Le criptovalute di stato sono destinate a sostituire quelle reali?

Un esperto ci ha spiegato perché il Bitcoin venezuelano "Petro" ha il destino segnato.
12.12.17
Immagine via Twitter

Il Venezuela ha annunciato l’adozione di una criptovaluta nazionale, il “Petro”. L'annuncio è stato dato dal Presidente Nicolas Maduro, durante la trasmissione tv "Los domingos con Maduro." Il presidente ha proposto una valuta virtuale nazionale come strategia per uscire dalla crisi economica gravissima del Paese e dall’embargo finanziario voluto dagli Stati Uniti offrendo un nuovo canale per le transazioni finanziarie. La nuova criptovaluta dovrebbe essere garantita dalle riserve petrolifere di oro, gas e diamanti nazionali e, ha lasciato più di un osservatore perplesso.

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Il Venezuela non è il primo Stato a parlare di criptovalute nazionali, prima di Maduro abbiamo avuto in ordine sparso le seguenti proposte: la Russia con il CriptoRublo, la Cina che ha già lanciato una fase di test, in Europa, l'Estonia con Est Coin — subito bacchettata da Mario Draghi — gli Emirati Arabi con EmCash e, addirittura, l'Abkhazia un territorio del Caucaso rivendicato dalla Georgia che mira a fare riconoscere la propria indipendenza e vuole sfruttare la creazione di una propria criptovaluta come strumento per emanciparsi, ma la lista non finisce qui.

Come non mi stancherò mai di ricordare, là fuori nel mondo ci sono solo circa 200 persone che capiscono tutto di bitcoin e io continuo a non essere uno di loro. Per questo ho contattato Stefano Capaccioli di COINLEX che mi aveva già illuminato riguardo criptovalute e leggi anti-riciclaggio italiane. Qualche tempo fa, Capaccioli aveva pubblicato un post provocatorio in cui proponeva una versione digitale degll'Euro: l'eEuro. Quindi, mi è sembrato la persona più adatta per parlare di criptovalute di stato.

La nostra chiacchierata al telefono mi ha lasciato con un numero di interrogativi irrisolti ancora più alto di prima. D'altronde, in questo ambito non si possono mai fare affermazioni assolute, perché può sempre uscire fuori un genio dell'informatica che trova una soluzione a un problema che prima si pensava irrisolvibile.

La puntata di 'Los domingos con Maduro.'

Motherboard: Cosa ne pensa della proposta di Maduro di creare una critpovaluta nazionale?
Stefano Capaccioli: Una valuta ha un valore se genera fiducia. Il problema è capire come viene generata questa fiducia. Nel caso dei bitcoin, la fiducia viene riposta nella rete e nell'algoritmo che sfrutta. Ma, nel caso del Petro, quale ente può svolgere il ruolo di "garante" assicurando che le riserve di petrolio siano collegate alla criptovaluta e che tale collegamento sia rispettato?

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Ne deduco quindi che lei non ha molta fiducia nel progetto del Venezuela. Ma, in generale, ha senso parlare di criptovalute nazionali?
Il problema alla base nella creazione di una cosiddetta 'criptovaluta nazionale' è quello di coniugare due aspetti contraddittori come la decentralizzazione tipica della blockchain con la centralizzazione che caratterizza una moneta nazionale. Se voglio che tutto sia centralizzato, non faccio prima a creare una valuta virtuale e un database da cui tenere traccia di tutto, piuttosto che sfruttare una tecnologia decentralizzata come la blockchain? Le tecnologie per le valute digitali esistono già e sono molto efficienti, ma appunto si tratta di versioni digitali delle valute, cambia solo il mezzo che non è più fisico.

Tuttavia, se c'è ho qualcosa che ho imparato da quando mi occupo di Bitcoin è che in questo mondo non conviene mai fare affermazioni definitive. Lo stesso bitcoin è stato dato per morto più volte, eppure continua a crescere, oppure, periodicamente si parla di bolla dei bitcoin.

Di fatto, una bolla è tutto ciò a cui viene attribuito un valore superiore al suo valore intrinseco. In questo senso, bitcoin è in una bolla da quando, nel 2009, la New Liberty Standard ha pubblicato la sua prima quotazione: 1.309,03 bitcoin per 1 dollaro statunitense. Jean Tirole sostiene, invece, che l'oro è in "bolla" da migliaia di anni.

Una valuta ha un valore se genera fiducia.

Ci sono altri motivi di natura tecnica che avevano portato molti a pensare che la tecnologia della blockchain non avrebbe potuto prendere piede perché insostenibile, eppure eccoci qui ad occuparcene quasi dieci anni dopo. Mi verrebbe da dire che Bitcoin è un po' come il calabrone che vola perché non sa che non può volare.

Detto questo, ci sarebbe un'ulteriore domanda da porsi. Siamo sicuri che le criptovalute siano delle vere e proprie valute? Credo che al momento non disponiamo ancora di una categoria concettuale adatta a definire Bitcoin. Per fare dei paragoni, ci troviamo ancora nella situazione in cui prima dell'invenzione delle automobili, non si riusciva a concepire il concetto di un carro senza cavalli come o, prima dell'arrivo del cinema alle immagini in movimento come a dei film.

Non sarebbe meglio pensarli come a una commodity come recentemente riconosciuto dal Chicago Mercantile Exchange (CME)?
Secondo me neanche quella è una definizione esaustiva. Personalmente, ho provato a elaborare l'argomento lavorando a una definizione legale di bitcoin a cui vi rimando per i dettagli.

Però è stato lei stesso a parlare di eEuro qualche tempo fa…
La mia proposta provocatoria era di sfruttare la potenza di calcolo di un infrastruttura informatica statale con uno scopo: diminuire l'uso del denaro contante mantenendo la privacy finanziaria. Al momento, ogni transazione è tracciabile e, in Italia, ci sono otto milioni di persone senza conto corrente che usano solo contanti. Non sarebbe il caso di pensare ad un sistema per includerli?

Ok ma non pensa che almeno Stati potenti come la Cina o la Russia possano riuscire a realizzare delle criptovalute di stato?
Di base quello che è successo in molti di questi stati è stato di vietare l'utilizzo delle criptovalute allo scopo di imporre delle altre criptovalute. La Cina che ha gli strumenti per imporre controlli in diversi ambiti, eppure, non è riuscita ad evitare la diffusione del bitcoin. Dal momento in cui si dispone della connessione internet, è impossibile controllare Bitcoin anche se viene vietato. Ci può riuscire giusto la Nord Corea che ha risolto il problema alla base scegliendo di non avere internet…