondata di stupore che abbiamo provato solo per il concetto di “album perduto”. Ed è questo che è perlopiù un album perduto: un concetto. È sgradevole pensare che ogni cosa da adesso fino all'eternità verrà inscatolata e archiviata digitalmente, anche solo per il fatto che è più facile tenere le cose piuttosto che eliminarle. Questo è demoralizzante, io credo, un mondo senza cimeli. Ci sono bambini adesso che non conosceranno mai il brivido di imbattersi in una scatola piena di cianfrusaglie in un attico, o semplicemente piena di reperti personali. Ecco un'altra cosa che abbiamo perso: i reperti.

Un album perduto, che sia un'illusione o no, ci fa dare uno sguardo a quel mondo passato dove le cose potevano essere perse per sempre o forse anche ritrovate: un'esistenza dove non c'è niente da ritrovare sembra un po' piatta. Mi sto immaginando ora un racconto fantascientifico dove cellule terroristiche attaccano i centri di raccolta dei dati non per rubare le informazioni o per scopi politici, ma solo per fare il modo che perdere qualcosa faccia ancora parte di questo mondo. Parteciperei a questo movimento di resistenza.