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Inizia il roBOt Festival a Bologna

XLR8 è il tema politico e sovversivo di questa edizione.

di Giulia Trincardi
05 ottobre 2015, 12:11pm

Si apre questa settimana l’ottava edizione del roBOt, il festival dedicato alle declinazioni dell’arte multimediale che quest'anno invade e anima la città di Bologna dal 7 al 10 di ottobre con proiezioni, performance, workshop e serate di musica elettronica.

Il tema di quest’anno, codificato nella sigla XLR8, lascia da parte l’atmosfera nostalgica e di “retromania” delle scorse edizioni per invitare il suo pubblico a reinterpretare il rapporto con la tecnologia informativa di oggi.

La premessa di XLR8 si annuncia come politica e sovversiva: rifacendosi alla teoria accelerazionista, questa edizione del roBOt Festival propone di sostituire il rifiuto verso una tecnologia di sorveglianza e repressione con uno spirito di riappropriazione verso quella stessa tecnologia, e lo fa schierando artisti che sembrano “sfidare il presente sullo stesso terreno del potere per restituirne una versione ‘futuribile’ e alternativa.”

L’uso critico delle nuove tecnologie è al centro del lavoro degli artisti presenti al roBOt, così come lo sono l’estetica innovativa e la sperimentazione. Oltre a nomi della musica elettronica più sperimentale—come Godblesscomputers, Yakamoto Kotzuga, Trentemøller, Holly Herndon—XLR8 porta nei luoghi del festival anche workshop, installazioni e performance, come il progetto Ljós, del collettivo di artisti multimediali Fuse* di cui potete vedere un'anteprima qui sotto:

| Ljós | di fuse* su Vimeo.

Ripensare il rapporto con una tecnologia informativa invadente significa dare nuovo senso anche allo spazio che essa occupa e trasforma: One Church One Column, installazione di Luca Pozzi, riflette sul rapporto tra spazio-contenitore e informazioni assorbite, tramite la fisicità di una spugna che levita come se fosse un “cloud.”

[Electromagnetic fields, sponge, inox 304, phosphor, wood pedestal, 130x62x62 cm]

One Church One Column - Immagine via

Un altro spunto di riflessione sul futuro ipertecnologico celebrato da roBOt quest’anno è rappresentato da Toa Mata, la band di Lego animata tramite Arduino capace di suonare i Depeche Mode, che sarà presente al festival. In fondo, la domanda “È possibile rendere i Lego ‘umani’?” non fa che riproporre il dibattito sulle intelligenze artificiali in modo originale.


Toa Mata Band

Il nostro presente non sarà forse ancora completamente cyber, ma XLR8 roBOt Festival sembra determinato a immergere il suo pubblico nella perfetta suggestione di un futuro ipertecnologico ma alternativo.

Andate sul sito del festival per scoprire di più sugli eventi e gli artisti di questa edizione dedicata all’esistenza accelerata e alla sua rivoluzione.

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