Come 'Baldur's Gate 3' mi ha convinto a lavorare per i suoi autori

Dopo 20 anni dal secondo capitolo, sono tornato nei Forgotten Realms di D&D, benché il gioco sia in Early Access e tutt'altro che finito.
DF
Milan, IT
24.11.20
Baldur's Gate 3 Early Access
IMMAGINE: BALDUR'S GATE 3, TUTTI GLI SCREENSHOT DELL'AUTORE

Mi trovo all'interno di un dungeon umido, pieno di cadaveri e decisamente polveroso e mi sono appena impastato per la decima volta in un loop di salite e discese. Sono un drow—una specie umanoide che vive sottoterra ed è imparentata alla lontana con gli elfi di Tolkien, ma che è dotata di un'indole caotica, capelli argentei e un incarnato nero.

Il drow è una delle “razze” selezionabili in Baldur's Gate 3, videogioco di prossima uscita che ho provato su Google Stadia e dovrebbe raddrizzare tutti i torti subiti dai più classici giochi di ruolo, quelli che hanno il proprio capostipite nel celebre Dungeons & Dragons. I Larian, autori e sviluppatori, si sono fatti notare negli ultimi anni come interpreti autorevoli di questo genere, in grado di formulare proposte interessanti nel mare magnum del fantasy virtuale.

Baldur's Gate 3 Early Access

Proprio per questo hanno ricevuto in dote il difficile compito di realizzare il terzo capitolo di una saga considerata leggendaria e idealizzata all'eccesso, a vent'anni di distanza dall'episodio precedente. Per fortuna, oltre ad essersi fatti una gran bella gavetta e ad aver racimolato lodi e premi, i Larian hanno avuto l'intelligenza pratica di compiere una scelta insieme banale e radicale: hanno optato per l'Early Access.

In sostanza hanno offerto a tutti la possibilità di accedere al gioco, pagandolo a prezzo pieno, pur fornendo una versione monca e molto lontana dall'essere terminata. L'Early Access è ormai da anni una costante del panorama videoludico, introdotto in origine per cercare di garantire il completamento dei vari progetti, facendo sì che i soldi raccolti in questa fase tornino utili a finanziare il resto del processo di sviluppo.

L’Early Access è una sorta di crowdfunding, con la differenza che puoi usare da subito il prodotto e controllare lo stato dei lavori.

Una sorta di crowdfunding, se vogliamo farla semplice, con la differenza che puoi usare da subito il prodotto e controllare, più o meno, lo stato dei lavori. Tale meccanismo, però, ha imposto una revisione del rapporto tra sviluppatori, acquirenti e distributori, gli uni con il fiato sul collo degli altri, in un clima generale di attesa infinita e un filo di paranoia di troppo.

Certo, ogni tanto le preoccupazioni sembrano proprio essere motivate, visto che non sono mancati i giochi abbandonati o cancellati in fase di Early Access. È lecito quindi esercitare un filo di dubbio anche davanti a Baldur's Gate 3, visto che in fondo, se uno ci pensa, è come decidere di comprare una macchina, pagare il dovuto e poi ricevere un veicolo con tre ruote, il volante montato sul tetto e tutti i sedili infilati nel baule, e la rassicurazione che "Sì, dobbiamo ancora sistemare un bel po' di cose. Ma, ehi, puoi aiutarci: guidala e dicci cosa non va!"

Baldur's Gate 3 Early Access

Ed è proprio questo che succede: i giocatori sono trasformati in aiutanti-tester, che possono partecipare alla community nel tentativo di perfezionare il gioco, segnalando quindi bug, crash, glitch e problemi di ogni tipo ai Larian. Dunque, non solo devi pagare e usufruire di un prodotto incompleto, ma sei persino invitato a lavorare, gratis, al suo miglioramento e completamento.

Detto questo a tutti è stato offerto almeno una volta nella vita un compenso in quella strana e deprecabile valuta che è la visibilità. Altresì detto: la richiesta di prestazioni lavorative gratuite di fronte alla vaghissima possibilità che qualcuno si accorga di te su internet e nel mercato—che poi in fondo, non sono ormai la stessa cosa?—e ti scelga in mezzo a mille altri per condurti verso un radioso futuro.

