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Foto della scena punk-hardcore nella Palermo anni Ottanta

Nel suo libro "Palermo 1984-1986", il fotografo Fabio Sgroi racconta la "scena aliena" di cui faceva parte in quegli anni.

di Vincenzo Ligresti
13 giugno 2018, 6:05am

Tutte le foto di Fabio Sgroi, per gentile concessione di Yard Press.

Sebbene l’approvazione della legge Basaglia nel 1978 abbia sancito di fatto l’abolizione dei ‘manicomi’ in Italia, il disfacimento di tali strutture è stato spesso lento e graduale. Un esempio è l’Ospedale psichiatrico di Pisani a Palermo, che verrà sprangato solo nel 1998, esattamente vent’anni dopo.

Proprio in quella struttura, quasi a rimarcare questo lento e graduale passaggio, nel gennaio del 1986 venne organizzato “Qualcuno volò sul nido del cu”, un evento che—oltre a distorcere volutamente il titolo del film premio Oscar—prevedeva cinque ore di concerti prevalentemente punk rock.

All’epoca la fotografa Letizia Battaglia, tra i principali organizzatori dell’evento, dichiarò a un giornale locale: “Alieni non sono solo i pazzi, ma per primi tutti i ragazzi senza spazi a loro disposizione dove potersi confrontare. E il loro coraggio è dimostrato dal tentare un esperimento unico al mondo come questo, un concerto rock al manicomio.”

Tralasciando quanto all’epoca lo stigma sulle malattie mentali fosse pesante—come i titoli che lo contenevano (“Concerto rock per non impazzire di solitudine”, “Concerto rock per i malati di mente”)—la fotografa nella sua dichiarazione faceva riferimento alle sei band che suonarono per al Pisani, ovvero quella rappresentanza di ragazzi che in città erano stati investiti dall’arrivo dello stile punk, e compresi molto poco da chi non aveva contatti con la scena underground.

Tra le band al concerto dell’86 c’erano anche gli MG (nome preso a prestito da una mitragliatrice Beretta), un quartetto punk-skin di cui faceva parte Fabio Sgroi, classe 1965. Quella sera però Sgroi non suonava e basta; scattò anche diverse fotografie. Alcune di queste sono state inserite nel suo libro Palermo 1984-1986, Early Works, da poco uscito per Yard Press, che racconta le prime immagini realizzate dal fotografo.

"Gli anni a cui fa rifermento il titolo del libro raccontano di quando ho iniziato a scattare per divertimento i miei amici e abbracciare un certo tipo di musica e stile," racconta Sgroi. "Ma quando mi proposi a Letizia Battaglia e Franco Zecchin per lavorare come collaboratore per la loro agenzia Informazione fotografica, e quindi per il giornale L'Ora, non mi fecero nessun problema per il mio aspetto, per la mia estetica."

La scena punk e underground di Palermo era iniziata qualche anno prima; se Sgroi e i suoi amici erano indirizzati verso l'hardcore, altri ancora stavano virando verso lo stile goth. In questo ambiente giravano molte canne, qualche anfetamina e di rado scoppiavano risse.

“Tra le varie fazioni però non c’erano screzi, al massimo qualche fesseria,” racconta Sgroi. "Del resto eravamo davvero pochi nella scena, io conoscevo tutti e tutti mi stavano simpatici." Tra l'altro, anche i luoghi d'incontro e aggregazione erano sempre gli stessi: il Politeama, la villa comunale, il locale Mocador in via Lazio e i pochi altri in cui ci permettevano di suonare."

"Era il periodo della mattanza della mafia, degli elicotteri, delle persiane abbassate e della desolazione dopo una certa ora," continua Sgroi. "Era questo, in un certo senso, il sistema che rigettavamo. Almeno prima che ci disperdessimo, nel nostro piccolo ce ne fottevamo davvero di tutto."

Palermo 1984 - 1986, Early Works è edito da Yard Press, ed è disponibile sul sito della casa editrice. Guarda altre foto tratte dal libro qui sotto: