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No, Apple non ha guadagnato 40 milioni di dollari in oro riciclando gli iPhone

La notizia secondo cui Apple ha recuperato l'equivalente di 40.000.000$ in oro riciclando i suoi prodotti è, semplicemente, falsa.
21.4.16

Negli scorsi giorni, girovagando per il web potreste esservi imbattuto in un articolo che faceva più o meno così: 'Apple ha riciclato 40 milioni di dollari di oro lo scorso anno, estraendolo dagli iPhone.'

Praticamente niente di tutto ciò è vero.

La storia è finita ovunque, dai media mainstream più tradizionali come la CNN, Fox News, e Huffington Post, fino a siti normalmente di nicchia e decisamente curati come MacRumors, Gizmodo, Quartz, e The Verge. Non mi ero mai imbattuto in una vicenda affrontata in maniera così giornalisticamente povera—centinaia di portali hanno coperto l'"Environmental Responsibility Report" di Apple, e nemmeno un articolo è riuscito ad avvicinarsi, anche per sbaglio, alla verità.

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L'articolo più assurdo e meno accurato diceva così: Apple, mossa dalla bontà del suo cuore o più probabilmente dagli incentivi economici, ha preso in custodia gli iPhone e gli iPad che venivano riportati indietro nei negozi, li ha smontati e ha fuso circa 30 milligrami di oro per ogni telefono, arrivando a ottenere circa una tonnellata di oro.

"Ciò che fanno è staccare un assegno ai riciclatori e dire loro "Possiamo fare credito per un milione dei vostri ???"

In questa versione della storia, Apple ha racimolata la bellezza di 40 milioni di dollari per questo suo sforzo, e gran parte del processo è stato svolto da Liam, il suo robot per riciclo capace di disassemblare 1.2 milioni di iPhone all'anno. Delle semplici operazioni matematiche dimostrano che Apple avrebbe dovuto recuperare 33.3 milioni di iPhone per ottenere così tanto oro. In altre parole, in questa realtà alternativa, invece che ricondizionare e rivendere quegli iPhone per qualche centinaio di dollari al pezzo nei paesi in via di sviluppo, Apple ha deciso di distruggerli e di recuperare circa 1 dollari di oro per dispositivo.

Più probabilmente, comunque, è stato segnalato che Apple abbia riciclato "40 milioni di chili di rifiuti elettronici attraverso il suo programma di riciclo," e gran parte di questi rifiuti arrivano dagli iPhone e da altri vecchi prodotti Apple. Di questi rifiuti, 1 tonnellata di essi era d'oro, che, secondo le attuali quotazioni, vale 40 milioni di dollari.

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Questo calcolo è leggermente più vicino a ciò che è effettivamente successo, perché perlomeno gli autori di questi articoli hanno letto i report di Apple, che segnalava che "Nel 2015, abbiamo raccolto circa 40 milioni di chili di rifiuti elettronici attraverso il nostro programma di riciclo. Si tratta del 71 percento del peso totale dei prodotti che abbiamo venduto sette anni prima."

Apple segnala anche di "star lavorando con oltre 160 riciclatori in giro per il mondo." Questa è la verità: Apple ha pagato dei riciclatori indipendenti per riciclare vecchie componenti elettroniche—e che quasi mai corrispondevano a prodotti Apple, comunque—perché la legge richiede di farlo. Ben lontana da un guadagnano netto di 40 milioni di dollari, Apple probabilmente ha perso del denaro attraverso questa operazione. Non perché Apple non sappia fare affari o cos'altro: semplicemente, l'industria funziona così.

Tutti i produttori di elettronica che vendono prodotti negli Stati Uniti sono obbligati a riciclare i loro rifiuti elettronici secondo le normative vigenti in 25 stati. Le leggi sono diverse per ogni stato, ma nessuna di essere obbliga Apple a riciclare esclusivamente prodotti Apple. Invece, di solito obbligano i produttori di riciclare una quantitativo equivalente in chili di rifiuti, che sia in qualche modo collegato al mercato in cui loro lavorano. È per questo che Apple afferma di "aver riciclato il 71 percento del peso totale dei prodotti venduto sette anni prima."

Gli stati in arancione hanno delle leggi per il riciclo di rifiuti elettronici. Immagine: Ecycle Clearing House

"24 di questi stati legiferano su ciò che chiamiamo 'responsabilità del produttore,'" mi ha spiegato Jason Linnell, direttore del Nation Center for Electronics Recycling. "Il produttore deve, sulla base di alcuni criteri, di solito la copertura di mercato, riciclare X chilogrammi di rifiuti elettronici per poter essere considerato in linea con la normativa. In quasi tutti i casi, con pochissime eccezioni, contattatano dei riciclatori indipendenti e dicono loro, "Dobbiamo riciclare 1 milioni di chili di rifiuti in Minnesota, lo potete fare per noi?"

In questo senso, il riciclaggio di componenti elettroniche spesso funziona come i crediti per le emissioni di carbonio secondo Kyle Wiens, CEO di iFixit, un'azienda che lavora proprio aiutando le persone a riparare e riutilizzare i loro dispositivi, invece che venderli.

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"Ciò che fanno è staccare un assegno ai riciclatori e dire loro 'Possiamo firmare per un milione di vostri chilogrammi di riciclo?'" mi ha spiegato Wiens.

"La percentuale che stanno effettivamente riciclando per conto loro sul totale è più o meno vicina allo zero, forse poco più di zero."

Anche se Apple ha un programmato dedicato al riciclo e alla rivendita di iPhone condizionati, consiste di una piccola frazione di tutti i rifiuti elettronici del paese.

