Grazie a ‘Black Mirror’ ora ho paura di quei termini di utilizzo che non leggiamo mai

'Crocodile' non parla di una tecnologia capace di leggerci nel pensiero, ma dei termini di contratto che gli permettono di farlo.

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03 gennaio 2018, 2:39pm

Immagine: Netflix

Questo post contiene degli spoiler su 'Crocodile', il terzo episodio della nuova stagione di Black Mirror.

'Crocodile', il terzo episodio della quarta stagione di Black Mirror, è probabilmente il primo esempio di opera di fantascienza che immagina un futuro in cui dei Termini di Contratto troppo complessi portano all'omicidio di un'intera famiglia. Considerato quanto ormai questi documenti facciano parte della nostra vite, non si tratta di una speculazione troppo lontana dal reale.

A prima vista, questo episodio parla di Mia, una architetta con un segreto oscuro che, — dopo aver preso una decisione tremendamente impulsiva, di quelle che sembrano essere prese soltanto in Black Mirror — si ritrova a dover nascondere un omicidio da un'investigatrice di una compagnia assicurativa chiamata Kiran, armata di una tecnologia conosciuta come recaller, che le permette di vedere i ricordi delle persone.

Il recaller è composto di due componenti — uno schermo e un piccolo trasmettitore che si piazza sulla persona che viene interrogata. Il trasmettitore invia i ricordi di quella persona allo schermo, che vengono poi usati come prove nelle dispute assicurative (e presumibilmente anche nei processi penali). Mia ha ucciso qualcuno in una camera di hotel, ma ha anche assistito a un incidente stradale appena fuori dalla finestra della stanza mentre stava cercando di insabbiare il delitto. Kiran sta indagando sull'incidente stradale e chiede di vedere i ricordi di Mia che, in questo caso, includono anche l'omicidio.

Ma il trasmettitore non può essere utilizzato a meno che la persona che viene interrogata non confermi di aver letto e compreso i termini di servizio, quei documenti estremamente lunghi che nessuno legge e che devi approvare per usare il tuo nuovo telefono/computer/app/software. Mia approva i termini del recaller senza leggerli davvero (perché sono lunghi!), permettendo così a Kiran di scoprire che ha commesso un omicidio, rendendo conseguentemente necessario l'esecuzione di molti altri omicidi perché i termini di contratto sono il male.

Vi risparmio i dettagli sugli omicidi per inaugurare, invece, una breve discussione sul perché sappiamo che i termini di contratto di Black Mirror sono pesanti tanto quanto quelli che siamo obbligati a firmare noi stessi nel mondo reale.

Charlie Brooker, il creatore e autore di Black Mirror, ha lasciato in giro un paio di indizi che spiegano perché le terribili azioni di Mia siano da incolpare ai termini di contratto del recaller di Kiran. In questo caso, Kiran sta indagando su un incidente stradale — l'omicidio di Mia inizialmente non era parte dell'indagine di Kiran. Ma grazie a una soffiata del receptionist di un hotel sul genere di programmi televisivi guardati abitualmente da Mia, Kiran ha il sospetto che Mia non voglia collaborare con lei: "Stava facendo qualcosa di imbarazzante nella camera d'albergo, tipo guardare un film porno," dice al suo partner prima di andare a incontrare Mia. "Potrebbe non volere che io spulci nei suoi ricordi."

Questo dialogo è importante perché, pochi minuti dopo, Kiran dice a Mia che essere intervistati "è un requisito obbligatorio per legge dall'anno scorso." Credo che si tratti di una menzogna, visto che, solo pochi istanti prima, Kiran faceva riferimento al fatto che Mia avrebbe anche potuto scegliere di non usare il recaller.

Kiran è seduta nel salotto di Mia, le passa un telefono o un tablet per leggere l'accordo di licenza del recaller con l'utente finale — "se vuoi, puoi leggere qui tutti i termini, quella roba legale," dice. Ed è a questo punto che Mia prende un'altra decisione poco saggia: sebbene abbia appena ucciso qualcuno (come Kiran presto scoprirà), decide di non leggere i termini e le condizioni prima di accettarle. "Sono piuttosto lunghe, non trovi?"

Una serie di studi scientifici dimostrano come fondamentalmente nessuno legga gli EULA, molti sono lunghi quasi come dei romanzi. È difficile biasimare Mia per non averlo fatto. Tuttavia, mi sembra opportuno suggerirvi che, nel caso in cui vi troviate in una situazione in cui le alternative sono leggere un documento legale molto lungo o mettervi nella condizione di esporre i dettagli di un omicidio commesso di recente, probabilmente, è il caso che leggiate il documento in questione.

Non è dato sapere cosa reciti l'EULA del recaller, ma è molto probabile che conceda alla società di Kiran la possibilità di fare tutto quello che vuole con le immagini registrate dalla testa di Mia. Probabilmente, potrebbe anche spiegare che non avrebbe dovuto sottoporsi alla prova se non fosse stata d'accordo con i termini, consentendole presumibilmente di convivere con la colpa di un solo omicidio piuttosto che con un bagno di sangue.

Gli EULA sono onnipresenti nel mondo della tecnologia e hanno iniziato a insinuarsi in ambiti come le automobili, le macchine del caffè e persino i tatuaggi. Sono stati utilizzati per creare un sistema giuridico parallelo in cui le aziende stabiliscono tutti i termini e le condizioni: "in pratica, gli accordi di licenza ci mettono con le proverbiali spalle al muro," scrivono gli esperti di legge Aaron Perzanowski e Jason Schultz nel libro The End of Ownership. Non c'è dubbio che questi accordo vadano annoverati tra gli elementi più distopici con cui ci interfacciamo quotidianamente e, per questo, costituiscono una buona cornice per un episodio di Black Mirror.

In definitiva, Mia ha trovato più accettabile uccidere sistematicamente un'intera famiglia piuttosto che leggere l'intero documento. L'elemento terribile di 'Crocodile' è che è difficile biasimarla per questo.

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