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Rafa Para vive a Poole's Land da quattro mesi. Tutte le foto dell'autrice

Dentro una comune anarchica nella foresta canadese

Manisha Krishnan

Manisha Krishnan

Ho passato una giornata nella comune di Poole's Land per capire se è davvero il paradiso hippie e allucinogeno che dicono.

Rafa Para vive a Poole's Land da quattro mesi. Tutte le foto dell'autrice

Per gli abitanti di Poole's Land, anche fare la cacca è un atto di ribellione.

La proprietà, di circa sette ettari, è collocata all'interno della foresta nel distretto di Tofino, nella British Columbia, ma è disconnessa dal sistema fognario dell'area da ormai vent'anni. Gli abitanti usano toilette compostanti.

L'ingresso a Poole's Land.

Ovvero, si scaricano in tazze piene di trucioli di cedro, che secondo il manager di Poole's Land, il 47enne Michael Goodlife, disinfetta tutto. Quando gli chiedo cosa fanno quando le tazze si riempiono mi risponde, "Spaliamo." "Non ti fa schifo?" insisto, al che lui risponde, "Quello che mi fa schifo è scaricare acque nere non trattate nell'oceano"—una frecciatina al resto della cittadinanza. Mi racconta poi del fatto che uno dei residenti abbia aggiunto un po' di dramma alla pulizia dei bagni, indossando un abito scuro con cravatta e cilindro per svolgere l'operazione.

Regole d'ammissione. Ho decisamente visto dell'alcol girare all'interno del posto.

Basti dire che la gente che vive a Poole's Land se ne frega delle convenzioni. Hanno fatto un falò, anzi, con le convenzioni, il capitalismo, e anche l'igiene, e non si sono più voltati indietro.

A questo punto vi starete chiedendo: ma che cos'è Poole's Land?

Ne ho sentito parlare per la prima volta in un articolo intitolato: "In questa comune canadese puoi vivere senza denaro, e gli scambi avvengono in droga." Il pezzo dipingeva Poole's Land come un ecovillaggio in cui i lavoretti per la comunità sono pagati in funghetti allucinogeni.

Settimana scorsa ci ho passato una giornata per capire se fosse proprio così, e la risposta è che dipende da chi chiedi: tutte le persone con cui ho parlato mi hanno detto che il baratto a funghi allucinogeni non è più in funzione—cosa che ha deluso i nuovi arrivati, quelli che hanno letto il mio stesso articolo. Poole's Land offre un ristoro per 10 dollari canadesi a notte [6,6 euro circa], ed è perciò il posto perfetto per chi passa per Tofino o per i ragazzi che fanno la stagione in città a lavorare. Ma ci sono anche persone che vivono qui da anni, e che considerano la comune casa loro e i suoi abitanti la loro famiglia. Ah, e questo posto attira anche un sacco di reietti, poveri, persone mentalmente instabili.

Michael Goodliffe è il manager di Poole's Land.

Michael Goodliffe vive qui da decenni, a periodi alterni, e non gli piace che il posto venga considerato una "comune per drogati", anche se sicuramente la droga fa parte della cultura degli abitanti. Quasi tutti fumano erba. Durante la mia visita vedo un piccolo orto di marijuana e incontro persone sotto effetto di funghi, LSD o MDMA. Una donna francese mi dice che sta per provare a mangiare fuoco—cosa già di per sé piuttosto rischiosa, no?—e poi aggiunge che si è appena calata un acido. L'atmosfera ricorda un po' quella di un ostello, solo che siamo nei boschi. Ma non è tutto qui: sembra che i residenti si siano liberati dalla monotonia della vita che ruota intorno al lavoro, al mantenersi, all'avere una casa. Una ex sous chef 24enne, Cheyanne, mi dice: "Non siamo degli hippie strafatti, siamo un gruppo di reietti che si aiutano a vicenda." Non sono le droghe che interessano loro, continua, ma la vita.

Cheyanne e Thomas Jackson in mezzo alle piante di marijuana.

Acquistato nel 1988 da Michael Poole—un hippie amante degli allucinogeni—per la cifra ridicola di 50.000 dollari, questo terreno è impressionante: una foresta fitta di cedri, antichi abeti, laghi, e anche, mi dicono, orsi e puma. Le vie di comunicazione sono sentieri e passerelle. Nel mio giro, mentre cerco di non inciampare su radici e pezzi di legno, vedo rifugi improvvisati, tende, roulotte, piccole baracche di legno, case sugli alberi e furgoni attrezzati. C'è anche una cucina condivisa, e i pasti vengono preparati con le verdure del loro orto. La cucina è l'unico posto dove prendono i telefoni.

La cucina.

