FYI.

This story is over 5 years old.

Noisey

Abbiamo parlato con Ghemon del suo primo album e di come "non è stato del tutto capito"

Dieci anni dopo, Ghemon parla de "La rivincita dei buoni".

Nel 2007 Gianluca, detto Ghemon, studiava giurisprudenza a Roma e si pagava le bollette facendo lavoretti qua e là. Quell'anno uscirono il suo primo mixtape e il suo primo album: si chiamavano Qualcosa cambierà e La rivincita dei buoni. Mentre il Chicoria, Duke Montana, Jake, Guè e compagnia bella comparivano nei porno a tema "cocaina e poliziotti corrotti" facendo la storia—e confermavano la narrazione predominante del rap come luogo di racconti di strada—lui rappava di tipe che non gli rispondevano al telefono, di quanto Roma fosse grande e complessa e affascinante, di quanto potesse essere umiliante e deleterio l'egoismo nelle relazioni, dei pregiudizi nei confronti di ogni amore non eterosessuale. E lo faceva non su produzioni da G-Unit ma su beat che cucivano assieme straccetti soul e R&B. Insomma, faceva la persona buona e non aveva paura di dirlo chiaramente nel titolo e nell'artwork del suo disco.

Pubblicità

Oggi Ghemon e Unlimited Struggle—che nel 2007 fece uscire il suo primo lavoro collettivo, Struggle Music—rappresentano una garanzia di pensiero indipendente. Ma ci sono voluti anni per arrivarci, e per capire come è stato farsi tutto il percorso dalle prese per il culo ("Ha un maglione coi panda viola? FROCIO!") al rispetto, dalla sfiducia alle pacche sulle spalle, dalle prese male alla consapevolezza del potere dell'auto-teraptia, ho parlato direttamente con Ghemon, un pomeriggio, nello studio di Macro Beats a Milano.

Continua a leggere su Noisey: Abbiamo parlato con Ghemon del suo primo album e di come "non è stato del tutto capito"