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MYSS KETA è molto di più di un meme

Chi pensa che MYSS KETA sia soltanto un meme rischia di perdersi 'PAPRIKA', un album che per la prima volta rivela l'artista dietro alla diva.

di Federico Sardo
02 aprile 2019, 2:22pm

Il primo pezzo di MYSS KETA, “Milano Sushi & Coca”, è uscito nel 2013. Sono passati quindi ormai sei anni dall’inizio dell’epopea della regina di Porta Venezia, e la cosa più difficile per un progetto come questo è sicuramente non annoiare. Il rischio è che MYSS KETA ormai abbia rotto i coglioni, che abbia fatto ridere per un po’ ma a una certa anche basta.

Per quanto sicuramente in molti, oltre a quelli che la odiano da sempre (un immaginario del genere non può che attirare detrattori come mosche), ci terranno a dire che la MYSS non è più quella del 2016; ma PAPRIKA è il disco con cui il progetto MYSS KETA prova a fare il salto di qualità e a mio parere ci riesce benissimo.

Rispetto ai lavori precedenti, è evidente che il progetto si è lasciato Milano alle spalle e punta all'universo (e non è un gioco di parole con il nome dell'etichetta). Questo album è il primo a basarsi interamente sulla forza di canzoni molto ben scritte e di produzioni a un livello di eccellenza con pochi uguali in Italia. Ci si allontana, insomma, dalla dimensione del meme per approdare a una sorta di autorialità, per quanto ovviamente molto sui generis e caratterizzata da tutti gli elementi che da sempre contraddistinguono il personaggio.

Nel parlare di MYSS KETA ha senso usare la parola "progetto" perché va ricordato che, oltre alla ragazza che la interpreta, dietro c’è un collettivo fatto di produttori (Riva, che in questo disco si attesta definitivamente come uno dei più forti d’Italia), registi (Simone Rovellini), fotografi, grafici, illustratori e fiancheggiatori a vario titolo, una squadra che in questo album viene affiancata da una lunga lista di ospiti (tra quelli che non citeremo in seguito: Gué Pequeno, che fa un figurone su un beat molto nuovo per lui, Wayne Santana, Gemitaiz e il basso di LIM).

Dicevamo all’inizio che il rischio è quello che il giocattolo si rompa, o meglio che rompa (le palle), ma è un rischio di cui la crew è perfettamente consapevole: se non basta a dimostrarlo quanto detto fino a qui, ci pensano le prime due tracce del disco a testimoniarlo del tutto esplicitamente. L’intro infatti è composta da venti secondi in cui Elenoire Ferruzzi, icona queer milanese, afferma senza molti giri di parole che “MYSS KETA non è nessuno”, ed è seguita poi da “BATTERE IL FERRO FINCHÉ È CALDO”, una vera dichiarazione d'intenti che non nasconde le preoccupazioni di cui parlavamo: “vado avanti anche se l’hype è morto” è il concetto che ci introduce all’album—anche se la frase più iconica del brano è indubbiamente “uno per i soldi / due per lo show / tre per l’outfit di Christian Dior”.

myss keta paprika
La copertina di PAPRIKA, cliccaci sopra per ascoltarlo su Spotify.

Per quanto mi riguarda avevo già cominciato a intuire che ci sarebbe stato un salto di qualità quando ho sentito il singolo di lancio: “MAIN BITCH” non sarà iconica come le hit del 2013, ma è probabilmente il singolo migliore che KETA abbia mai fatto. Una canzone vera e propria, con tutti i crismi, in cui la Diva non si limita a elencare cose più o meno divertenti con un tono piatto e distaccato ma in cui, dopo anni passati a essere chiamata rapper abbastanza a sproposito, si rivela improvvisamente davvero una rapper molto dotata. Se fosse l’esordio di qualche ragazza mai sentita prima, farebbe serenamente gridare al miracolo e alla next big thing del rap italiano.

Sorprende anche “TOP”, featuring Luché, grazie a una base iperminimale e profonda di un Riva in stato di grazia affiancato da Fight Pausa (Carlo Luciano Porrini, anche 72-Hour Post Fight e, in passato, Leute). BOT e Astronomar sono i produttori dietro un’altra delle perle del disco: il remix estremo e scurissimo di “BOTOX”, vero incubo tra le mura di un club claustrofobico.

Altri highlight sono “100 ROSE PER TE”, con la collaborazione del fortissimo Quentin40: Riva confeziona un beat che sa di R&B fine Novanta-primi Duemila come non si è praticamente mai sentito in Italia; “MORTACCI TUA” in cui i Cacao Mental tratteggiano un lisergico Spaghetti Western sotto ketamina, e “CLIQUE”, in cui Populous si conferma il campione che sappiamo, sulla strada tra Miami e i Caraibi.

Degno di nota anche il rifacimento del classico “LE RAGAZZE DI PORTA VENEZIA”, per il quale Riva si affianca a un fuoriclasse come Rocco Rampino (già Congorock) per giocare intorno all’irresistibile campione (“Anishilabi" dei sudafricani Batsumi, anno di grazia 1974) su cui il pezzo è costruito, e la MYSS chiama a raccolta un trio composto da Elodie, Priestess con la sua voce particolarissima e una Joan Thiele che regala un intermezzo in spagnolo risoluto e suggestivo.

In chiusura c’è spazio anche per due note diverse: la collaborazione zanzaristica con Gabry Ponte, dal sapore di guilty pleasure (se non fosse un concetto da superare), e il pezzo più diverso dell’antologia ketiana, “FA PAURA PERCHÉ È VERO”, impreziosita dalla voce di Mahmood, in cui per la prima volta una MYSS mai così matura fa cadere la maschera: “Mi chiamano l'angelo dall'occhiale da sera / ma sono una donna di umana natura”.

Se il personaggio non vi piace, se non ne cogliete l’ironia o se la considerate troppo milanese, se non apprezzate il modo in cui ha contribuito a svecchiare un immaginario queer per troppi anni relegato ai revival anni Ottanta, il valore principale di questo disco è quello di ricordarci che in Italia abbiamo dei produttori della madonna capaci di fare roba divertente, pop e ballabile ma in modo interessante e non banale, al livello dei loro migliori colleghi internazionali. Sarebbe un peccato snobbarlo soltanto perché “ancora MYSS KETA? Che palle, non fa più ridere”. Chissenefrega: questo non è uno spettacolo di stand-up comedy, questo è un gran bel disco, anche se, fortunatamente, è fatto da gente che non ama prendersi troppo sul serio.

Vai a vedere MYSS KETA dal vivo:

27/4 Roncade (TV) - New Age
30/4 Roma - Monk
10/5 Bologna - Locomotiv
11/5 Pisa - Cinema Lumière
17/5 Sant'Egidio Alla Vibrata (TE) - Deja Vu

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