Nonostante il luogo sia bellissimo, le strutture non sono proprio immacolate. Ci sono spazzatura e carta e plastica e mozziconi un po' ovunque e hanno tutti un odore... molto naturale. Trovo una salvietta piena di macchie marroni appesa a un filo. Mi dicono che c'è una doccia calda, ma non la usano in molti.

"Sono due anni che non faccio la doccia, c'è l'oceano," dice Hubert, un surfista 23enne dal fisico cesellato, con i rasta biondi. Hubert si è trasferito qui sette mesi fa, ma erano tre anni che viveva nel suo van. Dorme in una piccola casetta di legno con il suo labrador nero, e sta cominciando, con l'aiuto della comunità, a fare tavole da surf da vendere.

Hubert.

Senza battere ciglio Hubert, Goodliffe e altri uomini mi indicano un stagno di acque marroni, e mi dicono che loro bevono da lì e si lavano con quell'acqua. (Il colore è dovuto ai cedri morti sul fondale.)

"A parte le apparenze e lo strato più superficiale, è pulita," dice Josh Pawton, 23 anni, neozelandese arrivato da poco, mentre un altro interviene, "Non ci è mai venuta la diarrea, per ora."

Matt, ventenne bruno con un sorriso contagioso, descrive questo posto come "anarchico", e dice che proprio l'anarchia è sia la sua migliore qualità che la sua peggiore pecca.

"C'è una linea sottilissima tra il tutto concesso e il dare una anche minima direzione."

Matt vicino a una pozza di cui dice di bere l'acqua.

Aggiunge che in quel posto i giudizi non esistono e, per avvalorare la sua tesi, ricorda di quella volta che ha incontrato una donna che pensava di poter controllare il tempo atmosferico con il pensiero; una persona che pensava di poter viaggiare nello spazio intergalattico; e un uomo che diceva di lavorare per Anonymous e gli ha lasciato il suo passaporto e un sacco di cose costosissime per la macchina fotografica.

Sembra un paradiso hippie, ma in città non ha una buona reputazione.

Un paio di anni fa si diceva che ospitasse Caleb Lawrence McGillvary, noto su YouTube come Kai the Hatchet Wielding Hitchhiker e accusato di omicidio.

Molto "Into the wild".

"Molto spesso se vai a un colloquio di lavoro e dici che vivi a Poole's Land, sei fatto. Sai, per questioni igieniche, metti che sei un cameriere—se sanno che vivi in una tenda nel bosco..." dice Adam, 25 anni. Molti mi ripetono un luogo comune, "Se ti sparisce la bici, vai a cercarla a Poole's Land."

Per quanto riguarda la droga, Goodliffe, che è cresciuto in una comune molto più hardcore in Manitoba, mi dice che Poole's non è un terreno fertile per gli spacciatori. Quando gli chiedo perché è così fissato con l'idea di cambiare la reputazione del posto, mi risponde, "Mina la nostra integrità. La nostra missione è di mantenere la sicurezza di questo posto, non di fornire droga alla gente." (Ci sono kit per la rianimazione da overdose di eroina in giro.)

Goodliffe mi racconta di aver cacciato ospiti della comune per aver portato dentro cocaina, e altri per aver dato allucinogeni a persone con disturbi mentali, mettendole in pericolo.

"Mio padre si faceva un sacco di LSD. Ho visto gli effetti di quella droga sul lungo termine, non fa bene alla salute mentale."

Maddy Tesmer, 19 anni, vive in questo van.

Pensa che Poole's sia la prima scelta per le persone con disturbi mentali perché possono permetterselo, e poi perché si sentono accettate.

"Non hanno soldi e vogliono vivere in comunità." dice, aggiungendo che uno dei residenti soffre anche di disturbo schizofrenico paranoide.

Ho chiesto a Goodliffe se non gli fa strano vivere insieme a un sacco di ventenni, ma lui crede che non potrebbe trovarsi così a suo agio da nessun'altra parte.

"La gente della mia età ha la macchina, la casa, un lavoro. Non fa per me," dice. "Quando si vive chiusi in scatolette in città, ci si sente isolati."

Ovviamente, non tutti i residenti di Poole's Land sono qui per restare. Thomas Jackson, un 23enne canadese con la faccia da bambino, è qui da tre settimane e già vuole andarsene. (I bagni sono troppo, per lui.)

Un falò.

Naturalmente, vista l'età che ha, Jackson è impressionato dal fatto che non prenda il cellulare. "Ti sembra di vivere dieci anni fa. Bisogna parlarsi dal vivo," dice.

Mentre mi accompagna a una casa tra gli alberi nota come "la piramide" si ferma e dice, "La cosa della vita hippie, della vita strana, è che alla fine, comunque invecchierai. Comunque avrai dei momenti traumatici e lo stress della vita. Non puoi scappare."

Forse no, ma Poole's Land mi sembra un buon posto per provare a farlo.

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