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televisione

Ho riguardato 'Malcolm', e ho scoperto che è un capolavoro televisivo del socialismo

Riguardandola ora, è chiaro che la sitcom dei primi anni Duemila ha sempre parlato di questo.

di Yohann Koshy
17 gennaio 2017, 10:11am

Quasi tutti gli episodi di Malcolm finiscono con una porta che sbatte e con la famiglia di Malcolm che ritorna allo status quo. È una situazione ricorrente nelle sitcom: tutto torna com'era all'inizio della puntata. La differenza è che in Malcolm lo status quo è piuttosto deprimente. A differenza dei personaggi di Friends, ad esempio, che vivono in comodi appartamenti e non sembrano aver alcun bisogno di lavorare, la famiglia di Malcolm non se la passa benissimo. Ogni battuta, ogni trama e ogni decisione dei personaggi c'entra con questo fatto materiale.

Sono cresciuto pensando che Malcolm fosse una sitcom che parlava di quattro fratelli agitati e dei loro genitori. Riguardandola oggi, però, è chiaro qual è il suo vero tema: l'idea che la meritocrazia è una truffa, che le istituzioni sociali sono corrotte e che il lavoro salariato è crudele. I genitori, Hal e Lois, hanno una relazione così passionale al punto da sembrare comica, un'altra cosa che non ho mai davvero capito quando ero ragazzino. In realtà è un modo di proteggersi a vicenda dalla durezza del capitalismo. Tutti i personaggi, in un modo o nell'altro, sono condannati a soccombere al mondo che li circonda. 

Tutti questi temi possono sembrare piuttosto pesanti per la prima serata della FOX, ma le sitcom che cercano di diffondere idee radicali non sono una novità. Proprio all'interno di Malcolm c'è un riferimento a questo aspetto: sul muro della camera che Malcolm condivide con Dewey e Reese c'è un poster della sitcom Dinosaurs, trasmessa all'inizio degli anni Novanta da ABC. Dinosaurs è diversa da tutte le altre sitcom americane: è anticapitalista, moralista e parla di una famiglia di dinosauri che vive in un palude di proprietà di una multinazionale a capo della quale c'è un CEO in stile Donald Trump. È una critica dello sfruttamento, delle molestie sessuali, della corruzione politica e finisce con la famiglia di dinosauri che si estingue durante un'era glaciale indotta dal cambiamento climatico. Dinosaurs è lo spirito guida di Malcolm. 

All'inizio della serie la famiglia di Malcolm è indebitata, perennemente sotto stress e vive in una casa che sta cadendo a pezzi. Una scena tipica della serie vede Hal e Lois seduti in cucina davanti a un tavolo ingombro di bollette. Lois non ha tempo di stare dietro alle faccende di casa perché deve lavorare in un supermercato. Hal fa l'impiegato, il tipico lavoro improduttivo e senza senso che rende le persone infelici. Lavora così poco che a un certo punto si scopre che tutti i venerdì invece che andare in ufficio se ne va da solo in posti tipo Seaworld—trasformando il suo in uno dei più radicali rifiuti di lavorare che siano mai stati trasmessi in televisione. 

Nel primo episodio, si scopre che Malcolm è un genio con un QI di 165. La scuola pubblica che frequenta lo mette in una classe di ragazzi dotati, dove "usiamo tutte le cose che non vogliamo sprecare con gli alunni normali." In una sitcom conservatrice la storia si scriverebbe da sé: un grande riscatto sociale in cui l'intelligenza di Malcolm gli permette di traghettare la famiglia verso un futuro di ricchezza. Ma quello che succede è tremendamente sincero e realistico. L'intelligenza di Malcolm non gli consente di affrancarsi dalla sua classe sociale, ma acuisce la sua appartenenza a essa. Nell'ultima puntata della serie viene accettato ad Harvard ma riesce a permettersi la retta solo lavorando come bidello per l'università. 

E tutto questo è successo diversi anni prima della crisi economica del 2008, dopo la quale nei paesi occidentali si è iniziato a parlare di "scomparsa della classe media," come se fino a quel momento tutto fosse andato a gonfie vele. Malcolm mostra come le promesse del neoliberismo siano sempre state false: gli stipendi delle classi medio-basse sono rimasti stagnanti dagli anni Ottanta, l'indebitamento è sempre stato in aumento. Quando la famiglia è costretta a cancellare le vacanze estive per pagare il conto dell'ospedale di Malcolm c'è un momento in cui i personaggi si ritrovano ad analizzare i pro e i contro di quella decisione. È un momento che non si è mai visto prima in televisione, ma che è la realtà di molte famiglie americane. 