"Quasi tutti i rifiuti elettronici del paese sono raccolti da aziende come Goodwill, i programmi municipali di riciclo, o programmi di riciclo tecnologico più specifici," ha spiegato Wiens. "Apple ha 450 negozi e un programma per il ritiro—la percentuale che stanno effetivamente riciclando per conto loro sul totale è più o meno vicina allo zero, forse poco più di zero."

Non è necessariamente un male—Apple è un produttore di dispositivi tecnologici, non un riciclatore. E, relativamente parlando, gli iPhone non pesano un bel niente se rapportati alle vecchie TV ai tubo catodico, ai vecchi server e ai monitor dei computer. Anche gli iPhone più vecchi servono a qualcosa, in giro per il mondo, mentre distruggere e riciclare le vecchie TV è probabilmente la cosa migliore che si possa fare. Se i produttori dovessero effettivamente riciclare i dispositivi per conto loro, be', Apple dovrebbe lanciarsi nel mercato del riciclo dei televisori di altri produttori.

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"La parte divertente è che la maggior parte dell'oro si trova nei vecchi PC e server," ha spiegato Wiens. "Negli iPhone di oro non vi è quasi traccia."

Infatti, i telefoni e i tablet spesso nemmeno sono contati nel totale dei dispositivi da riciclare, in molti stati.

"La grande maggioranza dei componenti elettronici riciclati oggi corrisponde a televisori CRT—qualcosa come l'80 percento del peso totale arriva dai vecchi CRT," ha detto Linnell. "Quasi nessuno stato tiene conto del peso di telefoni e tablet—Se tornano indietro vengono ricondizionati e venduti."

There are no iPhones in here. Image: Snarkelmotion/Flickr

Così, nonostante Apple risulti responsabile del riciclaggio di più di 40 mila tonnellate di rifiuti elettronici, in realtà solo una minima parte di questi sono iPhone e, tra questi, la quantità di prodotti Apple è minima. Nello Stato di Washington, ad esempio, i prodotti Apple raggiungono appena l'1,78 per cento del peso totale di rifiuti elettronici riciclati nel 2014, in Oregon, invece, solo l'1,65 per cento.

Riciclare questi materiali è difficile, pericoloso (i centri di riciclaggio dei rifiuti elettronici sono soggetti a frequenti incendi) e, in fin dei conti, poco redditizio. I riciclatori indipendenti riescono a rimanere in attività e a guadagnare, in parte perché i produttori come Apple li pagano per farlo, in parte perché rivendono i metalli che recuperano.

"Per ogni produttore investire in un programma di riciclaggio, a meno che non comprenda la vendita dei prodotti, finisce per essere solo un costo aggiuntivo," ha spiegato Linnell, "anche per chi ricicla, i costi enormi per reperire, disassemblare e trasportare rifiuti ingombranti sono elevati. Le componenti d'oro contenute nei rifiuti elettronici sono una grande cosa, ma per lo più si limitano a compensare i costi di tutta l'attività di riciclo in generale."

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Quindi Apple non sta guadagnando 40 milioni di dollari (più di 35 milioni di euro) nella sua operazione di riciclaggio, anzi probabilmente sta spendendo moltissimi soldi per rispettare le leggi. Dato che i produttori richiedono quasi sempre ai riciclatori di firmare accordi di non divulgazione, non sappiamo a quanto ammonti realmente questa spesa.

Quindi ecco come funziona in generale il riciclaggio dei rifiuti. Ho colto l'occasione per togliermi qualche curiosità, ponendo queste domande ad Apple:

  • Mi chiedevo: le oltre 40 mila tonnellate recuperate dai vostri programmi di riciclaggio superano quanto richiesto dalle varie leggi statali in materia di rifiuti elettronici? Se è così, di quanto? Qual è il minimo che siete obbligati a fornire per legge?
  • Avete dati sul quanto incidono i prodotti Apple nel totale del materiale recuperato?
  • Inoltre, avete i numeri su quanti chili vengono riciclati da Apple stessa rispetto agli impianti indipendenti e pubblici?
  • Infine, quanti chili di rifiuti elettronici ha riciclato Liam fino ad ora?

La società non mi ha fatto avere nessuna risposta.

Linnell mi ha spiegato che, in generale, Apple è considerata un buon partner per i programmi di riciclaggio statali, oltre ad aggiungere che l'azienda ha istituito programmi di riciclaggio e contratti con i riciclatori di rifiuti elettronici in stati dove non esistono regolamentazioni in materia.

"In quasi ogni rapporto statale a cui ho avuto accesso, Apple supera il minimo di rifiuti richiesto," ha dichiarato, "anche se in alcuni casi il peso dei rifiuti forniti tende ad essere inferiore, dato che tablet e telefoni non pesano molto, rispettano sempre gli obiettivi stabiliti."

Calcolare quanto materiale viene richiesto ad Apple per essere riciclato e di quanto i rifiuti forniti dalla società si discostino da questa cifra è piuttosto difficile, perché ogni stato adotta criteri diversi. In Minnesota, ad esempio, il calcolo per Apple viene svolto in base a questa formula:

Screengrab: legge statale del Minnesota

Gli opinionisti di Internet e i giornalisti suggeriscono che ad Apple sia una combinazione di nobiltà e di genio, a fare fuori la vostra roba vecchia. Può anche essere così, ma il motivo è che la società ripara e rivende i vostri vecchi telefoni, non perché li fonde per estrarre l'oro che contengono.