Premiere

Il tuo incubo peggiore viene da Roma e si chiama Metro Crowd

L'underground romano ha una all-star band e il suo nuovo album è una raccolta di vignette paranoiche post-punk per chi non si sente a suo agio nel mondo.

di Giacomo Stefanini
07 marzo 2019, 11:59am

I Metro Crowd sono una sorta di all-star band dell'underground romano, con membri di Holiday Inn, Hiroshima Rocks Around, Mai Mai Mai, Sect Mark, e altri. Ne avevamo già parlato in occasione del loro primo EP, quando li avevo paragonati allo scivolo di un aquapark negli anni Novanta: fangoso, buio e pieno di insidie. Il 22 marzo uscirà su Maple Death Records il loro secondo LP, Planning:, che io sto ascoltando in anteprima—e sono felice di annunciarvi che i ragazzi hanno fatto il salto di qualità.

Non è una novità che una certa fetta di umanità negli ultimi tempi si senta intrappolata in uno scenario distopico, nel quale lo scopo della vita e delle azioni che compiamo quotidianamente diventa sempre più evanescente. È una storia complicata, che ha a che fare con la politica internazionale, la tecnologia, la burocrazia, l'ambiente, e, ovviamente, con i poteri occulti che muovono le tessere del puzzle. Scherzo. Giuro. Ma anche se non siete dei paranoici ossessivi, entrare nell'atmosfera di Planning: è un'esperienza quantomeno curiosa.

Il fatto che il cantante Gian Luca sia fumettista, infatti, fa sì che abbia un modo di concepire le canzoni molto particolare: ognuna ha una piccola trama, a volte talmente piccola che si potrebbe rappresentare con un'unica vignetta. Tutto sembra basato sul rapporto tra individuo e moltitudine: parte dal disgusto provato per i passeggeri dello stesso vagone (ricordiamo che il nome Metro Crowd è un ironico "tributo" alla Metro C di Roma), passa per l'osservazione della gente che va a farsi le lampade in mezzo allo smog e al freddo, per futuristici incubi a base di crioconservazione umana e arriva a teorizzare una massa umana informe, priva di identità, dedita soltanto al lavoro per una patria che la disprezza. La colonna sonora di questo delirio febbrile è un post-punk industrializzato, psichedelico e iper-tecnologico, il cui principale punto di riferimento è sicuramente la San Francisco di Residents, Chrome e Subterranean Records, ma anche la no-wave newyorkese e il primo suono industrial-rock di gente come i Ministry.

Oggi, grazie a Maple Death, vi facciamo ascoltare "Gas In A Wagon", la traccia che apre il disco e che ci immerge subito nel lago scuro e melmoso dei quattro romani. La storia è semplice: dentro il vagone della metropolitana, a fine giornata, i passeggeri non riescono a trattenere il disgusto verso i compagni di viaggio, e si lanciano in una silenziosa ma letale gara di scoregge. Uno dei pezzi più rumorosi e assurdi del disco, a metà tra dub e noise, tutto ricoperto da un phaser assassino. Le sensazioni che dà questo pezzo, e che vi darà il disco quando potrete ascoltarlo, non sono sensazioni che vorrete provare per sempre. Ma quando avrete bisogno di un giro nelle caverne, di una favola terrificante che non vi faccia dormire, saprete a chi rivolgervi.

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