"Untitled, #Pa1061-1554", Palermo, Italia, 2013, dalla serie Vanitas di Matthew Rolston. Per gentile concessione di MRPI.
Matthew Rolston: Mi sono imbattuto per caso in questa teoria. Da sempre mi interesso alla rappresentazione degli uomini—ovviamente, perché i ritratti sono sempre stati il mio mestiere.Il mio primo progetto personale, Talking Heads, era una serie di ritratti delle marionette di un ventriloquo, ed esplorava il modo in cui ognuno di noi proietta la propria forza vitale su una rappresentazione fittizia, la marionetta. Quando guardiamo una statua di Cristo o del Buddha (ma anche una foto di un personaggio famoso), istintivamente cerchiamo di infondergli qualcosa di umano. Ho fotografato questi cadaveri come fossero vivi. Ho voluto ritrarre lo stesso momento di connessione che avrei cercato con un soggetto vivente.
"Untitled, #Pa748-105," Palermo, Italia, 2013, dalla serie Vanitas di Matthew Rolston. Per gentile concessione di MRPI.
"Untitled, #Pa487-1318", Palermo, Italia, 2013, dalla serie Vanitas di Matthew Rolston. Per gentile concessione di MRPI.
Circa 500 anni fa, i primi defunti dell'Ordine dei Cappuccini di Palermo furono sepolti nel seminterrato della chiesa. La pratica comune consisteva nel rimuovere gli organi interni, lasciare che il corpo essiccasse su una lastra di pietra per circa un anno, e poi imbottirlo di paglia e riporlo in una tomba. Dopo un anno, quando i frati si accorsero che i corpi dei loro defunti non si erano ancora decomposti, gridarono subito al miracolo.
Il processo è stato molto lungo. Scattavamo la notte, dalle 18 fino alle tre di mattina. Ci sentivamo un po' dei vampiri, ma nel senso buono. Dormivo tutto il giorno in una stanza completamente buia, mi svegliavo al tramonto e scendevo nella cripta [ride]. Ho dovuto chiedere i permessi per stare lì, e ho trasportato io tutta l'attrezzatura e una crew di sei persone da Milano a Palermo—prima in auto fino a Genova, e poi in nave. Che viaggio!Allo stesso tempo abbiamo girato un breve documentario per raccontare il progetto. Avevamo scelto di girare prima del Giorno dei Morti, e la nostra ultima notte di riprese è stata il 31 ottobre—un bel momento per pensare all'aldilà.
"Untitled, #Pa458-1071", Palermo, Italia, 2013, dalla serie Vanitas di Matthew Rolston. Per gentile concessione di MRPI.
Se visiti le catacombe, vedrai che gli spazzi sono molto bui, grigi e illuminati da una pallida luce—nulla a che vedere con i miei scatti. Nelle foto ho voluto utilizzare luci teatrali sui toni del blu e dell'oro. Ci sono note turchesi, blu, verdi, oro e rosse; sono i colori dei lividi, diciamo. Mi sono ispirato agli artisti della Repubblica di Weimar, come Otto Dix (che, nel 1924, aveva dipinto alcune delle mummie che io ho fotografato), Francis Bacon, Lucien Freud e Egon Schiele.
"Untitled, #Pa314-583", Palermo, Italia, 2013, dalla serie Vanitas di Matthew Rolston. Per gentile concessione di MRPI.
Il desiderio di ingannare la morte, o almeno di scoprire i suoi misteri, esiste da sempre. È una fonte di spiritualità e allo stesso tempo il flagello dell'umanità. Oggi la tecnologia può cambiare le cose.Tutto nella nostra cultura sembra puntare nella direzione del transumanesimo, con il distaccamento graduale dal nostro corpo per avvicinarci sempre più a una dimensione diversa, attraverso le interazioni sociali. Molti film e miti avevano predetto questo fenomeno già tempo fa. Forse è il nostro destino.C'è da considerare che la forma umana che conosciamo oggi è piuttosto recente. La specie umana non è poi così vecchia—l'homo sapiens ha solo 300mila anni. Quanto è diversa la nostra forma attuale rispetto ai protozoi? Perché quindi la nostra forma non potrebbe essere radicalmente diversa in futuro? È proprio questo che voglio esplorare nel mio lavoro. La domanda è: il corpo umano è davvero necessario? O possiamo liberarcene?
"Untitled, #Pa486-1305", Palermo, Italia, 2013, dalla serie Vanitas di Matthew Rolston. Per gentile concessione di MRPI.
"Untitled, #Pa834-460", Palermo, Italia, 2013, dalla serie Vanitas di Matthew Rolston. Per gentile concessione di MRPI.
"Untitled, #Pa492-1345", Palermo, Italia, 2013, dalla serie Vanitas di Matthew Rolston. Per gentile concessione di MRPI.