I giocatori vengono trasformati in aiutanti-tester, che possono partecipare alla community nel tentativo di perfezionare il gioco

Tuttavia, incredibile a dirsi, il primo lavoro che ho svolto in vita mia mi è stato pagato in moneta sonante. Lo stesso è accaduto negli anni successivi, quando non importava che stessi facendo semplice volantinaggio, qualche trasloco, un inventario in un negozio o ripetizioni: venivo pagato per farlo.

Oggi, me ne rendo conto, è una specie di folle utopia, soprattutto per chi è agli inizi del proprio percorso. Il mercato del lavoro è ormai collassato in un circo dove i valori cambiano come i saliscendi delle montagne russe, un ciclo di domanda e offerta che ci regala un senso di nausea e vertigine, lacrime e sangue.

Baldur's Gate 3 Early Access

Nonostante ciò, non posso fare a meno di cercare per la duecentesima volta, con grande positività e calma mentale e assolutamente nemmeno un po' di bava alla bocca, di spingere il mio drow a smettere di infilarsi nel loop e uscire una buona volta da quella roccia dove non sarebbe mai dovuto entrare. 

All'inizio del gioco mi ero trovato prigioniero in una sorta di astronave di Mind Flayer, una bizzarra specie dotata di tentacoli e della discutibile propensione a parassitare le vite degli altri tramite larve, telepatia e altre viscide spiacevolezze. Dopo un rocambolesco naufragio multidimensionale del polipone volante, sono stato infettato da una di queste larve e costretto a cercare una cura prima di vomitare dal ribrezzo anche nel mondo reale.

Dove finisce la beta o l'Early Access, e dove comincia lo sfruttamento di risorse non pagate?

È a questo punto, dopo lo schianto, che Baldur's Gate 3 si avvia davvero: sono solo, ma non lo rimango troppo a lungo. Come è canonico nei giochi di ruolo, nel mio cammino incontro altri personaggi pronti ad associarsi alla mia impresa, insieme ai quali do vita al classico party e a una miriade di barzellette per veri nerd—un elfo, un nano e un umano incontrano un genio nel deserto. Sono stremati, senza provviste e il genio insiste per esaudire i loro desideri. L'elfo accetta e dice: "Vorrei tornare nella mia foresta" e all'improvviso scompare. L'uomo: "Voglio essere nella mia taverna", un attimo e non c'è più. Il nano: "Non so davvero scegliere, vorrei che i miei due amici fossero qui ad aiutarmi!"

Nonostante quanto detto sino ad ora suoni problematicobarzellette comprese, temo che in un mondo e in un mercato dove il lavoro ha smesso gli abiti del secolo scorso—cuciti a forza di scioperi, lotte sindacali e diritti dei lavoratori—, non solo non ci sia niente di male in un progetto del genere, ma abbia persino senso che lo sviluppo di un simile gioco venga affrontato in questa maniera. Non è tanto, o non solo, il senso di comunità che si sviluppa, anche a fronte di un lavoro gratuito, quanto la possibilità di rifinire al meglio un gioco a cui tantissimi tengono, in forza del suo status leggendario e della potenza immaginifica che ogni gioco di ruolo dovrebbe portare con sé.

Baldur's Gate 3 Early Access

Screenshot da: Reddit

Una domanda però resta sospesa nell'aria, come è giusto che sia: dove finisce la beta o l'Early Access, e dove comincia lo sfruttamento di risorse non pagate? Fa poi seguito anche un quesito più sottile, ma forse persino più importante, almeno sotto il profilo creativo: i dati e le impressioni fornite dagli utenti in questi mesi quanto normalizzeranno il prodotto finale, e quante particolarità e guizzi di genio verranno sacrificati per offrire un gioco adatto a tutti e meno problematico possibile?

Mentre il mio drow prova a dare fuoco all'intera foresta, senza alcun successo apparente, mi accorgo che sono le due di notte e la domanda mi stronca l'ardore e l'entusiasmo. Un altro digitale tiro di dadi, lo giuro, e poi se ne riparla quando Baldur's Gate 3 si trasformerà—speriamo—nel capolavoro che desidero. O forse potrei persino restare sveglio ancora un po' per dare un po' di feedback ai Larian; scommetto che ci sperano.