Ma la sitcom non mostra solo quanto sia difficile sopravvivere sotto il capitalismo, ne smonta anche alcune idee fondamentali. Una delle battute ricorrenti è che la povertà della famiglia di Malcolm è da imputare ai difetti dei suoi componenti piuttosto che al risultato di forze strutturali del sistema. Quando Lois e Hal sono costretti a smettere di fare sesso perché lei si becca la candida, cominciano a spostare le loro energie sulla cura della casa e la trasformano in un'idilliaca abitazione borghese. Quando Dewey scopre che Hal ha cominciato a fumare di nascosto, calcola che con i soldi che ha speso in sigarette avrebbe potuto mandare lo stesso Dewey—anche lui molto intelligente—in una scuola privata. Sono tutte situazioni comiche che fanno la parodia della retorica secondo cui i poveri sarebbe poveri perché non lavorano abbastanza. 

La critica ha elogiato Malcolm per il suo uso pionieristico della camera singola e per l'assenza delle risate pre-registrate, tutte innovazioni che hanno tracciato il solco per le sitcom postmoderne degli anni Duemila. Ma in pochi si sono soffermati sulla grande diversità del cast. Il miglior amico di Malcolm, Stevie, non è solo afroamericano: è anche disabile e ricco. E qui non si tratta di una forma crudele di ironia—un po' come quando Lena Dunham ha risposto alle critiche sulla mancanza di diversità in Girls aggiungendo un personaggio nero e repubblicano per due episodi. Viene proprio costruita una relazione difficile nel corso della quale entrambi i personaggi crescono. Inoltre, i valori conservatori della famiglia di Stevie sono una satira dell'idea della "rispettabilità"—l'idea che i neri, per riuscire a ritagliarsi il proprio posto in un mondo dominato dai bianchi, debbano far di tutto per essere "rispettabili"—portata avanti da programmi come The Bill Cosby Show. Gli stessi pantaloni di Stevie sembrano usciti dal guardaroba di Bill Cosby.

Lo stesso discorso vale per il personaggio di Piama—la moglie di Francis, fratello maggiore di Malcolm—che è di origini inuit. Piama che non è solo lì per fare diversità: il suo personaggio è complesso. All'inizio Lois non approva la sua relazione con suo figlio, ma presto le due donne sviluppano un senso di solidarietà costruito sul piacere di punire i propri partner e spaccare le loro cose quando se ne vanno in giro in moto da soli per giorni. 

Di recente sembra che per la critica sia diventato obbligatorio cercare di adattare elementi della cultura pop al clima politico contemporaneo—un tentativo che, a volte, risulta forzato. Man mano che la politica diventa sempre più senza senso si fa più difficile separarla dalla cultura pop stessa. Immergendomi completamente nel mondo di Malcolm, mi sono ritrovato a provare così tanta empatia per i personaggi e per le loro vite che mi viene da chiedermi come potrebbero sopravvivere negli Stati Uniti di Trump. Probabilmente non se la passerebbero bene. 

E poi ho fatto un pensiero terribile. E se avessero votato per lui? Anche se il successo di Trump è dipeso da diversi fattori—e i voti dei bianchi ricchi e laureati sono stati cruciali—la famiglia di Malcolm, una famiglia di bianchi poveri che vive in uno stato del Midwest, potrebbe aver fatto parte di quel blocco di voti delle classi inferiori che si sono spostati dai democratici ai repubblicani e che hanno aiutato Trump a farcela. E se Lois e Hal si fossero fatti convincere dalle promesse di Trump di stipendi più alti e un'economia basata sulle esportazioni? E se si fossero fatti sedurre dalla sua maschera anti-establishment e avessero sfogato la loro rabbia in un voto di protesta? 

Ho cercato di calmare questo pensiero—il pensiero che la mia famiglia televisiva preferita potesse essere formata da elettori di Trump—provando a immaginare un'alternativa più plausibile. Il giorno delle elezioni, tra lo stress di un lavoro malpagato e l'ansia di dover ripagare i debiti, Lois e Hal probabilmente avrebbero fatto come milioni di altri americani nelle loro stesse condizioni. Sarebbero stati troppo occupati o cinici per andare a votare.

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