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I cani ci capiscono meglio di quanto pensiamo

Secondo le ultime ricerche, i cani riescono a capire quello che pensiamo osservando i nostri comportamenti.
Immagine: il cane dell'autore, Harley/Abby Logsdon

Se il mio cane non sta dormendo, solitamente mi osserva—mi guarda mentre scrivo articoli, mentre programmo al computer, mentre guardo i film e mi guarda quando lo guardo. Il mio cane è un osservatore scientifico che documenta la mia vita. Da un po' di tempo a questa parte mi sono chiesto, che cosa guarda con tanta dedizione? Cosa capisce di quello che faccio? Si ricorda i pattern del mio comportamento o comprende quali sono le mie intenzioni? In altre parole: che cosa capisce dei motivi per cui compio certe azioni?

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Secondo uno studio pubblicato recentemente su PLOS ONE, i cani sarebbero in grado di comprendere le intenzioni umane. In alcuni esperimenti finanziati dall'European Research Council e condotti dalla ricercatrice della University of Portsmouth Sarah Marshall-Pescini, è stato osservato che i cani sono in grado di comprendere almeno tanto quanto un neonato o di un cucciolo di scimpanzé.

"La questione se le specie non umane possano accorgersi dell'intenzionalità delle azioni altrui è da sempre molto dibattuta," hanno affermato Marshall-Pescini e colleghi, "ma recentemente è stato osservato che i cani domestici sono particolarmente sensibili ai segnali comunicativi, anche in contesti cooperativi e intenzionali."

Dimostrare che i bambini e/o i cani possono riconoscere le intenzioni degli adulti è una sfida non facile per ovvie ragioni, per esempio per il fatto che nessuno dei due è in grado di esprimersi chiaramente. La struttura dello studio di Marshall-Pescini è la stessa usata negli esperimenti per testare la consapevolezza infantile.

"In uno studio del 1998, Al Woodward ha osservato che quando un neonato di 5 mesi osserva ripetutamente una persona interagire con un oggetto, se la persona inizia a interagire con un altro oggetto, lo guarda poi più a lungo rispetto a quando la persona interagisce con il vecchio oggetto," spiega lo studio. "La "sorpresa" provata dai neonati in questo tipo di esperimento ha portato gli autori a concludere che i neonati comprendano l'intenzionalità dell'azione della persona verso un oggetto."

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Marshall-Pescini e il suo team hanno sostanzialmente riprodotto lo stesso esperimento con i cani. "In modo simile ai neonati, i cani percepiscono le azioni dell'agente animato come intenzionali," hanno scritto, "abbiamo osservato che guardano più a lungo la persona (l'agente animato) quando interagisce con il nuovo oggetto rispetto a quando compie un'azione diretta al vecchio oggetto (nel nuovo luogo), ma questi risultati non si manifestano con un oggetto inanimato (per esempio una scatola nera.)" Ecco in poche parole quello che la ricerca ha scoperto.

I cani tenevano il loro sguardo fisso sulle azioni della persona quando l'oggetto in questione cambiava, ma la osservavano per meno tempo quando utilizzava il vecchio oggetto in un nuovo luogo. Questo esperimento suggerisce che il cane osserva la connessione tra la persona e l'oggetto piuttosto che prestare attenzione all'oggetto in sé. Ciò lascerebbe intuire una comprensione delle intenzioni

Immagine: l'esperimento/Marshall-Pescini

Marshall-Pescini sottolinea che è possibile che i cani fossero interessati al primo scenario (nuovo oggetto, vecchio luogo) per altri motivi. È probabile che si aspettassero che il nuovo oggetto fosse un nuovo gioco o del cibo, ma lo studio afferma che "una volta che i cani venivano rilasciati, solo in pochi casi si mostravano interessati all'oggetto, il che negherebbe l'aspettativa di trovare del cibo."

Lo studio prova comunque che il modello sperimentale del tempo di osservazione dei bambini può essere utilizzato anche per i cani, piuttosto che essere una prova definitiva del fatto che i cani comprendono le intenzioni a livello "mentale"; è più probabile che i cani facciano una connessione inferenziale o statistica grazie all'osservazione ripetuta dell'azione. C'è bisogno di ulteriori ricerche.

Nonostante tutto, continuerò a credere che il mio cane, un osservatore incomprensibilmente paziente e scrupoloso del comportamento umano, sapia più cose delle mie intenzioni di quanto non ne sappia io. I cani, dopotutto, pare abbiamo avuto 30.000 anni di evoluzione per affinare questa abilità.

Un'ulteriore prova potrebbe essere una ricerca pubblicata l'anno scorso che ha scoperto che i cani rubano le cose (cibo) perché comprendono le diverse condizioni (ad esempio una camera buia) in cui potrebbero farlo senza essere beccati dai padroni. Lo studio non era né ben strutturato né preciso (seppur molto affascinante), ma supporta la direzione presa dalle ricerche che si concentrano sullo studio della comprensione dei cani, più profonda di quanto credessimo.